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Iperlordosi: causa, diagnosi e trattamento


Iperlordosi: causa, diagnosi e trattamentoL’iperlordosi è una curvatura della colonna vertebrale eccessivamente pronunciata nella zona lombare; quando questa curvatura risulta superiore ai 40/50° si riscontra una condizione patologica che prende appunto il nome di iperlordosi. Il soggetto che ne è affetto finisce quindi per spingere eccessivamente in dentro i glutei e in fuori l’addome; in questo post, oltre a vedere nel dettaglio i sintomi e le cause dell’iperlordosi, vedremo anche le varie classificazioni di questo disturbo e tenteremo di capire quali sono i trattamenti più adeguati per ridurre o eliminare l’iperlordosi.

Sintomi dell' iperlordosi

Oltre ai vari difetti di postura i sintomi dell’iperlordosi che le persone che ne sono affette lamentano con maggior frequenza riguardano il dolore; da un punto di vista prettamente posturale l’iperlordosi presenta una particolarità abbastanza strana. Mentre come abbiamo visto nel caso dell’ipercifosi il disturbo risulta più facilmente visibile proprio per la classica postura (a gobba) nel caso dell’iperlordosi il difetto posturale (pur essendo altrettanto visibile) assume spesso paradossalmente un valore estetico e non viene quindi frequentemente associato (dalle persone che ne sono affette) all’idea di una patologia o comunque di un disturbo; la classica posizione corporea con le natiche spinte indietro tipica delle persone affette da iperlordosi (soprattutto nel caso delle donne) accentua in maniera rilevante la curva dei glutei conferendo al così detto "lato B" un aspetto che risulta in qualche modo più alto e sodo. Le persone affette da iperlordosi, quindi, a differenza di quelle affette da ipercifosi non tendono a rilevare l’aspetto patologico della loro postura quando si guardano allo specchio; questo fa si che la diagnosi sopraggiunga con netto ritardo rispetto a quanto non accada nel caso dell’ipercifosi (dove i genitori stessi, ad esempio, si rendono conto della postura ricurva del figlio durante la crescita, cosa che accade più raramente nel caso dell’iperlordosi) e ciò facilita l’aggravarsi della patologia fino a che non iniziano a manifestarsi, inevitabilmente, i primi dolori anche forti dovuti a questo difetto di curvatura della colonna vertebrale in corrispondenza della zona lombare che è appunto, come detto, l’iperlordosi.

Iperlordosi: diagnosi, cura e classificazione

La diagnosi dell’iperlordosi viene eseguita da un medico con una semplice visita durante la quale è abbastanza semplice riscontrare sul paziente, ovviamente a torso scoperto, l’eccessiva angolatura della colonna vertebrale in corrispondenza della fascia lombare, che, come spiegato, nel caso di questa patologia risulta superiore ai 40/50°
Eventualmente ulteriori esami anche di tipo radiografico possono essere utili per definire la presenza di ulteriori malformazioni alla colonna vertebrale che pure possono insistere oltre la semplice iperlordosi

  1. A che età compare l'iperlordosi lombare

    L’iperlordosi a livello lombare può risultare congenita alla nascita (come vedremo meglio nel paragrafo dedicato alle cause dell’iperlordosi) o presentarsi successivamente durante la crescita (a causa di una cattiva postura) o improvvisamente, sebbene più raramente, per causa di fattori esterni che avremo modo di vedere meglio più avanti. Sebbene l’iperlordosi possa comparire in qualsiasi fascia d’età la maggior parte delle volte questo difetto si presenta durante l’adolescenza; attenzione però, non esistono particolari ricerche o studi che dimostrino questa nostra affermazione, ma come vedremo nel prossimo paragrafo ci sono motivazioni di carattere intuitivo che lasciano abbastanza ragionevolmente presupporre che sia esattamente così.
  2. Iperlordosi e universo femminile

    Abbiamo appena detto che presumibilmente l’iperlordosi si manifesta principalmente durante l’adolescenza per quanto non esistano dati epidemiologici che possano dimostrare questa nostra ipotesi; quest’affermazione, che potrebbe apparire strampalata, trova una motivazione nel fatto che l’iperlordosi, in questo caso dati alla mano, colpisce prevalentemente la popolazione femminile.
    Il motivo di ciò è presto detto, come accennato in apertura di questo post, infatti, questo tipo di malformazione (perché di malformazione a tutti gli effetti si tratta) riscuote un certo successo a livello estetico nella nostra società; per dirlo in altri termini, a livello culturale, le popolazioni occidentali attribuiscono, inconsapevolmente, all’iperlordosi un valore estetico piuttosto importante. Laddove, per fare un esempio, un occhio esperto, di un medico preparato, riconosce la forma di una patologia (nell’eccessiva curvatura della colonna vertebrale nel tratto lombare) noi persone comuni vediamo, in quello stesso dettaglio, un ideale di bellezza.
    Essendo quindi l’iperlordosi un problema essenzialmente imputabile alla postura (laddove non subentrino precise cause come vedremo in uno dei prossimi paragrafi) è presumibile che alcune ragazze, durante la crescita, in maniera più o meno consapevole, alimentino questo disturbo adottando una postura scorretta con il solo scopo di sfoggiare un “lato B” più tipicamente conforme agli ideali di bellezza (insani e ignoranti) della nostra società. Ecco quindi che il fatto di assumere certi comportamenti, determinate posture, in un certo periodo della crescita, per cause che sono del tutto naturali (la pubertà) finisce in alcuni casi per essere la causa principale dell’iperlordosi che colpirà quella stessa ragazza di li a qualche anno. Si tratta ovviamente di nostre ipotesi e come tali vanno intese, tuttavia crediamo, come vedremo nel paragrafo dedicato alla prevenzione, che possa essere importante uno spunto di questo tipo proprio per segnalare preventivamente ai genitori alcuni comportamenti che, se non corretti tempestivamente, potrebbero finire col favorire l’insorgenza di iperlordosi.
  3. Diagnostica dell' iperlordosi

    La diagnosi dell’iperlordosi viene eseguita da un medico con una semplice visita durante la quale è abbastanza semplice riscontrare sul paziente, ovviamente a torso scoperto, l’eccessiva angolatura della colonna vertebrale in corrispondenza della fascia lombare, che, come spiegato, nel caso dell’iperlordosi risulta superiore ai 40/50°
    Eventualmente ulteriori esami anche di tipo radiografico possono essere utili per definire la presenza di ulteriori malformazioni alla colonna vertebrale che pure possono insistere oltre la semplice iperlordosi
  4. Differenza fra lordosi e iperlordosi

    Come anche nel caso cifosi/ipercifosi anche qui riscontriamo l’abitudine, tra le persone comuni, ad attribuire al dettaglio anatomico (lordosi) un’accezione patologica (iperlordosi); la differenza tra lordosi e iperlordosi è quindi che mentre nel primo caso parliamo della naturale curvatura della colonna vertebrale nella fascia lombare (lordosi) nel secondo invece abbiamo il nome del disturbo che rende questa curva più pronunciata (iperlordosi). Per intenderci, quindi, facendo una piccola equazione la lordosi sta al braccio come l’iperlordosi sta alla frattura.
  5. Iperlordosi: come si cura

    La cura dell’iperlordosi è sostanzialmente identica a quella che abbiamo avuto modo di vedere nel caso dell’ipercifosi; parliamo di unire l’attività fisica alla ginnastica posturale, adottando, nei casi più gravi, l’uso di supporti ortopedici, come ad esempio i busti, adatti ad assicurare una corretta postura.
    Nel caso dell’iperlordosi l’attività sportiva è fondamentale per lavorare sulle fasce muscolari coinvolte da questo disturbo mentre la ginnastica posturale funge un ruolo rieducativo che ha un valore fondamentale per un buon recupero da questo disturbo. In alcuni casi l’uso di busti può rilevarsi necessario sia per agevolare la riduzione e il recupero della curvatura anomala sia per ridurre la sintomatologia (in termini di dolore) che frequentemente accompagna i casi di pazienti con un iperlordosi particolarmente pronunciata.

Prevenzione dell'iperlordosi

Essendo l’iperlordosi un problema tipicamente causato da una cattiva postura l’attività sportiva gioca un ruolo fondamentale per prevenire questo tipo di disturbo; oltre all’attività sportiva in se è importante comunque il rapporto col medico sin da giovani e l’osservazione (possibilmente con un occhio minimamente clinico) da parte dei genitori delle abitudini dei ragazzi. Come abbiamo avuto modo di accennare, a differenza di quanto non accada nel caso dell’ipercifosi, dove una postura sempre china, a testa bassa, tende a suscitare la preoccupazione dei genitori, nel caso dell’iperlordosi la postura tipica che genera questo tipo di disturbo (il modo di stare seduti, di camminare o restare in piedi) non suscita uguale preoccupazione negli stessi (che riconoscono in certi comportamenti più un problema di civetteria tipico dell’adolescenza, che un rischio vero e proprio per la colonna vertebrale); è invece fondamentale (specie se il ragazzo/a non ha l’occasione di essere visitato abitualmente dal medico di fiducia) che siano i genitori a riconoscere i rischi potenziali che si nascondono dietro determinate posture che, a un occhio esperto, risultano da subito innaturali e forzate.

Cause dell' iperlordosi

Fino adesso abbiamo imputato prevalentemente l’iperlordosi a cause di carattere posturale, tuttavia gli errori e i difetti di postura non sono l’unica causa possibile che può scatenare un problema di iperlordosi; tra le varie cause di iperlordosi abbiamo anche:

  1. Fattori congeniti: se per la maggior parte delle persone l’iperlordosi insorge con l’età alcune, per quanto raramente, nascono con questo tipo di problema; si tratta quindi in questi casi di una patologia congenita, che va trattata e gestita differentemente rispetto alle altre forme di iperlordosi
  2. Traumi: sono diversi i traumi che possono generare un problema di iperlordosi, da semplici fratture fino a danni e traumi più importanti a carico della colonna vertebrale (anche alcune ernie possono causare iperlordosi)
  3. Obesità: nelle persone con problemi di obesità il baricentro del corpo risulta completamente alterato e questo si traduce in uno sforzo supplementare per la schiena, già gravata dal peso in eccesso, proprio in corrispondenza della fascia lombare; è un problema che conoscono bene le donne che hanno avuto almeno una gravidanza per quanto, a differenza di quanto accada nel caso dell’obesità, le donne in gravidanza si trovano a dover convivere con questo problema per un periodo limitato di tempo mentre nel caso degli obesi diventa una costante che dura (magari aggravandosi) in maniera prolungata nel tempo
  4. Problemi muscolari: le persone affette da rachitismo o che comunque presentino una muscolatura insufficiente a livello lombare sono particolarmente predisposte al rischio di insorgenza di iperlordosi

Esercizi per la correzione dell'iperlordosi

Come abbiamo detto l’esercizio fisico risulta importante per ridurre i problemi correlati a iperlordosi (anche per ridurre il dolore); tra gli esercizi più efficaci in questo senso abbiamo il crunch, ma anche il legcurl e il leg-press.
Ovviamente chi dovesse soffrire di iperlordosi è preferibile che si affidi alle cure di un fisioterapista piuttosto che iscriversi autonomamente in palestra anche perché, eventuali errori di postura mantenuti durante l’esercizio fisico, potrebbero finire con l’aggravare la patologia che invece avrebbero dovuto risolvere.

Iperlordosi: rimedi contro il dolore

L’iperlordosi, a lungo andare, può creare fastidi anche importanti e dolore elevato soprattutto se in concomitanza con determinati stili di vita imposti da dinamiche lavorative (particolarmente sofferenti ad esempio le persone costrette a trascorrere in piedi la loro giornata lavorativa);
per ridurre il dolore la cosa più importante è darsi da fare per correggere gli errori di postura facendo attività fisica e ginnastica posturale con continuità.
Nell’immediato per arginare il dolore dovuto a iperlordosi è possibile ricorrere, nei casi più estremi, a un antidolorifico da banco (sempre senza esagerare, l’assunzione abituale di antidolorifici genera assuefazione e renderebbe alla lunga inefficace questa soluzione per trattare il dolore); per prevenire e arginare il dolore è possibile ricorrere a sedute di massaggi (che sono molto efficaci) o alle classiche applicazioni alternate di freddo e caldo che si fanno per qualsiasi altro tipo di mal di schiena.

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