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Cavoli per combattere il cancro


cavoloI cavoli e le altre crucifere (broccoli e cavolfiori) potrebbero essere tranquillamente l'emblema di tutto quello che, si dice, se fa bene alla salute allora non è buono;
non particolarmente amate dalla maggior parte delle persone queste verdure sono invece importantissime da integrare in una sana dieta ed hanno un grande valore nella prevenzione delle malattie oncologiche.
Come spesso accade in diversi campi, i popoli dell'antichità avevano riconosciuto in queste piante molte qualità, tanto che sin dall'antichità vennero coltivate proprio per le loro virtù medicinali.

Sono diversi gli studi epidemiologici sull'alimentazione che dimostrano come il consumo di cavolo sia fondamentale per la prevenzione dell'insorgenza di tumori in tutte le diete ricche di frutta e verdura.
Basti pensare che è sufficiente un consumo di cinque porzioni a settimana per vedere pressocchè dimezzato il rischio di insorgenza di cancro alla vescica e alla mammella.
Come se non bastasse il consumo di crucifere aiuta a prevenire anche il cancro del polmone, della prostata e del colon;
sono diversi infatti gli studi in questo senso favorevoli al consumo di queste verdure.
Il motivo per cui queste piante possiedono tutti questi effetti benefici è che sono particolarmente ricche di glucosinolati;
queste molecole, infatti, durante la masticazione si mescolano a una serie di sostanze tra cui la mirosinasi, un enzima, inducendo la produzione del sulforafano, una potente molecola anticancro che contiene al suo interno una molecola di zolfo che è appunto la responsabile del tipico odore di cavolo (piuttosto sgradevole, in verità, dobbiamo ammettere nostro malgrado).
Il sulforafano, poi, contenuto nei cavoletti di Bruxcelles ha proprietà particolarmente potenti, è un forte battericida, accelera la morte delle cellule cancerogene (apoptosi) ed aumenta la velocità con cui l'organismo si libera delle tossine.
La masticazione, come dicevamo, libera le sostanze benefiche presenti nel vegetale in forma latente;
questo può farvi intuire come, per favorire questo processo, sia sconsigliabile cuocere il cavolo a lungo, in quanto la mirosinasi si degrada durante la cottura, vi basti pensare che sono sufficienti soli 10 minuti di cottura per dimezzare la quantità di isotiocianati che vengono liberati durante la masticazione.
Ecco perchè si consiglia generalmente per questi alimenti la cottura al vapore o al salto per pochi minuti e di acquistare questi prodotti freschi, in quanto il prodotto in busta, prima di essere congelato, viene normalmente sbollentato ad alta temperatura;
questo procedimento per il cavolo e le crucifere in genere riduce l'apporto nutritivo dell'alimento (cosa che invece non avviene in tanti altri tipi di vegetali).

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