Agricoltura per uscire dalla crisi

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Basta con cemento ed auto, i due settori su cui e' stata fondata la nostra economia, e' il momento dell'agricoltura e del cibo. E se sapremo sfruttare al meglio le risorse che noi italiani abbiamo in questi due campi, supereremo la crisi economica, avviando quella rivoluzione dei consumi che inciderà su tutti gli altri settori produttivi del Paese. Ne e' convinto il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, che traccia con l'ANSA un primo bilancio del Salone del Gusto, quest'anno accoppiato con la manifestazione 'Terra Madre'. Lo slogan della manifestazione e' 'cibi che cambiano il mondo' - spiega Burdese - e volevamo far capire che finalmente e' il momento di mettere al centro dell'economia, e quindi della politica, l'agricoltura ed il cibo, e cosi' facendo modificare, salvandolo, il mondo che da anni si dibatte in una crisi senza fine. Le persone hanno compreso il messaggio e lo hanno condiviso, e la prova e' l'aumento dei visitatori, +10% rispetto allo scorso anno, provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo, con una permanenza maggiore rispetto alle scorse edizioni tra gli espositori'. Vedo facce sorridenti tra il pubblico e tra gli espositori - sottolinea ancora il presidente di Slow Food Italia - significa che hanno capito, che vedono la strada per uscire dalla crisi ed hanno compreso quello che noi diciamo dagli anni Novanta: e' necessario cambiare il paradigma dell'economia, non piu' sostenibile. Il cibo puo' costruire il cambiamento, un cambiamento che la crisi sta paradossalmente accelerando. Il cibo incide sulle nostre vite come nessuna altra cosa, ma il sistema attuale spreca il 30% dell'intera produzione agricola, 800 milioni di persone nel mondo soffrono ancora la fame, mentre 1,5 miliardi soffre di obesita'. E' chiaro che il sistema deve cambiare, e no si puo' che partire dai consumi, orientandoli in modo diverso da quanto e' stato fatto finora. Se le persone verranno educate a scegliere meglio, ad un maggior rispetto dei diritti e della sostenibilita', il mercato non potra' che seguire, adattandosi alle nuove esigenze. Se sapremo sfruttare la nostra sapienza nel lavorare la terra dove siamo nati e cresciuti, e che nessun altro sa fare, abbiamo individuato la strada per uscire dalla crisi e senza nessuna delocalizzazione. Quella che il presidente di Slow Food Italia indica e' sicuramente una radicale rivoluzione dell'intero sistema produttivo ed economico, ma non ha nessuna difficolta' ad indicarla come unica e vera risposta per uscire dalla crisi sia politica che economica che l'Italia affronta ormai da troppo tempo. Dobbiamo partire dal cibo e dall'agricoltura - spiega ancora Burdese - che devono diventare i punti di riferimento dell'intero sistema produttivo. Per settant'anni ci e' stato detto che quello che andava bene per l'edilizia e per l'auto andava bene per l'Italia. Ora - conclude il presidente di Slow Food Italia - dobbiamo dire che quello che va bene per il cibo e per l'agricoltura va bene anche per l'Italia.

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