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Che cos'è la dieta a zona


dieta a zona

Una dieta a zona si contraddistingue per l'alto contenuto di proteine e carboidrati; questo tipo di dieta si propone di conseguire l'equilibrio ormonale attraverso una giusta proporzione del mix di carboidrati, grassi e proteine che una persona assume ad ogni pasto permettendo così il controllo del livello di insulina rilasciata nell'organismo e, conseguentemente, la perdita di peso. Per questo motivo, fra tutte le diete, quella a zona è fra le più strutturate; ogni pasto prevede infatti una precisa percentuale di nutrienti da acquisire, il cui rispetto è fondamentale per il conseguimento dei risultati prefissati, in altre parole si tratta di assumere il 40% carboidrati, il 30% di proteine, e il 30% di grassi ad ogni pasto.

Una dieta a zona è ideale per tanto per controllare le percentuali di grasso corporeo secondo il modello sviluppato dal suo ideatore (15% per gli uomini, 22% per le donne); per strutturare una dieta di questo tipo si parte dal calcolo delle proteine di cui una persona ha bisogno, sulla base dei normali criteri presi in considerazione per sviluppare un modello dietetico (altezza, peso, sesso, età, attività fisica ecc.).
Per quanto riguarda invece il calcolo della quantità di carboidrati e grassi ammessi esso deriva direttamente dal calcolo del fabbisogno di proteine;
ne consegue che spesso questo tipo di dieta non arriva a generare una somministrazione di calorie superiore alle 1.700, per questo motivo i dietologi tendono a considerare questo modello come una dieta a basso contenuto calorico.
Un'altra caratteristica di una dieta a zona sono le tipologie di alimenti di cui è consentito il consumo (pollo, tacchino e altre carni "bianche", pesce, uova (solo l'albume), derivati del latte (formaggi), frutta, orzo, avena, piccole quantità di grano e di olio di oliva;
esistono anche degli alimenti che sono, in linea di massima, "proibiti", come ad esempio le carni "rosse" o comunque grasse, gli organi come il fegato, i tuorli d'uovo, molti tipi di frutta, la maggior parte dei prodotti da forno, le patate, il latte intero, caffè ed alcol.
Normalmente una dieta a zona prevede tre pasti e due spuntini al giorno, sempre nel rispetto del rapporto 40% di carboidrati - 30% di proteine e di grassi, prevede inoltre un discreto consumo di acqua (almeno 2lt al giorno) e una moderata attività fisica;

Secondo il suo ideatore, Barry Sears, i vantaggi offerti da questo modello nutrizionale sono:

  1. un' importante perdita di peso (duratura nel tempo) nell' ordine dei 6-7 kg a settimana
  2. miglioramento delle prestazioni fisiche e della capacità di mantenere alti livelli di concentrazione nel tempo
  3. prevenzione delle malattie cardiovascolari
  4. ottimizzazione delle difese immunitarie

A nostro parere questo genere di benefici è piuttosto pretestuoso per una serie di motivi;
innanzitutto per il basso consumo di fibre (che può causare disfunzioni a livello di apparato digerente), e soprattutto per l'altissimo contenuto proteico che una dieta a zona prevede (da cui deriva l'elevato consumo di acqua, almeno 2lt al giorno) e non a caso dietologi e nutrizionisti spesso contestano questo modello.
Alle persone affette da un qualche tipo di disfunzione renale consigliamo di discutere approfonditamente con il proprio medico curante prima di aderire a questo modello dietetico e, per quanto ci riguarda, non ci sentiamo di consigliarvi di seguire questo tipo di dieta, continuando a leggere i nostri articoli vi rendete conto che esistono tanti altri modelli in grado di garantirvi un dimagrimento altrettanto rapido ma con minori controindicazioni e criticità per la vostra salute;
questa resta però una nostra opinione personale, il vostro dietologo o nutrizionista di fiducia è senza dubbia la persona più indicata per questo tipo di valutazioni.

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