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Nascerà in Italia il primo ecovillaggio a impatto zero


agrivillaggio

Chi ci conosce sa che non perdiamo occasione per dare risalto a tante piccole e grandi iniziative che stanno nascendo in questi anni come naturale risposta "popolare" alla crisi economica attuale ma anche come segnale di "risveglio" del popolo italiano che sembra progressivamente tornare a interessarsi della vita politica e sociale del paese.
Questo tipo di mentalità ci porta oggi sino a Vicofertile, in provincia di Parma, per parlarvi di un "giovane imprenditore" Giovanni Leoni;

diciamo "giovane" non per l'età, il nostro uomo ha infatti 52 anni, ma per la giovinezza del progetto che questo rivoluzionario impreditore agricolo sta per rendere realtà.
Nei prossimi mesi infatti verra realizzato, presso i 28 ettari di terreno di cui è proprietario, il primo Agrivillaggio del mondo (avete letto bene, è il primo ad essere realizzato in tutto il mondo, alla faccia di quell'Italia retrograda e svantaggiata che troppo spesso i media ci descrivono);
si tratta di 60 abitazioni che ospiteranno oltre 240 persone, che avranno l'occasione di vivere in un quartiere ecologico assolutamente indipendente sotto ogni punto di vista, non solo in termini di servizi (verranno infatti creati negozi e spazi pubblici condivisi) ma anche in termini alimentari ed energetici, sfruttando i cicli naturali dell'agricoltura e impegnando gli abitanti in uno stile di vita ecosostenibile.
Gli abitanti si sposteranno a piedi o in bici, il cibo e l'energia verrano prodotti all'interno del villaggio, gli sprechi ridotti a zero.
Un modo nuovo di concepire la socialità, l'urbanistica e l'abitabilità delle città che già è oggetto da anni di numerose discussioni a livello internazionale ma che in Italia diventerà per la prima volta realtà.
Giovanni Leoni dimostra come sia possibile creare un cortocircuito nel momento di stasi che vive il paese mettendo a disposizione degli altri le risorse create grazie alla propria attività imprenditoriale (la sua azienda agricola è fra le leader del settore) tagliando fuori una politica in dormiveglia, impantanata fra imu, tari-tarsi ed altre chiacchiere da bar;
una risposta forte e concreta anche all'incapacità di tanti, troppi, finti imprenditori italiani, capaci solo di fare impresa a debito come ad esempio Benetton che acquista autostrade per l'Italia quasi totalmente a debito onde poi sgravare sugli italiani stessi, attraverso i pedaggi, i costi sostenuti per contrarre i mutui necessari per l'acquisizione (a prezzo stracciato per altro) di una delle infrastrutture più importanti per l'Italia oppure ancora pensiamo a Fiat, che negli ultimi anni è stata più un peso per il paese che una risorsa e questo nonostante le ingenti quantità di denaro che sottoforma di incentivi ed agevolazioni queste grandi (ed ottuse a nostro parere) realtà hanno e continuano a ricevere dal sistema-paese senza nulla o quasi dare in cambio.
Non è questo il caso del signor Leoni che, pur operando in un settore martoriato dal disinteresse e dall'incompetenza della politica, è riuscito non solo a restare in piedi, a differenza di tanti suoi colleghi che purtroppo non ce l'hanno fatta, ma oggi può e vuole addirittura restituire alla collettività una parte di quanto avuto negli anni con la creazione di questo rivoluzionario progetto.
Leoni basa il progetto partendo dalle teorie dell'architetto Frank Lloyd Wright e dalle transition towns inglesi e irlandesi;
il prezzo delle case, fornite di impianti fotovoltaici e termico-solari, è reso accessibile a tutti attraverso un escamotage, in sostanza non si compra la proprietà della terra, che resta quindi dell'azienda, ma il diritto di superfice, e questo permette di rendere accessibile per tutti questa scelta di vita.
L'agrivillaggio del signor Leoni non necessita inoltre di fogne, inquanto attraverso la fitodepurazione tutti i rifiuti vengono trasformati in cibo per le piante e in biomassa, l'illuminazione pubblica si accenderà solo al passaggio di qualcuno, consentendo un forte risparmio energetico;
insomma tutto l'agrivillaggio è pensato per realizzare le più alte aspettative di chi fa di un sistema di vita ecosostenibile la propria bandiera.
Rimane, come al solito in Italia, un ultimo grande ostacolo che divide Giovanni Leoni dal suo sogno, ed è la burocrazia, ma lui assicura di aver strappato al comune di Parma una corsia preferenziale per la realizzazione del suo progetto;
non resta che aspettare e vedere, per intanto noi vogliamo ringraziare il signor Giovanni Leoni e tutti quelli come lui che, ogni giorno, ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani.

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