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La rivoluzione parte dal cibo


slow food

Roberto Budrese, presidente di slow food, entra a piedi uniti sulla crisi ed offre un alternativa intelligente per uscire da questo tunnel di cui, francamente, ancora non vediamo l'uscita;
basta con cemento, siderurgia e auto, settori trainanti fino ad oggi per la nostra economia, è arrivato il momento di ritornare ad agricoltura e cibo.
Sovranità alimentare, quindi, per un economia sana e sostenibile;

riuscire a sfruttare al meglio le nostre risorse ci porterà fuori dalla crisi alimentando quella rivoluzione dei consumi che trasformerà e darà nuova linfa vitale a tutti gli altri settori produttivi del paese.
Slow food si costituisce come un faro, finalmente, che ci mostra la strada e il percorso verso cui dobbiamo muoverci e, per quanto nell'insensibilità di partiti e governo,

qualcosa sembra muoversi per il verso giusto come dimostrano i dati relativi all'ultima edizione del salone del gusto.
Cambiare il modello economico è indispensabile per un paese come il nostro che più che fermo potrebbe sembrare morto.
il cibo interagisce in maniera prepotente sulla vita di un paese, crea lavoro ed opportunità, genera risorse sociali ma anche costi non indifferenti se non si agisce in maniera sana su questa leva.
Basta dare un'occhiata ai costi che ogni anno paghiamo a livello sanitario per combattere i danni di una scarsa cultura alimentare che ogni anno genera milioni di "malati da cibo" obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro generano un sacrificio di vite e di risorse che solo una rinnovata coscienza alimentare può contribuire ad abbattere in maniera importante;
e tutto questo mentre 800 milioni di persone nel mondo muoiono di fame.
Cambiare il sistema, quindi, orientando i consumi e agendo in sinergia con gli attori del mercato del cibo, produttori, agricoltori ed allevatori, oltre a portarci fuori dalla crisi migliorerà il mondo in cui viviamo, alimenterà un'economia realmente sostenibile e offrirà il nostro contributo in quanto italiani per risolvere la piaga della fame nel mondo;
sovranità alimentare e produzione nazionale, nel rispetto dei diritti umani e della biodiveristà, sono la risposta più naturale che possiamo portare al problema della delocalizzazione.
Slow Food Italia traccia le linee guida di una rivoluzione radicale dell'intero sistema produttivo ed economico italiano, l'unica e vera risposta per uscire dalla crisi politica ed economica che l'Italia attraversa da più di vent'anni.
Dobbiamo partire dal cibo e dall'agricoltura, insiste Budrese trovandoci assolutamente d'accordo, che devono diventare i punti di riferimento dell'intero sistema produttivo;
è l'ora di dare finalmente un calcio all'edilizia e all'auto per il bene dell'Italia, conclude il presidente di Slow Food Italia, dobbiamo ritornare ai valori e ai principi che hanno caratterizzato il nostro paese per centinaia di anni, cibo e agricoltura per salvare l'Italia.

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