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Tricotillomania: cause, sintomi e trattamento della tricotillomania


Tricotillomania: cause, sintomi e trattamento della tricotillomaniaLa tricotillomania è un disturbo abbastanza frequente nei bambini tra i due e i sei anni ma può riguardare anche persone adulte; tipicamente associata a comportamento ossessivo-compulsivo in realtà (come abbiamo scritto trattando di disturbi simili) si fa fatica a considerare la tricotillomania come una vera e propria patologia, si tratta invece più che altro, come vedremo nel corso di questo post, di una cattiva abitudine che può avere certamente ragioni psicologiche ed essere la spia di un certo disagio nelle persone che ne soffrono, ma più frequentemente è una condizione che si supera tranquillamente con la crescita e che non richiede (il più delle volte) che vengano intraprese azioni particolari.

Che cos’è la tricotillomania

Il termine tricotillomania indica, molto semplicemente, l’abitudine a toccarsi (o a strapparsi nei casi più importanti) i capelli; come vedremo nei prossimi paragrafi questa “attitudine” può poi favorire l’insorgenza di altre patologie (prettamente dermatologiche); prima di entrare nel vivo di questo post e scoprire nel dettaglio quali sono le cause, i sintomi e gli approcci possibili per tentare di risolvere un problema di tricotillomania ci preme evidenziare sin da subito che questo tipo di abitudine non riguarda solo (o necessariamente soltanto) i capelli, ma riguarda più genericamente l’abitudine di strapparsi i peli (inclusi quindi anche quelli della barba, o delle sopracciglia per esempio). Diciamo questo perché, ad esempio, molti uomini hanno l’abitudine di tirarsi i peli della barba ma non associano quasi mai questo comportamento a tricotillomania presumendo, erroneamente, che questa parola indichi esclusivamente l’abitudine di strapparsi i capelli

Tricotillomania: informazioni generali

Fin qui abbiamo provato a capire che cosa sia la tricotillomania e abbiamo avuto modo di spiegare che questa parola indica l’abitudine di strapparsi i capelli ma anche, più raramente, quella di strapparsi via i peli del corpo più in generale (quindi anche della barba, delle ciglia o delle sopraciglia); nei prossimi paragrafi entreremo quindi nel vivo del nostro post tentando di illustrare quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti possibili in caso di tricotillomania

  1. Le cause della tricotillomania

    Come abbiamo avuto modo di accennare la tricotillomania è spesso associata al comportamento ossessivo-compulsivo, dal momento che il soggetto continua a ripetere gli stessi comportamenti indipendentemente dal danno che finisce con l’arrecare a se stesso. Definire le cause della tricotillomania è in realtà molto complicato, come del resto per qualunque altro disturbo (più o meno rilevante) che trovi nel disagio psicologico la sua principale causa, come spesso accade per disturbi di questo tipo, che originano da disagio psicologico e non si possono configurare pienamente come patologie, spesso si finisce con l’attribuire la causa di questo disagio a un gran numero di fattori, la verità però è che le reali cause che favoriscono l’insorgenza della tricotillomania non sono ancora perfettamente note.
  2. Tricotillomania: i sintomi più comuni

    La tricotillomania è abbastanza facile da identificare sulla base dell’osservazione del comportamento del paziente; in realtà alla tricotillomania non è associata una sintomatologia precisa, soprattutto quindi per le forme più lievi la cosa non presenta alcun sintomo. Nelle forme di tricotillomania più rilevanti, invece, i pazienti finiscono per procurarsi dei veri e propri danni, quando quindi l’abitudine di strapparsi i capelli è realmente patologica si riscontrano alopecia (cioè perdita dei capelli) e sul cuoio capelluto possono comparire chiazze glabre dovute proprio all’assiduità con cui il soggetto si strappa i capelli. Questo tipo di abitudine può provocare, oltre alle chiazze di cui abbiamo appena detto, anche alcune forme di dermatiti; altro sintomo (che però riguarda solo i casi di tricotillomania che hanno realmente una portata patologica) consiste nell’abitudine di ingerire i capelli o i peli estirpati (tricofagia) atteggiamento che può finire col procurare problemi di salute anche importanti dal momento che può arrivare a procurare persino un blocco intestinale.
  3. Come si diagnostica un caso di tricotillomania

    Diagnosticare un caso di tricotillomania è abbastanza complicato perché il paziente tende a nascondere questa abitudine (di cui si vergogna) inducendo il medico a ricercare altre cause alla base della perdita di capelli e/o dell’allopecia. Inoltre il fatto di strapparsi i capelli non sempre si configura come quadro patologico, secondo il DSM infatti affinché si possa definire una diagnosi di tricotillomania devono sussistere i seguenti fattori:
    1. Tirarsi i capelli è abitudine ricorrente e protratta nel tempo (non si deve quindi trattare, ad esempio, di una reazione momentanea ad un periodo di forte stress)
    2. La perdita di capelli deve essere rilevante (in altre parole non è sufficiente il fatto di continuare a tirarsi i capelli per una diagnosi di tricotillomania)
    3. Si configura il comportamento ossessivo-compulsivo (la persona quindi avverte una necessità sempre più impellente di tirarsi i capelli cui segue un senso di gratificazione una volta compiuto il gesto)
    4. Il soggetto vive con vergogna e imbarazzo sia l’abitudine di tirarsi i capelli ma anche tutto ciò che ne consegue (come ad esempio nel caso dell’allopecia)
  4. Tricotillomania: quando rivolgersi al medico

    Difficilmente, come per qualunque altro disturbo di carattere psicologico, le persone affette da tricotillomania si rivolgono al medico spontaneamente, inoltre, come abbiamo già detto, spesso queste persone tendono a nascondere al proprio medico il fatto di avere l’abitudine di strapparsi i capelli e questo rappresenta un grosso ostacolo per una diagnosi puntuale del disturbo. Più tipicamente ad accorgersi del problema sono le persone più prossime (parenti, amici, colleghi) i quali dovrebbero quindi tentare di convincere la persona a rivolgersi ad uno psicologo. Nel prossimo paragrafo dedicato alle cure e al trattamento della tricotillomania capiremo per quale motivo in questi casi sia preferibile rivolgersi ad uno psicoterapeuta invece che al medico di famiglia
  5. Cura e trattamento della tricotillomania

    Iniziamo subito col dire che i casi più gravi di tricotillomania, quelli che più facilmente si configurano come una vera e propria patologia, sono comunemente trattati con la somministrazione di farmaci; questo avviene perché alla tricotillomania sono associati (e diagnosticati) problemi di ansia, depressione e comportamenti ossessivo-compulsivi che richiedo un approccio più incisivo per poter essere trattati efficacemente. Questi casi costituiscono però, fortunatamente, una rarità, nella maggior parte dei casi, invece, la tricotillomania non presenta un quadro patologico così rilevante ed è possibile quindi trattarla in maniera efficace attraverso terapia cognitivo-comportamentale; ecco perché nel paragrafo precedente abbiamo suggerito, più che il ricorso al medico di fiducia, quello ad uno psicoterapeuta preparato e competente, visto che nella maggior parte dei casi di tricotillomania il maggior giovamento per i pazienti viene proprio dal supporto psicologico

Tricotillomania nei bambini

Come detto la tricotillomania è classicamente associata all’età pediatrica (dai due ai sei anni, ma anche in età adolescenziale); posto che questo genere di comportamenti scompaiono da soli man mano che il bambino cresce è abbastanza naturale che i genitori possano vivere con una certa ansia questo tipo di situazione. In questi casi consigliamo prima di tutto di rivolgersi al pediatra di fiducia (quindi prima ancora che a uno psicoterapeuta) il quale saprà certamente suggerire se sia il caso di monitorare semplicemente la situazione in attesa che il bambino, crescendo, la superi da solo o se non sia invece preferibile rivolgersi ad uno psicoterapeuta qualora la tricotillomania si manifestasse in forme particolarmente rilevanti

Come prevenire la tricotillomania

Come ovvio che sia non è possibile definire delle strategie di prevenzione realmente efficaci contro la tricotillomania per il semplice fatto che, come abbiamo accennato, le cause di questo disturbo non sono ancora perfettamente note. Ne approfittiamo tuttavia per rimarcare come l’abitudine di avvalersi del supporto di uno psicologo sia in realtà uno strumento di prevenzione importante anche qualora non si soffrisse di un rilevante disagio psicologico; questo perché momenti di stress o anche di depressione possono capitare a chiunque, il fatto di seguire una terapia, quindi, può essere utile per evitare che questi “momenti” degenerino effettivamente in una patologia oltre che, particolare non di poco conto, per riuscire a superarli nella maniera più veloce possibile

Rischi e complicazioni della tricotillomania

Come detto nel paragrafo relativo ai sintomi della tricotillomania le conseguenze più comuni riguardo questo comportamento sono relative ad alopecia e dermatiti; non necessariamente questo tipo di problemi deve manifestarsi, spesso la tricotillomania si presenta in forme così lievi da non comportare nessuno di questi due disturbi. Differente il discorso per la tricofagia (abitudine ad ingerire i capelli che sono stati strappati), in questi casi infatti le conseguenze possono essere anche gravi dal momento che questa abitudine può finire col causare persino un blocco intestinale

Tricotillomania: conclusioni

La tricotillomania è un disturbo (ma sarebbe forse meglio definirlo un “disordine”) a carattere psicologico che consiste nel strapparsi i capelli (o altri peli del corpo); se nelle forme più lievi questo tipo di comportamento non provoca conseguenze rilevanti, tanto che si farebbe fatica a definirlo come patologico, nelle forme più rilevanti i soggetti afflitti da tricotillomania possono arrivare a procurarsi dermatiti e alopecia. Il supporto psicologico rappresenta lo strumento terapeutico più efficace per trattare le persone con problemi di tricotillomania, tuttavia nei casi più gravi (cui si associano anche altri tipi di problemi come ansia, depressione, etc) l’approccio di tipo farmacologico può rivelarsi ben più che utile, persino necessario.

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