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Gengivite espulsiva: cause, sintomi e cura


Gengivite espulsiva: cause, sintomi e curaLa gengivite espulsiva, anche nota come parodontite, è una delle patologie più pericolose tra quelle che colpiscono il cavo orale perché, se trascurata, può portare alla perdita di uno o più denti; nel corso di questo post oltre a comprendere meglio cosa sia una gengivite espulsiva, tenteremo anche di conoscere le cause, i sintomi e tutto quanto di utile c’è da sapere su questo disturbo.
Sin da subito diciamo però che le paradentiti sono fra quelle patologie che vanno immediatamente trattate nel momento in cui si manifestano i primi sintomi onde evitare appunto che la gengivite espulsiva possa degenerare a tal punto da causare la perdita dei denti

Cos'è la gengivite espulsiva

La gengivite espulsiva è una patologia che colpisce le gengive causando la progressiva riduzione dell’attacco dentale; quello che succede è che il tessuto (sia a livello gengivale che osseo) su cui il dente fa presa si riduce portando così alla caduta (o espulsione) del dente.
Si tratta sostanzialmente di un’infezione causata dal proliferare batterico che si manifesta tipicamente nel cavo orale in presenza di un’igiene orale insufficiente o comunque scarsa.

Gengivite espulsiva: informazioni generali

Adesso che abbiamo capito meglio che cos’è una gengivite espulsiva tentiamo di capire anche quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti più efficaci contro questo tipo di disturbo; abbiamo già avuto modo di accennare al fatto che la gengivite espulsiva sia nota anche come parodontite, in realtà, a livello popolare, questa patologia è anche conosciuta come “piorrea” termine ad oggi non più in uso fra la comunità scientifica ma ancora ampliamente usato dalle persone comuni per identificare questo tipo di patologia (la gengivite espulsiva appunto). Detto questo entriamo nel vivo del nostro post e scopriamo insieme cause, sintomi, diagnosi e cura della gengivite espulsiva

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  1. Cause della gengivite espulsiva

    Come accennato la gengivite espulsiva è un’infezione causata dalla proliferazione batterica del cavo orale;
    la principale causa di questo tipo di infezioni, che nascono come gengiviti e degenerano in parodontiti, è quasi sempre da identificare in un’igiene orale inadeguata. Anche quando la gengivite espulsiva sia già in corso, infatti, la patologia può evolvere in maniera più o meno violenta a seconda di quanto sia o non sia accurata l’igiene orale quotidiana; ovviamente l’uso di dentifrici e colluttori ad hoc contro la gengivite espulsiva risulta di grande aiuto contro questo tipo di disturbo, ma in assenza di un’igiene adeguata accurata qualunque trattamento contro la gengivite espulsiva si rivelerebbe poco efficace.
  2. Sintomi della gengivite espulsiva

    La gengivite espulsiva trova fra i suoi primi sintomi le gengive sanguinanti, che sono il primo campanello di allarme che il nostro organismo usa per metterci al corrente che qualcosa non funziona; a questo primo sintomo seguono via via sintomi sempre più aggressivi, la gengiva appare arrossata e gonfia, nonché dolorante man mano che la gengivite espulsiva peggiora.
    Alla lunga, come detto, tutti questi sintomi (sanguinamento gengivale, gonfiore, dolore, formazione di ascessi gengivali dovuti al dilagare dell’infezione) provocano il progressivo ed inesorabile distacco del dente dal tessuto di supporto, ecco perché questa forma di gengivite viene definita “espulsiva” perché il dente finisce letteralmente espulso fuori dalla sua allocazione naturale.
  3. Diagnosi della gengivite espulsiva

    La diagnosi della gengivite espulsiva viene fatta dal dentista, normalmente può rivelarsi sufficiente una semplice visita per pervenire ad una diagnosi corretta, tuttavia possono essere necessari esami di tipo radiografico (come per esempio una panoramica) per definire il livello di diffusione della malattia e stabilire la modalità più efficace per contrastare il decorso della gengivite espulsiva.
  4. La gengivite espulsiva contagiosa

    Contrariamente a quanto siamo abituati a pensare pur essendo la gengivite espulsiva sostanzialmente un’infezione di tipo batterico non è assolutamente contagiosa;
    a causare la gengivite espulsiva non sono i batteri in se, che sono invece naturalmente presenti nel cavo orale, quanto, come detto, un’igiene orale non adeguata. I batteri, quindi, naturalmente presenti nella bocca divengono pericolosi solo perché la pulizia dei denti non è abbastanza scrupolosa, se ne deduce quindi in maniera abbastanza intuitiva che questa patologia non può essere contagiosa per il semplice fatto che i batteri che la provocano sono fisiologicamente presenti nella bocca di qualsiasi persona
  5. Cura della gengivite espulsiva

    La gengivite espulsiva si cura essenzialmente attraverso una profonda pulizia dentale eseguita da un dentista competente; questi, dopo aver diagnosticato il disturbo, provvede a rimuovere la placca e il tartaro in eccesso, svuotando quindi anche le sacche che si sono formate sulle gengive e che sono piene di tartaro; già questo è sufficiente a scongiurare il rischio di perdita dei denti, ovviamente però, in assenza di un igiene orale accurata, la pulizia dentale si rivelerebbe non perfettamente risolutiva. Il dentista quindi, dopo aver provveduto alla pulizia, tende a consigliare comportamenti adeguati a inibire il rischio di recidiva (consigliando ad esempio l’uso di prodotti specifici come filo interdentale, colluttorio, etc); solo in casi molto rari, e particolarmente gravi, può richiedersi opportuno un trattamento con farmaci antibiotici o comunque antinfiammatori, sarà sempre il dentista a definire, ed eventualmente prescrivere, il trattamento farmacologico più adatto.

Gengivite espulsiva: complicazioni

La gengivite espulsiva può portare a complicazioni anche importanti qualora trascurata, può arrivare a coinvolgere la struttura ossea che raccoglie il dente (dopo aver devastato il tessuto molle, la gengiva) fino a causare nei casi più gravi la perdita di uno o più denti.
La gengivite espulsiva può protrarsi anche per anni, persino in maniera relativamente asintomatica (se non consideriamo il sanguinamento gengivale ma solo il dolore) tuttavia il suo decorso, se trascurata, è sostanzialmente irrevocabile e porta inevitabilmente alla perdita dei denti coinvolti nell’infezione

Gengivite espulsiva: prevenzione

Fortunatamente la gengivite espulsiva è una malattia estremamente facile da prevenire innanzitutto adottando abitualmente una corretta igiene orale; l’uso abituale del filo interdentale e del colluttorio, in concomitanza con la normale pulizia fatta con lo spazzolino, permette una buona prevenzione di questo tipo di disturbo;
ovviamente esistono una serie di fattori ambientali, connessi agli stili di vita, che possono favorire l’insorgenza della gengivite espulsiva, come nel caso del fumo o di un’alimentazione errata, tuttavia è sostanzialmente possibile ridurre quasi a zero il rischio di insorgenza di una gengivite espulsiva semplicemente attraverso una buona igiene orale e, se possibile, eliminando quegli stili di vita, come ad esempio il fumo, che ne possono favorire l’insorgenza.

Rimedi naturali contro la gengivite espulsiva

La gengivite espulsiva non è di per se una patologia che si possa trattare in maniera risolutiva tramite rimedi naturali; come accennato, infatti, la prima cura contro le parodontiti consiste nella pulizia approfondita eseguita dal dentista che elimina completamente la placca e il tartaro non solo dai denti ma anche la parte che si accumula sul colletto gengivale e che, man mano nel tempo, va a formare le sacche che poi, successivamente, possono provocare un ascesso.
Senza questo tipo di procedimento (la pulizia da parte del dentista) qualunque altro rimedio naturale o no si rivelerebbe insufficiente; è però possibile trattare alcuni sintomi correlati alla gengivite espulsiva, come ad esempio l’alitosi, ricorrendo a rimedi di tipo omeopatico, tuttavia consigliamo sempre di consultarsi col proprio dentista di fiducia prima di iniziare qualunque trattamento a base di prodotti naturali.

Gengivite espulsiva: quando rivolgersi al medico

E’ fondamentale rivolgersi al proprio dentista di fiducia sin dal primo esordio dei sintomi (tipicamente il sanguinamento delle gengive) sia per assicurarsi che effettivamente si tratta di gengivite espulsiva e non magari di una normale gengivite al primo stadio, sia per dare modo al dentista di procedere con la pulizia della placca e del tartaro. Come abbiamo avuto modo di accennare non necessariamente la gengivite espulsiva deve accompagnarsi a sintomi più riconoscibili come, ad esempio, il dolore, l’ascesso o la mobilità dentale, e può quindi facilmente degenerare se prendiamo sotto gamba il primo e più comune sintomo di questa patologia che è appunto il sanguinamento gengivale. Forza e coraggio allora, se noti sangue quando ti lavi i denti o riscontri un sanguinamento delle gengive rivolgiti immediatamente al tuo dentista non fosse altro per farti rispondere che si tratta di una banale gengivite e non di una gengivite espulsiva.

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