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Soia per combattere il cancro


soiaCome già detto per le alghe, anche la soia è uno di quegli alimenti che viene tradizionalmente ricondotto alla cucina orientale per quanto, a differenza di quanto avviene per le alghe, il suo consumo si sta diffondendo in maniera sempre più grande anche sulle nostre tavole;
quelli che molti non sanno è che la soia è molto utilizzata anche nella produzione di tantissimi prodotti industriali (wurstel, pane, biscotti, latticini, etc) ma purtroppo la quantità degli elementi benefici in essa contenuti, gli isoflavoni, è piuttosto scarsa negli alimenti prodotti industrialmente.
Sono invece ricchi di isoflavoni la maggior parte dei prodotti derivati dalla soia (latte, formaggio e via dicendo);

la caratteristica principale di queste molecole è la loro somiglianza con gli ormoni femminili, estrogeni, tanto che spesso gli isoflavoni sono definiti fitoestrogeni (cioè estrogeni vegetali).
Ma in che modo i fitoestrogeni, contenuti ad esempio nella soia, proteggono dall' insorgenza del cancroi del seno o della prostata?
Semplice, i fitoestrogeni si legano ai recettori degli estrogeni e ne occupano il posto impedendo agli ormoni di interagire con la cellula.
Diversi studi epidemiologici, effettuati soprattutto in oriente, dove il consumo di soia e derivati è più alto, dimostrano come il consumo di almeno 50 grammi al giorno di soia dimezzi il rischi di insorgenza di cancro al seno anche se, è doveroso dirlo, non tutti gli studi approdano a risultati analoghi;
si nota differenza, infatti, fra gli studi fatti su donne orientali rispetto a quelli su donne occidentali.
Gli esperti rilevano quindi come oltre alla quantità di soia consumata incide in maniera rilevante sui risultati anche l'età anagrafica in cui tale consumo inizia;
questo non fa che confermare ulteriormente l'importanza di adottare corrette abitudini alimentari ed una dieta sana ed equilibrata sin da giovanissimi.
Un'altra anomalia emersa durante gli studi sugli isoflavoni è che nelle donne che hanno già avuto un cancro del seno e sono in menopausa l'uso di fitoestrogeni sembra aumentare le probabilità di recidiva;
tuttavia, per quanto strano possa sembrare, gli studi epidemiologici dimostrano come le donne asiatiche che continuano a consumare soia dopo una diagnosi di cancro al seno non peggiorano come invece i modelli sperimentali di cui davamo conto poco sopra sembrano suggerire.
Il motivo più probabile potrebbe essere che gli isoflavoni contenuti negli alimenti abbiano effetti biologici diversi rispetto quelli contenuti nei supplementi in pillole (che andrebbero evitate).
Di fronte a questo noi di unadieta.it (ma è una nostra opinione, priva quindi di qualunque attendibilità scientifica) pensiamo che queste evidenze potrebbero confermare come la struttura molecolare di un alimento incida sul suo assorbimento da parte dell'organismo in maniera importantissima tanto da far si che la stessa molecola prodotta in laboratorio, pur essendo la copia di un'uguale molecola biologica, non sia in grado di generare i medesimi benefici;
per aiutarvi a capire facciamo l'esempio di una ruota, per quanto sia costituita da una camera d'aria coperta da uno strato di gomma dura incide sulla sua funzionalità la forma e, quindi, una ruota rotonda funziona mentre una ruota quadrata no.
L'esempio principe di questo concetto può essere fatto a partire da alcune spezie, come la menta, siete sicuri che l'effetto benefico dell'alimento naturale possa essere riprodotto in laboratorio, come ad esempio nel caso di un aroma?
Un pò come sembra succedere per la soia.
Detto ciò, indipendentemente dal fatto che possa essere scientificamente giusto o no, il nostro consiglio è sempre e solo uno:
consumate prodotti di origine biologica!

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