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Enuresi notturna: cause sintomi e cura


Enuresi notturna: cause sintomi e cura L’enuresi notturna, a discapito del nome altisonante, è un disturbo abbastanza frequente che riguarda i bambini con età compresa fra i 5 e i 10 anni; in questo post tenteremo di capire meglio cosa sia l’enuresi notturna, quali siano le sue cause, i sintomi attraverso cui si manifesta e, soprattutto, quali malattie possono essere correlate a questo sintomo che, di per se, è invece una cosa abbastanza naturale nei bambini di una certa età.

Che cos’è l’enuresi notturna

L’ enuresi notturna altro non è che la perdita involontaria di urine durante il sonno e si distingue in primaria e secondaria a seconda che, rispettivamente, il bambino abbia precedentemente manifestato la capacità di controllare lo stimolo ad urinare (enuresi secondaria) o se invece non abbia mai manifestato questa capacità (enuresi primaria)

Enuresi notturna: Informazioni generali

L’ enuresi notturna è quindi una condizione al limite quasi fisiologica per i bambini con età compresa fra i 5 e i 10 anni (o quanto meno lo è certamente per i casi di enuresi primaria); qualora invece il bambino abbia già dimostrato di essere in grado di controllare i suoi stimoli ma si presenti ancora enuresi la situazione è leggermente diversa. In questi casi si dovrà tentare di capire le motivazioni del disturbo, ma di questo parleremo più approfonditamente nel paragrafo dedicato alle cause, per adesso ci limitiamo a dire che l’ enuresi notturna, eccezion fatta per quei casi in cui il disturbo non sia riconducibile a una patologia di tipo urologico, tende normalmente a risolversi da sola con la crescita del bambino

  1. Cause dell’enuresi notturna

    L’ enuresi notturna, contrariamente a quanto si pensava in passato, ha motivazioni di carattere prevalentemente ereditario; per quanto riguarda i timori di molti genitori che il problema della “pipì a letto” possa avere motivazioni di carattere psicologico possiamo dire subito che, al giorno d’oggi, questo punto di vista è scarsamente condiviso. L’unico presupposto psicologico ad oggi accettato come causa dell’ enuresi notturna è infatti un disturbo correlato alla difficoltà di risvegliarsi a fronte di stimoli esterni (nulla di particolarmente preoccupante in ogni caso). Diverso il discorso per quanto riguarda determinate patologie a carico dell’apparato urinario che vanno comunque prese in considerazione prima di pervenire ad una diagnosi di enuresi notturna onde evitare qualsiasi rischio di complicazione.
  2. Enuresi notturna: i sintomi più comuni

    L’enuresi notturna, quando espressione del normale processo di crescita del bambino, non presenta alcuna sintomatologia rilevante, se non appunto quella di ritrovare il letto bagnato al mattino;
    non bisogna comunque trascurare eventuali segnali di malessere riferiti dal bambino anche perché, come abbiamo detto, fra le cause meno rare dell’ enuresi notturna ci sono anche patologie relative all’apparato urinario le quali invece possono essere associate a dei sintomi veri e propri. Qualora il bambino riferisse dolori, fastidi o qualunque altro genere di disturbo associato al fare pipì questo andrebbe comunque messo in relazione ad eventuali casi di enuresi onde evitare di prendere sotto gamba quello che in realtà potrebbe essere una patologia delle vie urinarie
  3. Come si diagnostica l’enuresi notturna

    La diagnosi di enuresi non presenta particolari difficoltà ed avviene normalmente per esclusione;
    dopo aver ascoltato i genitori e il bambino il pediatra procede ad effettuare tutti quegli esami che dovessero essere necessari a scongiurare il rischio di una patologia a carico delle vie urinarie e, una volta appurata la salute del bambino, si tende a considerare la possibilità di enuresi (primaria o secondaria a seconda dei casi)
  4. Enuresi notturna: quando rivolgersi al medico

    In caso di enuresi (ovviamente non per episodi sporadici) è sempre opportuno rivolgersi al pediatra di fiducia se non altro perché, come abbiamo detto, può essere necessaria una valutazione professionale per scongiurare la presenza di eventuali patologie a carico delle vie urinarie
  5. Come si cura l’enuresi notturna

    La cura dell’ enuresi notturna dipende molto anche dall’età del bambino, per i più piccoli infatti (fino ai 5 anni) è sufficiente aspettare la naturale crescita del bimbo perché il problema rientri da solo; è questo sostanzialmente il caso delle enuresi primarie, nel caso di quelle secondarie (che riguardano bambini dai 6/7 anni in su) il discorso diventa più complicato. Iniziamo col dire che il bambino non va colpevolizzato anche perché non è in condizioni di poter far fronte a questo problema in maniera autonoma; azioni nette come ad esempio impedirgli di bere nelle ore serali o svegliarlo nottetempo per fargli fare pipì possono rivelarsi dannose per la crescita del bambino;
    ogni tipo di azione andrebbe quindi preventivamente concordata col pediatra onde evitare, in totale buona fede, di arrecare danni di qualunque tipo al bambino. Alcuni tipi di azioni possono rivelarsi estremamente utili nel contrastare l’ enuresi notturna come ad esempio abituare il bambino a interrompere il flusso durante la minzione (di modo da aumentarne la capacità di trattenere le urine) oppure ancora abituarlo gradatamente a riconoscere gli stimoli esterni anche durante il sonno (qualora fosse dimostrata una difficoltà in tal senso) sono tutti rimedi validi contro l’ enuresi notturna ma che vanno sempre preventivamente concordati col pediatra.

Enuresi notturna: complicazioni possibili

L’ enuresi notturna non può originare alcun tipo di complicazione, eccezion fatta per il disagio psicologico che il bambino può provare nell’urinarsi addosso; diverso il discorso per quanto riguarda eventuali patologie delle vie urinarie le quali, in caso di mancata diagnosi, potrebbero invece causare delle complicazioni abbastanza rilevanti. Segnaliamo tuttavia che è estremamente raro che un pediatra possa fare una diagnosi errata di enuresi notturna senza rendersi conto della presenza di qualche altra patologia pregressa.

Rimedi naturali contro l’enuresi notturna

Come accennato nella maggior parte dei casi l’ enuresi notturna tende a risolversi da se con la crescita del bambino, in altre circostanze possono rivelarsi utili una serie di esercizi pensati per migliorare la capacità di continenza (ad esempio come accennato interrompendo il flusso delle urine durante la minzione) o per migliorare la capacità di rispondere agli stimoli esterni durante il sonno. In ogni caso, come si può vedere, il trattamento dell’ enuresi è sempre di tipo “naturale” laddove si intende con questo termine che non è necessaria l’assunzione di alcun tipo di farmaco per trattare questo tipo di disturbo

Prevenzione dell’enuresi notturna

Dato che probabilmente l’ enuresi notturna ha motivazioni di carattere ereditario, sembrerebbe quindi essere a tutti gli effetti un disturbo di tipo genetico, non è in nessun modo possibile prevenirla adottando determinati comportamenti. Per quanto fastidioso sia questo disturbo, non solo per i bambini ma anche per i genitori (per i quali causa un notevole dispendio di tempo ed energie) la cosa più intelligente da fare solitamente è aspettare che questa fase della crescita del bambino passi da sola.
Se può risultare consolatorio per qualche genitore, provate a pensare che molto prima di quando non crediate sarete voi genitori a farvela sotto e ai vostri bimbi (nel frattempo divenuti adulti) toccherà dovervi accudire.
A loro quando succederà ripeteremo quello che oggi stiamo ripetendo a voi genitori “non serve innervosirsi, basta aspettare che passi”; ecco, la sola differenza è che mentre per il bambino “aspettare che passi” significa sostanzialmente aspettare che cresca, nel vostro caso significa invece aspettare che siate schiattati il che, a ben pensarci, non è poi così consolatorio (si fa per scherzare eh, non arrabbiatevi)

Cosa fare in caso di enuresi notturna

Ricapitolando, in caso di enuresi notturna, è importante anzitutto non colpevolizzare il bambino ed evitare di palesare irritazione o nervosismo di fronte gli episodi di incontinenza;
in secondo luogo occorre assicurarsi che il bimbo non avverta fastidi o disturbi di alcun tipo quindi ci si può rivolgere al pediatra per un consiglio sul da farsi.

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