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Una dieta dissociata


dieta dissociata

La dieta dissociata fu ideata dal dottor Hay nei primi del '900 come terapia alla malattia di Bright (che intacca il tessuto renale) che gli fu diagnosticata in quel periodo;
la dieta dissociata vera e propria nella forma che conosciamo oggi viene sviluppata a partire dal 1911, dopo che il dottor Hay si accorse dei benefici che aveva tratto da questo tipo di alimentazione.
Ripresa negli anni e modificata da diversi altri dottori successivamente la dieta dissociata ha però delle caratteristiche e dei principi fondamentali che sono rimasti grosso modo immutati negli ultimi 100 anni.

Regole della dieta dissociata

  1. No al consumo di carboidrati e proteine durante il medesimo pasto
  2. No al consumo di carboidrati e zuccheri nello stesso pasto (quindi scordatevi frutta e dessert alla fine dei vostri pasti)
  3. No al consumo di proteine provenienti da fonti fra loro non omogenee (ad esempio carne e pesce) durante lo stesso pasto
  4. Si al consumo di frutta e verdura (che dovrebbero rappresentare il fulcro della dieta)
  5. Consumo limitato di amido, proteine e grassi
  6. No al consumo di prodotti raffinati (farina bianca e zucchero)
  7. Una pausa di almeno 4 ore fra un pasto e l'altro

A cosa serve la dieta dissociata

Come forse avrete intuito dal nome stesso della dieta, appunto dissociata, oltre che dalle regole fin qui enumerate, il principio intorno cui si articola una dieta dissociata sta nel fatto che l'organismo (almeno in linea teorica) potrebbe accumulare in maniera non bilanciata i prodotti della digestione che quindi verrebbero più difficilmente eliminati generando conseguentemente danni per la salute di vario tipo.
Più precisamente lo scopo di una dieta dissociata è quello di evitare quelle abitudini alimentari deleterie che il dottor Hay identifica come segue:

  1. consumo di carne
  2. consumo di prodotti raffinati (zuccheri e farinacei)
  3. sovralimentazione

Secondo il dottor Hay la mancata conoscenza delle dinamiche chimiche attraverso le quali si digerisce unitamente alle cattive abitudini alimentari di cui sopra generano, o meglio possono generare, nell'organismo una serie di scompensi tra cui non solo il sovrappeso ma anche vere e proprie patologie come quella che colpì lui nei primi anni del '900

Principi teorici che reggono la dieta dissociata

Secondo il dottor Hay le proteine, per essere digerite, hanno bisogno di un ambiente acido mentre i carboidrati avrebbero bisogno di un ambiente alcalino;
ingerire alimenti di natura non omogenea tra loro fa si che l'ambiente intestinale sia contemporaneamente poco e troppo acido per una digestione ottimale di entrambi, questo ostacolerebbe il corretto smaltimento degli scarti dell'alimentazione favorendo uno maggior assorbimento delle tossine durante il loro passaggio nell'intestino.
Questo principio, anche se fosse vero, lo sarebbe comunque solo in parte;
nella comunità scientifica la dieta dissociata di Hay non è mai stata diffusamente condivisa e, pur conoscendo periodi di maggiore o minore fama, resta a tutt'oggi fortemente osteggiata da buona parte dei medici.
Se volete una nostra opinione la dieta dissociata ha sicuramente ottimi spunti sia per una sana alimentazione sia per una dieta che possa essere realmente dimagrante, come ad esempio il grande consumo di frutta e verdura che prevede, lo scarso consumo di carne e di prodotti raffinati (farina bianca e zucchero);
se siete dei nostri lettori assidui sapete già dove vogliamo arrivare, viste queste caratteristiche fondamentali della dieta dissociata perchè non optare a questo punto direttamente per una dieta vegetariana?
Provateci e fateci sapere cosa ne pensate, alla prossima

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