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Nutrizione oncologica: l'alimentazione nel trattamento dei pazienti affetti da tumore


Dieta, alimentazione e nutrizione nel trattamento dei malati oncologiciLa nutrizione oncologica ha acquisito negli ultimi anni un'importanza sempre maggiore nel trattamento dei pazienti affetti da tumore, si tratta di una tematica molto delicata (per l'argomento che tratta) e che ci sta particolarmente a cuore (siamo del resto un'azienda tarantina, città martoriata dalle patologie oncologiche), per questi motivi, quindi, abbiamo deciso di scrivere questo post lasciandoci aiutare da una professionista, la Dottoressa Sabrina D'Attilia, nutrizionista di Roma ed esperta proprio nell'alimentazione oncologica, che abbiamo voluto intervistare.

Ciao Sabrina, per prima cosa vuoi presentarti ai nostri lettori?

Buongiorno, certamente, sono laureata in scienze biologiche presso l’università di Roma La Sapienza , iscritta all’ordine nazionale dei biologi e regolarmente abilitata all’esercizio della professione; per più di dieci anni ho lavorato nell’ambito dei processi di controllo e qualità in diverse realtà sia a livello ospedaliero che aziendale. In quegli anni non ho però mai smesso di dedicarmi alla mia formazione e ho continuato a seguire diversi corsi relativi proprio all’alimentazione umana, alla nutrizione (pediatrica e sportiva), oltre che, ovviamente, alla nutrizione oncologica.

Ci spieghi cos'è la nutrizione oncologica?

La nutrizione oncologica è sostanzialmente una branchia della nutrizione umana che però si focalizza prevalentemente sul rapporto che c’è fra cibo e malattia neoplastica;
quello che fa la nutrizione oncologica è tentare di comprendere meglio sia come il cibo influisce sull’insorgenza dei tumori ma anche come può prevenirli.
Negli ultimi anni, poi, ha ripreso un certo vigore lo studio della dieta e dell’alimentazione come vero e proprio supporto terapeutico nel trattamento dei malati oncologici.

Non stiamo quindi parlando semplicemente di una dieta per prevenire il cancro...

Assolutamente, ovviamente l’ideazione di una dieta, o meglio di un regime alimentare, capace di prevenire il cancro è parte integrante della nutrizione oncologica; ma non bisogna trascurare l’importanza che le diete oncologiche possono avere, ad esempio, nel ridurre gli effetti collaterali della terapia chemioterapica

Quali alimenti sono indicati per una dieta capace di prevenire il cancro?

Bisogna essere precisi quando si parla di questi argomenti, non esistono alimenti il cui consumo può prevenire l’insorgenza del cancro, esistono invece stili, comportamenti alimentari che, nel loro complesso, possono centrare questo tipo di obiettivo. Per fare un esempio, anche semplificando un po’, le arance, come noto, sono un alimento eccezionale per la salute umana, ma consumare abitualmente arance diventa irrilevante se pranziamo abitualmente al fast food. E’ importante superare questo concetto che guarda al cibo come una moda, e che vede quindi di volta in volta incentivare il consumo di un alimento più o meno esotico (dalla quinoa al finocchio) per le sue proprietà benefiche; bisogna costruire invece la consapevolezza che mangiare è una cosa, nutrirsi consapevolmente un’altra. Detto questo esistono certamente degli alimenti che hanno mostrato una maggiore “attitudine” nel prevenire il cancro (ndr. sul sito dell’AIRC puoi approfondire l'argomento), ma ciò che è importante comprendere e conoscere è l’importanza di seguire una dieta, un regime alimentare, che sia sano, vario ed equilibrato nel suo complesso e non semplicemente improntato al consumo di un certo particolare alimento. Mangiare bene è fondamentale e se vi abbiniamo un corretto stile di vita, i vantaggi aumentano.

E al contrario, esistono alimenti che favoriscono l'insorgenza dei tumori?

Anche qui vale lo stesso discorso che abbiamo appena fatto, esistono certamente dei cibi che non sono esattamente “salutari”, ma quello che dobbiamo fare, come nutrizionisti, è informare le persone non praticare terrorismo.

Ci fai un esempio?

Una delle conoscenze epidemiologiche più consolidate su dieta e cancro è la relazione tra il consumo di carni rosse e conservate (salumi, würstel) e tumori del tubo digerente.
Secondo il grande studio Epic, che segue da 15 anni cinquecentomila persone in 10 Paesi europei per studiare il rapporto tra dieta e cancro, 200 grammi al giorno di carni rosse o conservate sono associati ad un rischio doppio di ammalarsi di tumore del colon rispetto a chi ne mangia meno di 50 grammi. Il rischio è più alto in chi ha una dieta povera di fibre vegetali provenienti da cereali, verdure e frutta. Pertanto non va eliminato in modo assoluto il consumo di carne rossa, ma va valutata nel singolo individuo, la frequenza di consumo e la tipologia di dieta che si segue.

Capito, e quando parliamo di dieta oncologica, invece, di cosa stiamo parlando?

Parliamo di una dieta altamente personalizzata sulle esigenze e le caratteristiche fisiche (ma anche psicologiche) del paziente.
La nutrizione oncologica ci consente di affrontare tre fasi importanti:

  1. Preparazione dell'organismo, in particolare dell'intestino, prima dell'inizio della terapia;
  2. La dieta durante la terapia
  3. La dieta dopo la terapia, da un lato per assicurare un sufficiente apporto nutrizionale nel paziente, per prevenire l'aumento di peso che di frequente è la conseguenza della chemioterapia adiuvante, per ostacolare le recidive.

Quindi l'alimentazione oncologica è da intendersi come una terapia di supporto a quella chemioterapica?

Non solo, l’alimentazione oncologica, oltre ai vari campi di applicazione pratica, di cui abbiamo parlato, come la prevenzione e il supporto alle terapie è anche continuamente oggetto di ricerca;
analizzando le proprietà di alcune molecole che assumiamo attraverso l’alimentazione, e il loro modo di interagire con le cellule malate, è possibile sviluppare nuove, e si spera più efficaci, soluzioni per combattere il cancro. Oggi come oggi sono in corso decine, forse centinaia, di ricerche che mirano a ricavare una cura per il cancro proprio dallo studio delle molecole presenti nei cibi; alcune di queste ricerche potrebbero un giorno rivelarsi fondamentali nello sviluppo di una cura alle malattie neoplastiche

Ma è possibile guarire dal cancro con l'alimentazione?

Mh, allora…
Esistono certamente dei casi documentati di persone che sostengono di essere guarite da tumori in stato terminale adottando un certo tipo di alimentazione;
posso citare ad esempio il caso di Allan Taylor che in Italia è stato ripreso da molti giornali importanti (vedi sole24).

Perché dici “sostengono di essere guarite”?

Perché che Allan Taylor (per rimanere sull’esempio di prima) sia guarito dal cancro questo è poco ma sicuro;
dimostrare invece che sia guarito proprio grazie alla dieta che decise di intraprendere, è una cosa completamente diversa. Anche se ci sono diversi casi segnalati di persone effettivamente guarite dal cancro che affermano di aver iniziato una dieta con un certo tipo di caratteristiche, questo non è condizione sufficiente a dimostrare un nesso causale tra la guarigione dal cancro e la dieta stessa.

Capisco, del caso Taylor per altro, se ben ricordo, ne abbiamo parlato anche noi; ma quindi quali sono gli obiettivi della nutrizione oncologica?

Gli obiettivi della nutrizione oncologica sono molteplici e importanti, direi fondamentali;
in tre parole potrei dire: prevenzione, terapia e ricerca.
Prevenzione perché, come abbiamo detto, l’alimentazione gioca spesso un ruolo rilevante nello sviluppo di alcune forme tumorali, la terapia, perchè è fondamentale che i malati di cancro seguano una dieta studiata ad hoc e con caratteristiche ben definite, ma anche ricerca, perché è proprio in questo campo che la nutrizione oncologica potrà portare, nei prossimi anni, risultati preziosissimi.

E' molto diffusa la nutrizione oncologica in Italia?

Purtroppo no, affatto…
Direi anzi che in troppi ospedali italiani il menù del paziente oncologico non si distingue affatto da quello degli altri degenti e ciò non solo non migliora il quadro clinico del paziente ma, in certi casi, contribuisce persino ad aggravarlo.

Perché la nutrizione oncologica è così poco praticata negli ospedali italiani?

Penso che concorrano una serie di fattori, sicuramente la crisi non aiuta, ma per certi versi abbiamo ancora una normativa inadeguata, e, temo purtroppo, anche una scarsa sensibilità riguardo a questo tipo di tematiche.

Nel nostro paese chi si occupa di alimentazione oncologica?

Ci sono diversi centri in Italia dove si fa ricerca e dove la nutrizione oncologica viene applicata (ed insegnata anche) non solo ai pazienti ma anche a chi vuole comprendere meglio questo argomento. Posso citare in questo senso il magnifico Progetto Diana che porta avanti l’istituto tumori di Milano ed il Professor Franco Berrino.

E a Roma, la tua città, la situazione com'è?

Anche a Roma ci sono diversi centri dove i pazienti possono contare sui benefici della nutrizione oncologica, ci sono strutture davvero all’avanguardia nel nostro paese, e di questo dobbiamo essere grati, ed anche un po’ orgogliosi; ma dobbiamo pretendere che questo non riguardi solo pochi “fiori all’occhiello” del nostro sistema sanitario, dobbiamo pretendere che questo diventi la norma

L'idea di una dieta oncologica è la nuova frontiera della lotta contro il cancro?

Non direi che definire la nutrizione oncologica una “nuova frontiera” sia la formula migliore; i primi studi attendibili sull’alimentazione e il cancro risalgono già alla prima metà del secolo scorso, non sono quindi esattamente una cosa recentissima; quindi no, una nuova frontiera non credo, ma sicuramente gli studi sulla nutrizione oncologica aprono un orizzonte più amplio nella lotta contro i tumori.

Insomma, la nutrizione oncologica quindi è una cosa seria...

Serissima…

Ci capita spesso di vedere (in tv, sui giornali) screditata questa tesi e la nutrizione oncologica bollata come quasi una superstizione, secondo te perchè succede questo?

Anche qui credo vadano ad incidere una serie di fattori, ci sono le responsabilità dei grandi media, degli operatori del settore ma anche una formazione inadeguata delle persone comuni

Che ruolo hanno i nutrizionisti nella diffusione dei principi della nutrizione oncologica?

I nutrizionisti hanno un ruolo fondamentale per insegnare i principi di una sana alimentazione e l’importanza di seguire una dieta che sia al contempo sana, sostenibile e capace di prevenire il cancro

L'attività di studio quindi può essere centrata sull’alimentazione oncologica...

L’attività di studio dovrebbe essere prima di tutto centrata sulla nutrizione oncologica e sull’importanza di una sana alimentazione; quello che si dovrebbe fare è “sfruttare” in un certo senso la voglia di tante persone che desiderano perdere peso per motivi meramente estetici è cogliere l’occasione ben più importante di formarle e abituarle all’idea di un’alimentazione consapevole

C'è ancora qualcosa che vuoi dire ai nostri lettori sulla nutrizione oncologica?

Si, vorrei dire che dobbiamo superare questo terrore atavico della malattia oncologica (per certi versi il tumore è ancora oggi un “male oscuro”) ed iniziare a studiare e conoscere questo problema; prima di sconfiggere il cancro dobbiamo liberarcene, liberarci dalla paura che questa malattia giustamente provoca in tutti, e per farlo l’unico modo è acquisire una nuova consapevolezza su come si possa prevenire, curare e magari in un certo senso persino sconfiggere il cancro, semplicemente attraverso l’adozione di piccoli gesti, di tante piccole abitudini quotidiane

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