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Spermiocoltura: la salute del sistema genitale maschile


Spermiocoltura: la salute del sistema genitale maschileLa spermiocoltura è, come vedremo nel corso di questo post, un esame diagnostico particolarmente utile per la salute del sistema genitale maschile; contrariamente a quanto avviene per le donne, purtroppo, gli uomini italiani non sono sufficientemente attenti alle tematiche relative alla salute dell’apparato genitale e, con la scomparsa della visita di leva, si stima che molti giovani italiani finiranno col sostenere la prima visita urologica della propria vita ben oltre i 40 anni di età. In questo post tenteremo quindi di capire cosa sia la spermiocoltura, a cosa serve, perché è così importante per la salute dell’apparato genitale maschile e tutto quanto di utile ci sia da conoscere relativamente a questo tipo di esame

Che cos’è la spermiocoltura

La spermiocoltura è un esame diagnostico che permette, a partire dall’analisi di un campione raccolto, di valutare la salute dell’apparato genitale maschile, identificando l’eventuale presenza di batteri o altri microrganismi nello sperma maschile.
Anche se la spermiocoltura rende possibile identificare anche processi infiammatori a carico dell’uretra, per quanto riguarda questo specifico dettaglio anatomico esiste un esame ad hoc per una diagnosi più puntuale (tampone uretrale).

Spermiocoltura: Informazioni general

Non è possibile affrontare un post sulla spermiocoltura senza fermarci un attimo a fare una riflessione sulle profonde differenze che esistono (in particolare in Italia) fra l’universo maschile e quello femminile quando parliamo di salute dell’apparato genitale; se le donne sono ormai abituate all’idea di sottoporsi a screening periodici per monitorare costantemente il loro stato di salute a livello ginecologico, lo stesso non si può dire invece per gli uomini, i quali invece tendono ancora ad eludere qualsiasi tipo di esame che riguardi la salute dell’apparato genitale. Che questo comportamento derivi da imbarazzo, una visione macista dell’uomo o da semplice ignoranza non è particolare così rilevante, troviamo invece molto più opportuno evidenziare come questo tipo di atteggiamento, assolutamente infantile, rappresenta un vero e proprio rischio sanitario per il paese, in quanto non consente una politica di prevenzione efficace delle malattie a carico dell’apparato genitale maschile

  1. A cosa serve la spermiocoltura

    Come accennato la spermiocoltura è un esame di tipo diagnostico, la sua utilità consiste quindi nel permettere di identificare quale sia la natura dei processi infettivi che hanno colpito l’organismo permettendo quindi di agire nella maniera più opportuna nel trattamento di alcune determinate patologie. Si tratta quindi di un esame particolarmente utile perché permette di definire con margini di errore praticamente nulli l’origine di determinati sintomi riferiti dai pazienti (bruciore, dolore, problemi di infertilità, etc)
  2. Spermiocoltura: come si fa

    La spermiocoltura è un esame che non deve destare alcuna preoccupazione nei pazienti a cui fosse richiesto di sottoporvicisi, fondamentalmente si tratta di raccogliere un campione (che verrà successivamente analizzato) secondo le modalità che andremo a vedere in uno dei prossimi paragrafi. Le uniche accortezze riguardano la preparazione all’esame, che deve essere fatta seguendo in maniera scrupolosa le indicazioni del medico, onde evitare di vanificare l’esame.
  3. Preparazione alla spermiocoltura

    La spermiocoltura richiede che il paziente adotti un periodo di astinenza sessuale per un periodo compreso fra i 3 e i 5 giorni; per evitare di alterare i risultati della spermiocoltura è necessario che, nel mese precedente all’esame, non si sia fatta una terapia antibiotica, è opportuno inoltre lavare accuratamente i genitali esterni prima di procedere con la raccolta (nelle modalità che stiamo per vedere) e sarebbe preferibile evitare di orinare nelle 3/4 ore immediatamente precedenti la raccolta
  4. Spermiocoltura: come raccogliere il campione

    La raccolta del campione utile per una spermiocoltura deve essere fatta esclusivamente tramite masturbazione seguendo le indicazioni relative alla preparazione fornite dal medico e che sono grosso modo quelle che abbiamo enunciato nel paragrafo precedente. Il campione va raccolto in un apposito contenitore sterile (tipicamente fornito dal laboratorio di analisi o comunque acquistabile in farmacia); il campione va consegnato entro un’ora dalla raccolta.
  5. Spermiocoltura e spermiogramma

    Si definisce spermiogramma l’analisi del campione spermatico (spermiocoltura) tesa a valutare la quantità e la mobilità degli spermatozoi nel liquido seminale; se quindi la spermiocoltura viene utilizzata prevalentemente per fini diagnostici, come abbiamo fin qui visto, attraverso le stesse dinamiche di raccolta è possibile anche effettuare un’analisi relativa alla fertilità maschile e quindi alla possibilità per il paziente di avere dei figli.
    Lo spermiogramma viene anche utilizzato per verificare il successo di un intervento di vasectomia.

Spermiocoltura e astinenza

L’astinenza sessuale, come abbiamo visto, rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di preparazione alla spermiocoltura; il periodo d’astinenza previsto per questo esame varia da un minimo di 3 a un massimo di 5 giorni, secondo quelle che saranno le direttive del medico.
E’ fondamentale rispettare questo precetto, tanto più nel caso di una valutazione sulla fertilità del paziente, per evitare di alterare in qualche modo gli esiti dell’esame.

Spermiocoltura: esito negativo

In caso di esito negativo della spermiocoltura ciò vuol dire che i sintomi riferiti dal paziente (eventuali dolori e bruciori a livello genitale) non sono in realtà attribuibili a infezioni o processi infiammatori;
in tali circostanze spetterà al medico curante fare tutte le valutazioni del caso per capire quali possano essere le reali ragioni dei sintomi riferiti dal paziente, eventualmente prescrivendo nuovi esami diagnostici qualora questo fosse ritenuto necessario.

Spermiocoltura: esito positivo

In caso la spermiocoltura dovesse restituire esito positivo occorrerà valutare quali siano gli agenti patogeni coinvolti nell’infezione in corso; una volta definito questo, magari anche grazie al consulto di uno specialista, sarà possibile definire i passi successivi per trattare nella maniera migliore possibile l’infezione rilevata attraverso la spermiocoltura

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