Pesce per combattere il cancro


pesceLe qualità del pesce sono tante e molte sono conosciute ai più grazie ad un'importante campagna di informazione che ha avuto luogo negli ultimi anni e che continua tutt'oggi;
il pesce è ricco di proteine, tanto da essere una valida alternativa alla carne, il cui consumo, come ormai è abbastanza noto ai più andrebbe limitato fortemente (al massimo 2 o 3 volte a settimana), per quanto noi che, come i nostri lettori più assidui certamente sapranno, siamo degli sfegatati sostenitori delle diete vegetariane, preferiamo come sempre consigliarvi di eliminarla del tutto dalla vostra dieta (del resto come diceva Einstein: "niente arrecherà beneficio alla salute umana e aumenterà le possibilità di sopravvivenza della vita sulla Terra quanto l'evoluzione verso un'alimentazione vegetariana").

Il pesce, inoltre, contiene gli acidi grassi essenziali, i famosi omega-3, eccezionali sia per la prevenzione del cancro sia per quella delle malattie cardiovascolari.
In particolar modo il pesce più grasso è quello che contiene più omega-3, ma frequentemente si tratta di animali predatori e in quanto tali tendono, rispetto ad altri tipi di pesce, ad essere contaminati da mercurio, metallo da cui purtroppo i mari di tutto il mondo sono ormai fortemente inquinati;
Largo quindi alle sardine (specie quelle non da allevamento) che sono in assoluto i pesci in grado di garantire i migliori effetti benefici (ma attenzione perchè sono abbastanza calorici) mentre per il salmone (altro pesce dalle importanti qualità benefiche) va rilevato un maggior rischio di presenza di mercurio per quanto riguarda il pescato (mentre quello da allevamento pur essendo meno ricco di omega-3 è da questo punto di vista più sicuro).
Ma non solo il pesce contiene omega-3 un altro alimento che ne è molto ricco sono i semi di lino, ideali quindi da integrare nelle diete vegane e vegetariane, i semi di lino sono la maggior fonte di origine vegetale di omega-3.
Meno noti degli omega-3, ma altrettanto importanti da tenere d'occhio, sono gli omega-6 (contenuti per lo più negli alimenti di origine animale) che a differenza dei loro "cugini" omega-3 hanno effetti negativi per la salute, in quanto sono coinvolti nel processo che produce alcune delle sostanze che favoriscono l'insorgenza dell'infiammazione.
L'assunzione di omega-6 e di omega-3 dovrebbe essere bilanciata il più possibile, invece per quelle che sono le nostre abitudini alimentari di oggi tendiamo ad assumere dalle 10 alle 20 volte in più gli omega-6 invece che omega-3.
Gli studi sembrano confermare che gli omega-3, assunti tramite il consumo abituale di pesce, potrebbero ridurre il rischio di insorgenza di vari tipi di cancro come quello al seno, il cancro del colon e quello della prostata;
sembrano inoltre capaci di diminuire la capacità delle cellule maligne di dar luogo a metastasi.

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