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Wellness tourism: si aprono nuove opportunità


Wellness tourism

Il settore wellness pesa in Italia per oltre 170 miliardi di euro e questo nonostante la totale assenza di una politica nazionale per lo sviluppo del turismo e delle infrastrutture collegate al turismo del benessere;
in uno studio del centro di ricerca JFC si evidenzia soprattutto come negli ultimi 10 anni siano andati aumentando i così detti wellness tourist, cioè tutte quelle persone che, nello scegliere la destinazione per la propria vacanza, considerano come primo fattore di scelta la presenza di strutture ingrado di migliorare il proprio stato di salute psico-fisica.


In particolare aumentano i viaggi benessere mordi e fuggi, di conseguenza gli operatori del settore si orientano verso formule di soggiorno tarate sul breve periodo, con percorsi benessere pensati per soddisfare questo tipo di esigenze;
prezzi abbordabili, coupon, smartbox e tutto quanto possa soddisfare le esigenze di quei turisti mordi e fuggi che si vanno via via spostando dal classico weekend sulla neve o al mare verso esperienze di viaggio che facciano del wellness il cardine intorno cui ruota l'esperienza del viaggio.
Targhettizzare l'offerta intorno queste esigenze, completare i percorsi wellness con esperienze enogastronomiche di qualità, è il nuovo trend che permetterà al settore wellness di svilupparsi e crescere nei prossimi dieci anni con la stessa forza trascinanante con cui è cresciuto nei precedenti 10.
L'Italia poi, per la sua stessa conformazione, è uno di quei paesi che più potrebbe sfruttare tali tendenze, siamo infatti tra i paesi che possono vantare il maggior numero di sorgenti termali, ottima qualità del cibo;
intrecciare poi l'offerta culturale, collaborando con musei e assessorati alla cultura, creando percorsi ad hoc che permettano contemporaneamente di godere dei benefici di una spa e delle bellezze artistiche che abbondano in ogni città italiana, regalando esperienze gastronomiche uniche, in fatto di gusto, e realmente salutari, creare offerte formative, seminari e corsi di approfondimento, insomma, creare sinergia fra tutti gli operatori del turismo, unendo wellness, food e cultura è una risposta possibile non solo alla crisi economica ma anche, e forse soprattutto, alla crisi di idee che attanaglia il paese, nel primo caso, e la classe dirigente italiana nel secondo.

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