Dieta iposodica: combatti l'ipertensione con un'alimentazione a basso apporto di sodio

Dieta iposodica: ridurre il sale per combattere l'ipertensione

La dieta iposodica è una di quelle diete che raramente finiscono sulle pagine dei giornali; a ben pensarci questo evidenzia un certo paradosso, chissà come mai, infatti, a godere di grande visibilità mediatica sono sempre quelle diete un pò strampalate o comunque deleterie per la salute (come quelle iperproteiche, o quella del minestrone), mentre di altre, come quella a basso apporto di sodio appunto, che avrebbero una certa importanza per la nostra salute, i media e i giornali italiani sembrerebbe non abbiano alcuna voglia di parlare. In questo post capiremo meglio cos'è una dieta iposodica, a cosa serve, quando è indicato seguirla e, come al solito, scopriremo vantaggi, svantaggi e eventuali controindicazioni di una dieta povera di sodio

Che cos'è la dieta iposodica

La dieta iposodica è, sostanzialmente, un regime dietetico in cui l'apporto di sodio attraverso l'alimentazione è strettamente regolato (si chiama appunto così, dal suffisso "ipo" che vuol dire "povera"); il concetto di dieta a basso apporto di sodio ha acquisito una rilevanza sempre maggiore negli anni inquanto l'alimentazione tipica dei paesi occidentali è caratterizzata normalmente proprio dall'assunzione di quantità considerevolmente più alte, rispetto a quanto consigliato, di sodio. Questo, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo, ha reso necessario, specie per alcune categorie di persone, ricorrere a una dieta povera di sodio, riducendo quindi oltre i limiti del fabbisogno quotidiano la quantità di da assumere tramite l'alimentazione.

Quando è utile ricorrere a una dieta iposodica

La dieta iposodica è indicata prima di tutto per tutti coloro che soffrono di ipertensione (pressione alta), si tratta in questo caso a tutti gli effetti di una terapia nutrizionale adottata per evitare che il problema dell'ipertensione possa degenerare in patologie più gravi dell'apparato cardiocircolatorio. A questa casistica si aggiungono le persone con problemi nefrologici (ai reni) per le quali una dieta povera di sodio risulta senz'altro di giovamento nel prevenire il sovraccarico dei reni e la recidiva di disturbi come ad esempio i calcoli renali; oltre alle persone con problemi ai reni e/o di pressione alta la dieta iposodica risulta utile anche in pazienti affetti da ritenzione idrica, a causa di un preciso meccanismo fisiologico nel merito del quale non entriamo (in questa sede) chi fosse interessato può leggere il nostro post sulla ritenzione idrica. Anche nei soggetti sani, infine, una dieta povera di sodio rappresenta un valido strumento sia per la prevenzione sia per una sana alimentazione; va detto, ovviamente, che la riduzione dell'apporto di sodio richiede di essere calibrata sulla base delle specifiche esigenze del singolo paziente il quale, per fare un esempio, oltre a problemi di ipertensione potrebbe manifestare anche altre esigenze (perdita di peso, mancato assorbimento vitaminico, etc).

Quali alimenti evitare in una dieta iposodica

Essendo la dieta iposodica un regime alimentare povero, come detto, di sodio, gli alimenti da evitare in una dieta di questo tipo sono, essenzialmente, quelli che risultano particolarmente ricchi di sale; qualora si stesse seguendo questo tipo di regime alimentare è consigliabile fare una scelta oculata relativamente all’acqua da bere, evitando le normali minerali e scegliendo un’acqua povera di sodio (ce ne sono diverse marche in commercio, ti basterà leggere l’etichetta e cercare un’acqua che contenga una quantità di sodio orientativamente inferiore a 1,5mg per litro). A seguire, quindi, riepiloghiamo schematicamente quali sono gli alimenti che i soggetti che seguono questa dieta dovrebbero consumare con particolare moderazione.

  1. Sale: ovviamente la prima cosa da eliminare o comunque da ridurre in maniera estrema in una dieta iposodica è proprio il sale, ci sono tante altre spezie per condire i cibi che consumi, impara a conoscerle e usarle, alla fine ti renderai conto che rinunciare al sale non è poi questo grande sacrificio, anzi, è una scelta che apre le porte ad un modo nuovo e diverso di assaporare i cibi
  2. Salumi: i salumi e gli affettati in genere sono tra gli alimenti più ricchi di sale, per questo il loro consumo andrebbe evitato o almeno fortemente moderato
  3. Formaggi: il consumo di quasi tutti i formaggi andrebbe fortemente moderato così come detto per i salumi
  4. Alimenti industriali: il consumo di questi cibi andrebbe assolutamente moderato, del tutto da evitare alcuni alimenti confezionati come snack e patatine in sacchetto, ma va considerato che quasi tutti i prodotti industriali (incluso il pane) risultano essere particolarmente ricchi di sale (anche per motivi di conservazione, oltre che di sapidità)
  5. Margarina: si tratta di un alimento che andrebbe evitato a prescindere, meglio optare per il burro se proprio non se ne può fare a meno (anche se di recente sono entrate in commercio produzioni di margharina senza grassi idrogenati)
  6. Pesce: alcuni tipi di pesce (ad esempio la sogliola) presentano quantità di sodio superiori ad altri, tuttavia il consumo di pesce, fatta eccezione per alcune specie e per alcuni molluschi e crostacei (frutti di mare, gamberi, etc) non presenta particolari controindicazioni in una dieta iposodica
  7. Carne: vale quanto detto per il pesce, con l’eccezione che tendenzialmente si tende a salare le carni prima di mangiarle e questo è un comportamento che influisce negativamente sul consumo di questi alimenti qualora si stia seguendo una dieta a basso apporto di sodio

Principali vantaggi delle diete iposodiche

Il principale vantaggio di una dieta iposodica è che consente di contrastare i danni prodotti dall'ipertensione; questo aspetto è assolutamente rilevante considerando che nei paesi occidentali assistiamo a un vero e proprio dilagare dei disturbi correlati all'ipertensione. Persino in un paese come il nostro, caratterizzato dalla larga diffusione (per motivi culturali) della dieta mediterranea, sta diffondendosi sempre più il consumo di alimenti industriali che sono, letteralmente, imbottiti di sale. E' diventato quindi fondamentale per la salute pubblica recuperare i principi di una sana alimentazione e riportare il consumo di questo alimento nei limiti della normalità.

Svantaggi e controindicazioni della dieta iposodica

Tra i principali svantaggi della dieta ipocalorica segnaliamo invece come acquisire l'abitudine a non usare sale può essere quanto meno complicato per molte persone; ad esempio io, quando cucino, ho smesso di salare gli alimenti (persino per la pasta evito di salare l'acqua) questo sia per esaltare la sapidità naturale dei cibi sia perchè, come detto, gli alimenti di produzione industriale contengono un quantitativo già di per se esagerato di sale. Tuttavia la maggior parte delle persone sono ormai estremamente abituate a sapori e gusti forti, ed è per questo che in tanti trovano inconcepibile l'idea di ridurre fortemente il consumo di sale. A livello di controindicazioni questo tipo di regime alimentare ne presenta pochissime, tuttavia, come per qualunque altra dieta, è assolutamente consigliabile consultare il proprio medico per evitare di seguire un regime alimentare non equilibrato che potrebbe portare a conseguenze indesiderate anche gravi

Dieta iposodica e ipertensione

Partiamo subito col dare una definizione di ipertensione, si tratta quindi di un disturbo caratterizzato dall'aumento della pressione arteriosa; quando questo avviene il nostro organismo inizia a subirne i danni che, ovviamente, col passare del tempo divengono via via sempre più rilevanti. All'ipertensione risultatno correlate patologie come l'ictus, l'infarto, l'insufficienza cardiaca e gli aneurismi; ma non solo cuore e arterie risultano danneggiati dall'ipertensione, anche i reni (la cui funzionalità viene alterata) e gli occhi (citiamo ad esempio la retinopatia ipertensiva) subiscono i danni provocati da questa condizione.

Dieta iposodica e acufeni

Definiamo acufene un disturbo uditivo caratterizzato da rumori come fischi e ronzi avvertiti dall'orecchio e che possono diventare così molesti da avere un impatto estremamente negativo sulla qualità della vita della persona; una delle cause degli acufeni è proprio l'ipertensione, per cui non è raro che questa condizione venga riconosciuta proprio a seguito del fatto che il paziente, tormentato dagli acufeni, decide di rivolersi al proprio medico. Di conseguenza, essendo la dieta iposodica uno dei primi strumenti per contrastare l'ipertensione, risulta assolutamente evidente come attraverso l'alimentazione si possa riuscire, in alcuni casi, a contrastare anche un problema come gli acufeni. L'errore che non si deve mai fare, però, una volta constatati questi sintomi, è quello di tentare di gestire la situazione autonomamente, affidandosi a diete fai da te ed eliminando dalla sera alla mattina qualunque fonte di sodio dalla dieta; il sodio rimane infatti un nutriente fondamentale per la nostra salute, per cui se pensi che alcuni dei tuoi problemi, acufeni inclusi, siano riconducibili a questioni di carattere alimentare evita il fai da te e confrontati quanto prima col tuo medico di fiducia.

Acqua povera di sodio e dieta

Le acque povere di sodio, o iposodiche, sono ampliamente reclamizzate ovunque, ma sono veramente così utili per la nostra salute come il marketing vorrebbe faci credere? La risposta a questa domanda, ovviamente, è no, le acque povere di sodio non sono utili alla salute di tutti, ma il loro consumo è consigliato solo previa indicazione del medico. Abbiamo ampliamente ripetuto fin qui che gli alimenti che consumiamo abitualmente, soprattutto quelli di origine industriale, sono letteralmente imbottiti di sale; è li che dobbiamo andare a tagliare l'apporto di sodio nell'alimentazione, non sull'acqua. Il quantitativo di sodio contenuto nelle acque minerali, infatti, è assolutamente tollerabile per cui i soggetti in salute e senza particolari patologie a cui far fronte non hanno alcun bisogno di bere acqua iposodica; a dimostrazione di questo basti pensare che per introdurre un grammo di sodio bevendo della normale acqua minerale occorrerebbe scolarsi la bellezza di una decina di litri d'acqua al giorno. Per cui se pensate di soffrire di ipertensione, o comunque credete sia necessario ridurre l'apporto di sodio nella vostra dieta, quello che dovete fare non è fidarvi della pubblicità in tv, ma rivolgervi a un dietologo o un nutrizionista preparato e competente.

Dieta iposodica: i nostri consigli

Quando si parla di diete l'unico errore che proprio non si dovrebbe fare è il fai da te, questo vale ovviamente anche per la dieta iposodica; questo tipo di dieta, infatti, deve essere considerata in tutto e per tutto come uno strumento a disposizione del medico, come se fosse una medicina di quelle per le quali serve la ricetta. Scordati di poter strutturare da te una dieta a basso apporto di sodio, la sola cosa che riuscirai a fare se dovessi provarci e farti del male. Dobbiamo sempre distinguere tra sana alimentazione e dieta intesa come terapia nutrizionale; quando si parla di fare una dieta sana allora si può tollerare una certa dose di autonomia, del resto non ci vuole una laurea per capire quale sia la corretta porzione di un piatto di pasta (tra gli 80 e i 100 grammi), il giusto quantitativo di condimento per un'insalata (l'olio ce lo devi mettere, ma non tanto da farci affogarci il piatto) o la varietà tra i vari pasti settimanali. Quando però si parla di dieta iposodica allora parliamo sostanzialmente di una terapia nutrizionale pensata per soggetti con problemi di salute acclarati, in tali casi l'intervento del medico rimane imprescindibile.

Dieta metabolica: conclusioni

La dieta iposodica è un regime alimentare pensato per contrastare i danni dell'ipertensione nei pazienti con problemi di pressione arteriosa alta; si tratta quindi a tutti gli effetti di un approccio terapeutico e come tale andrebbe sempre seguita previa prescrizione del medico di fiducia. Il sodio rimane comunque un nutriente fondamentale per la nostra salute, per cui se consumarne troppo può creare problemi al nostro organismo, anche un consumo eccessivamente ridotto può finire col danneggiarci. Quando si parla di dieta iposodica, quindi, è fondamentale evitare il fai da te e rivolgersi sempre a un dietologo o un nutrizionista di provata esperienza.

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Creato da La Redazione il 18/05/2015 Ultima revisione: 28/06/2017 Ultimo aggiornamento: 28/06/2017
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