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Digiuno e salute: quali relazioni


Il digiuno interferisce sul sistema immunitarioNegli ultimi giorni abbiamo assistito ad un proliferare di articoli che riguardano le qualità terapeutiche del digiuno;
come sempre facciamo quando assistiamo a certi "bombardamenti" mediatici, dopo aver atteso qualche giorno, tentiamo di affrontare anche noi l'argomento.
La prima cosa che ci ha colpito, ma ormai è purtroppo un classico, è il fatto che nessuna delle testate (tutte molto più autorevoli di noi) abbia spiegato chiaramente quale sia il campione statistico analizzato durante questa ricerca;

nonostante abbiamo rovistato il web in lungo e in largo nessuna delle testate italiane (sia online che su carta) ha voluto dare informazione ai propri lettori di quali siano i dati oggettivi che hanno portato i ricercatori a raggiungere simili conclusioni.
Tuttavia in diversi articoli (citiamo fra i tanti il corriere) si parla del fatto che i ricercatori hanno intenzione di ampliare la loro ricerca con un nuovo studio su 64 volontari;
e qui ci fermiamo un attimo per ricordarvi che qualsiasi studio effettuato su un campione così ridotto non ha alcuna validità statistica e ne tanto meno scientifica.
Ma ormai ci siamo abituati e sono innumerevoli gli studi, per così dire, che finiscono sulle pagine dei giornali a fronte di test e analisi fatti su campioni statistici che non superano le 100 persone;
resta comunque da precisare come sia ormai noto da anni come i regimi ipocalorici (che prevedono un apporto calorico inferiore a quello teoricamente necessario) così come lo stesso digiuno possano avere effetti positivi sulla salute umana.
Occorre però precisare che un conto è digiunare un giorno per consentire all'organismo di rigenerarsi ed altra cosa è, come invece accade per lo studio che stiamo citando, parle di un digiuno di addirittura 4 giorni, per non parlare del fatto che siamo nel pieno di giugno con l'estate che ormai è esplosa con temperature che superano i 30 gradi nella maggior parte delle città italiane;
tutto questo ci porta a considerare al limite dell'incoscienza il fatto che i maggiori siti di informazione italiani abbiano deciso di rilanciare una ricerca (per così dire) di questo tipo, ben consapevoli del fatto che quegli stessi articoli vengono spesso letti da adolescenti già di loro poco informati, spesso preda di falsi miti estetici e che facilmente potrebbero cadere nel tranello, avendolo letto su siti attendibilissimi (dal corriere a Tgcom), di smettere di mangiare per quattro giorni.
Detto ciò entriamo nel merito di questa ricerca pubblicata su cell stem ed elaborata da un italiano, il professor Valter Longo, docente dell'University of Southern California;
lo studio (e qui citiamo testualmente) afferma di aver dimostrato come «Periodi prolungati di digiuno, correttamente gestiti dagli specialisti, innescano cambiamenti nel sistema immunitario e una sua rigenerazione stimolando il rinnovamento delle cellule staminali».
Ribadiamo, perchè importante, come sia ormai noto da tempo che il digiuno possa avere un ruolo anche importante nel mantenimento e nella tutela della salute della persona, tuttavia crediamo che uno studio del genere (che per altro si concentra, o almeno così ci sembra di capire, sul rapporto fra digiuno e sistema immunitario) non possa essere rilanciato così a cuor leggero dai maggiori media italiani presentandolo poi sotto titoli del tipo:

  1. L'elisir di lunga vita esiste: è il digiuno a intermittenza (TGcom)
  2. Ogni mese una pausa di 4 giorni Così il digiuno ci allungherà la vita (corriere della sera)
  3. Il digiuno come pratica anticancro e antinvecchiamento (centro meteo italiano)

E questo solo per citare alcune delle testate più rilevanti ma se fate una ricerca su Google news ne troverete di articoli in abbondanza e molti con dei titoli al limite del raccapricciante.
Precisiamo quindi, per amore di informazione, come questo studio rilanciato dalle testate italiane non presenti (almeno nel nostro paese) nessun tipo di dati oggettivi per poterne valutare l'attendibilità, a meno che, quindi, non abbiate voglia di andare a recuperare la pubblicazione inglese in originale (pubblicata qui) nel tentativo di farvi un'idea concreta vi invitiamo a dare poco credito a questa notizia che non ha, almeno dal nostro punto di vista, alcun tipo di ripercussione o utilità nella quotidianità di noi persone comuni.

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