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Che cos’è l’ortoressia: test, diagnosi e rimedi dell’ortoressia


Rimedi, diagnosi e test per l'ortoressia

L’ortoressia è probabilmente il meno noto fra i disturbi alimentari, sentiamo infatti spesso parlare di anoressia e bulimia, ma quasi mai di ortoressia;
questo non vuol dire che questo disturbo possa essere preso sotto gamba, tutt’altro, ma solo che si tratta di un problema meno “mediatico” rispetto ad altri disturbi alimentari che sono capaci di attirare uno share maggiore quando vengono trattati dai grandi media. Ovviamente a noi di unadieta.it dello share e della visibilità non importa una beneamata cippa di nulla e quindi abbiamo deciso di trattare l’ortoressia esattamente come abbiamo fatto per altri disturbi alimentari; e del resto siamo diversi dagli altri siti e media on line mica solo a parole, in questo post capiremo quindi che cos’è l’ortoressia, da cosa è causata, come diagnosticarla e quali sono i sintomi e i rimedi più comuni contro l’ortoressia

Cos’è l’ortoressia

Fino al 2013 l’ortoressia non era nemmeno considerata come una patologia, pur essendo stata presentata in quanto tale nel 1997 da Steve Bratman, dietologo statunitense che per primo ne riconobbe i sintomi su se stesso; ad oggi l’ortoressia è invece inclusa nel DSM (il manuale diagnostico dei disturbi mentali) e fatta rientrare a pieno titolo fra le patologie relative ai disturbi alimentari.
Sostanzialmente si definisce ortoressia una sorta di comportamento ossessivo-compulsivo che porta ad avere un’attenzione di tipo maniacale verso le regole alimentari.
Tale ossessione si traduce nell’adozione di regole estremamente rigide riguardo all’alimentazione che portano il soggetto affetto da ortoressia, nei casi più gravi, ad un vero e proprio isolamento dal mondo; il soggetto diventa insofferente verso chi non condivide o non comprende le proprie scelte alimentari, tanto da arrivare a mettere in discussione gli affetti più cari pur di perseverare in un controllo sempre più rigido del proprio regime alimentare. Particolare criticità per i soggetti affetti da ortoressia è la presenza di bambini, in questi casi infatti il soggetto tende a trasferire le proprie convinzioni nella scelta dell’alimentazione del minore arrivando a pregiudicarne, nei casi più gravi, crescità, sviluppo e salute.
Nel 2014 è uscito un bellissimo film con una meravigliosa Alba Rohrwacher dal titolo hungry hearts (cuori affamati) che offre un punto di vista sulle criticità che l’insorgenza dell’ortoressia può portare all’interno di un nucleo familiare

Quali sono le cause dell’ortoressia

Come tutte le patologie afferenti la dimensione psicologica della persona è estremamente difficile definire le cause dell’ortoressia; nell’insorgere di questo disturbo possono incidere traumi e shock di diverso tipo, sicuramente gioca un ruolo importante l’accettazione di se stessi, come in tutti i disturbi alimentari, ma è ancora oggi estremamente difficile definire comportamenti o situazioni che possano favorire o meno l’insorgenza dell’ortoressia.
Allo stesso modo non è possibile definire stili di vita o comportamenti che possano prevenire il rischio di insorgenza di questo disturbo, possiamo solo dire, come non manchiamo mai di fare, che quando si parla di alimentazione la via di mezzo è sempre la strada giusta da seguire, occorre essere elastici e informarsi continuamente, solo un adeguato standing culturale può rivelarsi in grado di proteggerci dagli eccessi e le manie in cui chiunque può cadere quando approccia le tematiche relative alla nutrizione che, per di più, inevitabilmente si intrecciano con una dimensione ben più intimista che non il semplice rapporto fra persona e cibo toccando dinamiche psicologiche che riguardano l’estetica, la società e l’accettazione di se stessi

Come si diagnostica l’ortoressia

Quando il Dottor Bratman presentò alla comunità scientifica questa nuova patologia, basata sull’autosservazione, presentò anche un test che potesse essere utile per l’autodiagnosi;
il test per l'ortoressia si basa su un percorso di 10 domande, al termine delle quali, in base al punteggio acquisito, è possibile definire il livello di rischio di insorgenza dell’ortoressia.
A seguire trovi la traduzione del test di Bratman, in chiusura i risultati per definire il livello di rischio

  1. Il Test di Bratman per l’autodiagnosi dell’ortoressia

    Prendi nota delle tue risposte per iscritto e poi confrontale con i risultati del test che trovi nel paragrafo successivo
    1. Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
    2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
    3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
    4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
    5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
    6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
    7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
    8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
    9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
    10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?
  2. Esito del test di Bratman

    Il test di Bratman permette di quantificare il livello di rischio di ortoressia in base alla quantità di risposte affermative date alle domande del paragrafo precedente, nello specifico:
    1. Fino a 3 risposte affermative: E’ la situazione di normalità
    2. Tra 3 e 7 risposte affermative: Esiste rischio concreto di ortoressia
    3. 8 o più risposte affermative: Rischio elevato

Quali sono i sintomi dell’ortoressia

L’ortoressia, a differenza di altri disturbi alimentari, non sempre presenta una sintomatologia definita e afferente alla dimensione fisica della persona, si tratta di un disturbo psicologico e, in quanto tale, anche i sintomi che lo caratterizzano rientrano in questa sfera e sono quindi difficilmente definibili da chiunque altro non sia la persona stessa.
Per definire se soffri davvero di ortoressia devi misurare il tuo rapporto con l’alimentazione e le ricadute che questo ha sul tuo umore e sul tuo benessere prima di tutto psichico; se vivi l’alimentazione come una fonte d’ansia, se il modo in cui ti alimenti gioca un ruolo fondamentale nei processi attraverso cui costruisci la tua autostima allora sicuramente il tuo rapporto col cibo non è equilibrato e probabilmente soffri di ortoressia.

Come si cura l’ortoressia: i rimedi migliori

Per curare l’ortoressia, così come ogni altra patologia di tipo psicologico, è necessario il supporto di personale estremamente specializzato, capace attraverso un percorso psicoterapico di aiutarti a ritrovare il giusto equilibrio per quanto riguarda la tua alimentazione.
Se pensi di soffrire di ortoressia o vuoi rivolgerti a personale specializzato che ti aiuti a definire il tuo stato di salute puoi consultare l’elenco dei centri per la cura dei disturbi alimentari che trovi qui su unadieta.it.

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