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L'Italia agli italiani? Meglio di no, grazie


Italiani

Sono giorni, questi, di gran confusione nel paese, basta aprire un giornale o guardare un tg per rendersene conto;
dal problema immigrazione, passando per il dissesto idrogeologico fino ad arrivare alla crisi occupazionale.
Personalmente vedo un filo sottile che lega il tutto, ma andiamo con ordine;
non nascondo che mi ha causato una certa orticaria sentire in questi giorni la retorica anche un pò populista di chi (e non parlo di politici ma di gente comune) va urlando e vaneggiando della necessità di aver più cura di questi poveri italiani disfatti dalla crisi prima che di un ragazzino di 14 anni arrivato per mare a rischio della pelle su un barcone mezzo diroccato dell'83.
Ma attenzione, perchè l'orticaria non mi è procurata dal solito perbenismo e buonismo italiano, come si potrebbe pensare, ma la ragione è più sottile;
il fatto è che mi piacerebbe andare a frugare nelle vite di tutta questa gente che blatera di Italia, anzi, facciamolo insieme, facciamo questo viaggio mentale nella vita del piccolo italiano medio incarognito verso l'immigrazione (così sarà più chiara anche l'attinenza di questo post con i "nostri" soliti argomenti).

Eccolo qui, è l'italiano medio, che la mattina si sveglia presto, abita in una grande città, prende i mezzi pubblici per andare a lavorare così risparmia un pò, guadagna uno stipendio che alla terza settimana del mese è già quasi esaurito, insomma, è come noi, esattamente uno di noi, con le stesse influenze culturali, ha fatto le nostre stesse scuole, ha studiato sugli stessi libri, ha guardato i nostri stessi programmi in tv;
insomma, come direbbe Toto Cotugno, un italiano vero!
Talmente vero che lo senti lamentarsi, nemmeno a torto eh, per carità, del degrado in cui si trova la sua città, degrado che lui attribuisce al forte aumento di immigrati che la sua città ha visto negli ultimi 10 anni;
e si lamenta quindi, di continuo, ed ecco che lo senti pronunciare la solita frase (quella che a me procura le bolle, istantaneamente, appena la sento pronunciare): "io non sono razzista, penso solo che prima dovrebbero venire gli italiani".
Ecco, se adesso potessimo fermarci un attimo, come se mettessimo un film in pausa, questo è quello che troveremmo nella vita di questo italiano medio con la sua retorica da italiano medio:
Automobile? Francese!
Banca? Tedesca!
Lo yogurt in frigo? Pure quello tedesco!
Le arancie in dispensa? Spagnole!
Il discount dove fa la spesa? Olandese!
E l'abbigliamento? Nemmeno le mutande sono fatte in italia, dalle scarpe made in china, ai jeans americani (pagati un'occhio della testa).
E se compra qualcosa online? Beh, ci sono un mare di e-commerce realizzati e gestiti da italiani ma lui compra solo su E-bay e Amazon (entrambi americani)
E se legge un libro? Beh, ci sono un mare di scrittori italiani, ma a lui piace Wilbur Smith
E se va al cinema? No dai, il cinema italiano fa schifo, meglio Hollywood
E se "ti va un panino"? Si, dai, andiamo a spararci l'hamburger al noto fast food
Insomma, ci siamo capiti...
Ma andiamo avanti, perchè se parliamo di dissesto idrogeologico state pur certi e sicuri che l'italiano medio, mentre va dicendo in giro che è uno schifo come si è ridotto il paese, d'altro canto però non ha la minima coscienza civica ne ambientale, e considerato la quantità di immobili abusivi (magari anche sanati) che ci sono nel paese c'è pure la buona possibilità che sia proprietario di un immobile abusivo (condonato o meno è poco rilevante).
E poi sulla crisi occupazionale?
Beh, anche qui l'assenza di una coscienza ambientale si fa sentire, quindi bisogna investire, investire miliardi pubblici per costruire ponti, ferrovie superveloci, bisogna tenere aperte le acciaierie, rilanciare l'edilizia aumentando i volumi e la cementificazione, magari attraverso un bel piano di edilizia popolare;
e chi se ne frega se l'industria pesante inquina ed il cemento massacra e violenta il paese, che qua c'è bisogno di lavorare e si deve uscire dalla crisi!
Proviamo a immaginare un paese diverso, solo per un attimo, facciamo l'abbonamento alla nota azienda di telefonia e...
ecco, immagina, puoi!
Immagina un paese dove gli italiani abbiano nel frigo lo yogurt italiano e non quello tedesco della pubblicità, in cui la spesa la fanno dal contadino a 25km da casa, una volta a settimana, e non nell'iper mega super discount olandese dietro casa, un' Italia in cui se ti serve una scarpiera vai dal falegname dietro l'angolo e ti fai fare qualcosa di "semplice semplice" (non prendi la macchina e ti spari 120 km per arrivare allo store di quel noto brand che tutti abbiamo capito qual'è perciò non lo nominerò);
un paese dove gli operai di Terni e quelli di Taranto, gli operai delle acciaierie di Piombino scendono in piazza per chiedere la chiusura di quelle aziende ed un piano di rilancio economico serio e alternativo sui loro territori, capace di rilanciare agricoltura, turismo e artigianato.
Immagina un paese fatto di persone che, di fronte ad ogni scelta economica, di fronte ad ogni acquisto, di fronte ad ogni euro speso mettano d'avanti a tutto l'Italia e gli italiani;
ecco, quello sarebbe un paese che oggi non sarebbe in crisi economica, dove la politica sarebbe probabilmente ancora una cosa seria e non una pagliacciata, ed in ogni caso sarebbe un paese più unito e non disgregato e martoriato come è oggi.
Invece no, invece noi questo paese non possiamo permetterci nemmeno di immaginarlo perchè la realtà, quella vera, quella brutale e li, sullo sgabello di un fast food, che mentre aspetta il suo panino made in USA, dopo aver guardato l'ora sull'orologio Svizzero, verificato che fosse corretta sullo smartphone coreano, togliendosi un giubotto made in china ci spiega che no, lui non è mica razzista, ma è giusto che prima di tutto vengano gli italiani.
E se non possiamo permetterci il lusso di immaginare un paese diverso perchè ci corre l'obbligo di misurarci con la realtà possiamo avere almeno una speranza ed io quella speranza ce l'ho; la mia speranza è piccola e sta in tutti quei ragazzi giovani, molto giovani, ed io spero che magari qualcuno di loro stia leggendo questo post perchè voglio chiedergli una cosa:
Ti prego, ti prego, non diventare anche tu un italiano medio con l'orologio svizzero e le scarpe cinesi, che piange continuamente, s'indigna a vanvera e si lamenta, salvati almeno tu, non diventare come tutti noi, salvati da quest'enorme e sconsolante mediocrità e dopo, se puoi, se te ne rimane la forza, prova a salvare anche noi, per quanto non credo ce lo meritiamo poi tanto. Buona fortuna

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