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Dieta alcalinizzante: cosa devi sapere sulla dieta alcalina


Che cos'è la dieta alcalina o alcalinizzante

Viene definita dieta alcalinizzante (la definizione corretta è dieta alcalina o acido-base) perché secondo il suo inventore (Dottor Robert Young) dovrebbe essere in grado di riportare ad un livello ottimale il rapporto acido-base (in pratica il ph) del sangue.
La dieta alcalina sta riscuotendo un certo clamore recentemente e anima un dibattito piuttosto acceso, anche all’interno della comunità scientifica, fra sostenitori dell’alimentazione alcalinizzante e chi invece mette in guardia dai pericoli della dieta alcalina. In questo post tenteremo di fare chiarezza in merito a questa tematica sposando un punto di vista che sia il più possibile obiettivo e distaccato.

Che cos'è la dieta alcalinizzante

La dieta alcalina, sostanzialmente, è un regime alimentare che si pone come obiettivo principale quello di alcalinizzare il sangue per ripristinare, o comunque prevenire, l’acidificazione del flusso ematico che, secondo il dottor Young, è la causa fondamentale di diverse patologie.
Per conseguire questo obiettivo la dieta alcalinizzante prevede il consumo di alcuni alimenti e la riduzione drastica, se non in certi casi l’eleminazione, di alcuni altri. Detto questo possiamo iniziare ad entrare nel vivo della polemica con un minimo di cognizione in più di quello di cui stiamo parlando, vediamo quindi a cosa serve una dieta alcalinizzante, quali sono i benefici e le controindicazioni alla dieta alcalina

  1. A cosa serve la dieta alcalina

    Qui nascono i primi problemi, non da poco, sulla dieta elaborata dal dottor Robert Young; perché se da un tratto questo regime alimentare ha sicuramente degli aspetti importanti a livello di prevenzione, il suo inventore l’accredita anche, tra le altre cose, come valida terapia contro il cancro; ora, senza nemmeno porci il problema se questo sia vero o no, di una cosa possiamo star certi e cioè che basta parlare di tumore per accendere i riflettori su una persona, ed è esattamente quello che è successo al dottor Young. Rimandiamo a una riflessione più completa su questa dimensione della dieta alcalinizzante nel capitolo che riguarda le bufale e la realtà, per adesso limitiamoci a dire, secondo quanto afferma il dottor Young, che la dieta alcalina può prevenire e contrastare l’insorgenza di patologie come: cancro, ritenzione idrica, problemi cardiovascolari, obesità
  2. Benefici della dieta alcalina

    Adesso che abbiamo capito che cos’è una dieta alcalinizzante e a cosa serve tentiamo di capire quali sono i suoi benefici per l’alimentazione umana; per prima cosa, anche leggendo gli strali che sono piovuti da fonti anche molto autorevoli sul dottor Young, la prima domanda che è lecito farsi è: Ma ci sono davvero dei benefici o dietro la dieta alcalina c’è solo tanta fuffa commerciale?
    Si, i benefici ci sono, vediamone solo alcuni:
    1. Frutta e Verdura: la dieta alcalinizzante mette al centro del regime dietetico il consumo di frutta e verdura, di conseguenza incentiva un comportamento che è assolutamente virtuoso
    2. Prevede lo sport: l’ideatore della dieta alcalina afferma che perché la dieta funzioni e permetta di dimagrire è necessario praticare abitualmente un po’ di attività sportiva, altro atteggiamento virtuoso
    3. Regolarità: la dieta alcalina prevede orari regolari sia per i pasti che per il sonno, di conseguenza va ad incidere, in maniera positiva e come sin qui visto, su alcuni degli stili di vita (sedentarietà e irregolarità) più deleteri per la salute umana
  3. Controindicazioni della dieta alcalina

    Anche se potrai leggere sicuramente il contrario in giro la dieta alcalinizzante non comporta di per se grosse controindicazioni se non quelle che riguardano, come per qualunque altro tipo di dieta, categorie particolarmente sensibili di persone, come ad esempio bambini, anziani, donne incinte e persone con patologie pregresse di una certa entità (come nel caso dei problemi renali), le cui esigenze in termini di alimentazioni sono ovviamente particolari e necessitano quindi di stili alimentari ad pensati ad hoc in base alle loro esigenze e necessità.
    Detto questo, e lo ribadiamo, anche se potrai leggere di rischi elevati correlati a questo regime alimentare, sappi che in realtà non esiste alcuna controindicazione reale a questo piano alimentare, anche perché favorisce il consumo di alimenti assolutamente sani (frutta e verdura) a scapito di altri che presentano sicuramente delle criticità per la salute (carni, uova, formaggi) e prevedendo comunque un certo equilibrio dato che solo il 70% circa dell’alimentazione prevede il consumo esclusivo della gamma di alimenti consigliati (quelli alcalinizzanti, che vedremo più avanti) mentre rimane consentito il consumo di un 30% di alimenti differenti (seppure con alcune limitazioni) esattamente come succede per qualunque altro tipo di dieta.

Esempi di alimentazione alcalinizzante

Fin qui abbiamo capito che la dieta alcalina ha sicuramente dei benefici per la salute e controindicazioni sostanzialmente assimilabili a quelle di qualunque altro piano alimentare; abbiamo anche capito che cos’è una dieta alcalinizzante, mentre abbiamo lasciato ancora un po’ in sospeso il punto relativo a cosa serva una dieta alcalina (abbiamo visto cioè che secondo il suo ideatore si tratta di una dieta semi miracolosa ma non abbiamo visto nel dettaglio se è davvero così). Adesso vediamo più da vicino un menù tipico della dieta alcalina (per un giorno qualunque della settimana) e gli alimenti consigliati (i così detti cibi alcalinizzanti), prima di sciogliere un po’ del caos che si è creato intorno questa dieta nell’ultimo dei prossimi tre paragrafi

  1. Menu tipo dieta alcalina per un giorno

    Vediamo quindi cosa ti potrebbe capitare di mangiare in un giorno qualsiasi della settimana se inizi a seguire una dieta alcalina:
    1. Colazione: un centrifugato a base di frutta e verdura freschi
    2. Mezza mattinata: un frutto (una mela ad esempio, o una banana)
    3. Pranzo: una zuppa di legumi e cereali (100gr, ad esempio farro e fagioli, ceci e crusca, etc), ortaggi crudi (almeno 200gr a scelta tra carote, finocchio, sedano, etc), un frutto
    4. Mezzo pomeriggio: un succo di frutta (senza zucchero)
    5. Cena: Salmone con contorno di zucchine (100gr), un frutto
  2. Gli alimenti alcalinizzanti

    Visto quindi anche un possibile menu di dieta alcalina per un giorno della settimana vediamo anche quali sono gli alimenti consentiti dalla dieta alcalinizzante che sono quindi quelli il cui consumo dovrebbe rappresentare il 70% dell’alimentazione complessiva:
    1. Verdura: di qualunque tipo senza limitazioni
    2. Frutta: anche in questo caso c’è un’enorme libertà di scelta, la dieta alcalina prevede il consumo abituale di frutta durante ogni pasto, ma non pone grossi limiti sul tipo di frutta da consumare
    3. Pesce: anche qui viene lasciata una certa libertà dal pesce magro fino a quello più grasso come il tonno e il salmone
    4. Cereali: il consumo di cereali è assolutamente consigliato, spesso si confonde il fatto che la dieta alcalina non preveda il consumo di prodotti raffinati (come le farine bianche) per alimentare il falso mito del mancato apporto di carboidrati
    5. Legumi: anche qui in libertà ma con una preferenza verso i fagioli
  3. Dieta alcalina: tra bufale e realtà

    Se non si fosse capito la dieta alcalina è una dieta sufficientemente sana, non si capisce quindi il perché di tutte queste polemiche ed attacchi, o meglio si capisce solo in relazione alle affermazioni di Young secondo cui questo regime alimentare avrebbe la facoltà di curare il cancro;
    iniziamo quindi subito col dire che no, la dieta alcalina non cura il cancro, ma può essere sicuramente capace di prevenirlo (visto l’elevata quantità di frutta e verdura consumata). Questo ovviamente non vale solo per la dieta alcalina ma per qualunque regime alimentare che preveda un adeguato consumo di frutta e verdura, in questo senso, come ampliamente dimostrato, anche la dieta mediterranea e quella vegetariana, giusto per fare un esempio, hanno la stessa capacità; poi certamente da qui ad affermare che la dieta alcalinazzante possa curare il cancro ce ne passa e neanche poco. La cosa realmente negativa, tuttavia, in questa storia non è tanto il fatto che il dottor Young abbia voluto giocare sulla pelle dei malati per ottenere un po’ di visibilità (atteggiamento del resto a cui siamo ampliamente abituati e vaccinati) quanto il fatto che le reazioni (visibilmente pilotate dall’alto) di media e giornalisti coi soliti vezzi da paladini della salute con poteri da supereroi, non hanno fatto altro che alimentare ulteriormente i miti (perché di miti, e falsi per di più, si tratta) della così detta medicina oncologica ufficiale;
    il punto è che l’approccio chemioterapico, nella sua tossicità, non può che essere considerato inadeguato nel trattamento dei malati di tumore, eppure nonostante questa sua inadeguatezza la ricerca su nuovi chemioterapici continua a togliere un’enorme quantità di fondi ad altre ricerche che sono con ogni probabilità molto più importanti nella lotta contro il cancro e, tra queste, proprio le ricerche (anche epidemiologiche e non solo sperimentali) sulle correlazioni tra tumori e alimentazione.
    Il meccanismo è ormai ampliamente oliato e perfettamente documentato in questi anni, si parte da una cura “alternativa” con dei minimi fondamenti di realtà (che alcuni nutrienti presenti negli alimenti come ad esempio l’ascorbato di potassio abbiano la capacità di contrastare il tumore agendo sull’angiogenesi è un dato di fatto) e si inizia a diffondere la voce su internet che (per restare sull’esempio dell’ascorbato di potassio) si guarisce dal cancro bevendo spremute d’arancia; la fase successiva è caratterizzata dall’arrivo dei paladini armati di penna e calamaio, che travestiti chi da zorro chi da superman (dopo aver comprato una laurea in scienze della comunicazione a Tirana), ci spiegano che chi parla di queste cose è solo un ciarlatano e che solo e solamente la chemioterapia (ma guarda un po’ che strana coincidenza) può far guarire dal cancro.
    In questo modo si ridicolarizza anche il fondamento di verità che stava alla base della notizia, si indebolisce la ricerca (quella vera, quella credibile) sulle cure alternative e si rafforzano i soliti noti delle case farmaceutiche;
    tale modo di fare sarà pure perfetto per modificare l’orientamento della pubblica opinione ma non altera ne intacca minimamente la realtà dei fatti, che è che l’approccio chemioterapico è sicuramente inadeguato al trattamento delle malattie oncologiche e che il solo motivo per cui rimane ad oggi l’unica cura possibile sta nel fatto che è il modo migliore di spillare soldi alla collettività giocando la partita dei fatturati sulla pelle dei malati. Attenzione, questo non vuol dire che non si debba ricorrere al trattamento chemioterapico in caso di diagnosi di cancro preferendo seguire una dieta alcalinizzante, anche perché la chemio ad oggi resta l’unico trattamento possibile nel quadro del sistema sanitario nazionale; tuttavia lascia riflettere come certi giornalisti italiani non perdano occasione per accorrere in soccorso delle multinazionali sbandierando (in maniera altrettanto faziosa del dottor Young) la presunta miracolosità dei farmaci chemioterapici. Quello che in pratica fa la folta schiera di intellettuali imbellettati da occhiali in stile Sandra Mondaini che popola le redazioni dei giornali italiani, fingendo di voler screditare l'ideatore della dieta alcalina, è impedire che venga a formarsi nell’opinione pubblica la consapevolezza che, quando parliamo di ricerca, ogni sforzo andrebbe diretto verso lo studio delle cause e dei meccanismi che favoriscono l’insorgenza e la diffusione delle neoplasie piuttosto che nell’elaborazione (con successivo brevetto) di farmaci chemioterapici sempre più tossici e costosi; questo è ancor più vero in virtù della considerazione che probabilmente la cura al cancro (ammesso che si trovi) non arriverà mai dallo studio di farmaci che sono già di loro cancerogeni (è proprio questo il grande paradosso di quella che chiamano medicina ufficiale) ma arriverà invece dalla sintesi di alcune molecole presenti in natura con particolari caratteristiche. Detto ciò ribadiamo che no, la dieta alcalina non cura il cancro ma questo è vero tanto quanto il fatto che, su questa faccenda, ci stanno marciando un po’ tutti a partire da certi dietologi fino ad arrivare ai vertici di alcuni grandi gruppi di potere che dalla nostra salute (o meglio dalla nostra cattiva salute) raccolgono miliardi di euro di fatturato ogni anno. Ricapitolando quindi la dieta alcalinizzante può essere un regime alimentare adatto a dimagrire e al recupero di abitudini e stili di vita sani; ogni altro presunto valore, invece, della dieta alcalinizzante può essere considerato semplice marketing senza alcun valore scientifico reale.
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