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Diabete insipido: cause, sintomi e trattamento di questa rara forma di diabete


diabete insipido: cause, sintomi e rimedi contro il diabete insipidoIl diabete insipido, a scapito del nome, non è esattamente una forma differente del diabete che tutti conosciamo, si tratta invece di una malattia rara che ha poco o nulla in comune con il classico diabete se non il fatto di essere una malattia di tipo metabolico; in questo post tenteremo di capire insieme che cos’è il diabete insipido, quali sono le sue cause e i suoi sintomi, se è possibile prevenirlo, quante persone colpisce mediamente nel nostro paese e molte altre informazioni utili per chi volesse approfondire, o comunque conoscere meglio, il diabete insipido

Cos’è il diabete insipido

Il diabete insipido è una malattia rara che colpisce il metabolismo di una persona; ciò che accade nei malati di diabete insipido è che l’organismo rilascia una quantità insufficiente di un particolare ormone (la vasopressina) oppure i reni risultano avere una ridotta sensibilità alla presenza della vasopressina. Questo ormone è responsabile del bilanciamento della diuresi e quando la sua funzione metabolica risulta alterata a causa del diabete insipido l’organismo reagisce espellendo quasi completamente i liquidi assunti (cioè l’acqua) favorendo una continua disidratazione delle persone affette da questa malattia.

Diabete insipido: informazioni generali sul giradito

Prima di entrare nel vivo di questo post sul diabete insipido fermiamoci un attimo a definire la differenza fra quello centrale e quello nefrogenico; come accennato nel paragrafo precedente il diabete insipido può dipendere o da una scarsa produzione dell’ormone che regola la diuresi (vasopressina) o da una elevata refrattarietà dei reni all’azione dello stesso. Se ne deduce quindi che per diabete insipido centrale s’intende propriamente il rilascio insufficiente di vasopressina da parte dell’organismo mentre, come suggerisce il nome stesso, nel caso del diabete insipido nefrogenico sono i reni che, pur a fronte del rilascio di vasopressina, risultano incapaci di rispondere adeguatamente alla presenza di questo ormone

  1. I sintomi del diabete insipido

    Il primo sintomo del diabete insipido è la poliuria, cioè l’eccessiva produzione di urine dovuta al fatto che l’organismo non è in grado di “processare” correttamente l’assorbimento dell’acqua, che quindi tende ad espellere nella sua totalità in tempi abbastanza rapidi; a questo sintomo si accompagna spesso nicturia, cioè il risveglio frequente durante la notte a causa dello stimolo ad urinare. Come chiunque sa il nostro organismo, per sopravvivere, ha bisogno di acqua per cui tutto questo è causa di uno dei sintomi più rilevanti del diabete insipido, rilevante e frequente tanto quanto il primo, che è appunto la polidipsia, cioè uno stimolo incontrollabile della sete che può portare i soggetti affetti da diabete insipido a consumare quantità esagerate di acqua (anche nell’ordine di 10/15 litri al giorno)
  2. Quali sono le cause del diabete insipido

    Iniziamo col definire le cause del diabete insipido centrale (che è la forma più frequente con cui questa malattia si manifesta) come abbiamo avuto modo di spiegare questa patologia è causata da una mancata o insufficiente produzione della vasopressina (o ADH); gli organi che avrebbero il compito di produrre questo ormone sono l’ipofisi e l’ipotalamo, per cui la causa del diabete insipido centrale è proprio un non corretto funzionamento di queste due strutture anatomiche. Nel caso invece del diabete insipido nefrogenico (quindi non neurogenico come nel caso precedente) la produzione della vasopressina da parte dell’ipofisi e dell’ipotalamo risulta sufficiente ma sono i reni ad essere incapaci di rispondere correttamente al rilascio di questo ormone.
    In ogni caso le cause del diabete insipido (sia centrale, o neurogenico, che nefrogenico) possono essere sia congenite che acquisite; per congenite si intende la presenza alla nascita di una malformazione o di un difetto genetico che sono alla base della genesi di questa patologia, nel caso del diabete insipido acquisito, invece, la causa è da ricercare in un trauma procurato (come ad esempio in caso di un intervento chirurgico non riuscito); solo il diabete insipido di tipo nefrologico, in fine, può derivare da una condizione antecedente di ipercalcemia (eccessiva presenza di calcio) o di ipopotassemia (deficit cronico di potassio)
  3. Come si diagnostica il diabete insipido

    La diagnosi del diabete insipido deve necessariamente essere di tipo differenziale, deve cioè puntare ad escludere tutte quelle patologie che possono produrre sintomi simili; in particolare è il sintomo della polidipsia (cioè il bere elevate quantità di acqua) che può ingannare nella diagnosi del diabete insipido, questo perché esiste anche una polidipsia di tipo psicogeno (un po’ come avviene, per fare un esempio, per i cleptomani che avvertono l’impulso irrefrenabile a rubare, solo che qui l’impulso è quello di bere). Per scongiurare il rischio di errata diagnosi si procede, solitamente, con dei test di privazione dell’acqua che sono però da svolgere sotto stretta sorveglianza medica in quanto sottopongono i pazienti effettivamente affetti da diabete insipido a rischio di disidratazione.
  4. Cure e trattamenti del diabete insipido

    La cura e il trattamento del diabete insipido sono sostanzialmente di tipo farmacologico e prevedono la somministrazione di farmaci adatti per contrastare le cause di questa patologia; nel caso del diabete insipido centrale si procede solitamente a somministrare per via farmacologica l’ormone che l’organismo del paziente non è in grado di produrre in maniera soddisfacente (un po’ come avviene con l’insulina del diabete diciamo “classico”). Anche per quanto riguarda il diabete insipido nefrologico la cura si basa sulla somministrazione di farmaci solo che in questo caso si tratta, paradossalmente, di farmaci di tipo diuretico che servono a rendere più efficienti i reni nel loro lavoro di “bilanciamento idrico”
  5. Come prevenire il diabete insipido

    Difficilmente il diabete insipido può essere prevenuto (se non per le forme acquisite tentando di evitare quei traumi che possono provocarne l’insorgenza) tuttavia è possibile avere una serie di comportamenti atti a ridurre i rischi connessi a questa patologia e prevenire appunto ogni tipo di complicazione; più nello specifico stiamo parlando dell’abitudine, che tutti i malati di diabete insipido devono avere, di portarsi dietro sempre i propri farmaci, indossare un braccialetto o un ciondolo con le informazioni mediche più rilevanti per il primo soccorso ed ovviamente prevenire (attraverso opportune abitudini alimentari, secondo le linee guida del medico) il rischio di disidratazione

Epidemiologia del diabete insipido

Statisticamente il diabete insipido colpisce all’incirca una persona ogni venticinquemila, pur essendo una malattia rara, quindi, non è poi così infrequente; da questo dato possiamo infatti calcolare orientativamente che in Italia possono esserci tra i duemila e i tremila malati di diabete insipido (non siamo riusciti a trovare fonti ufficiali in merito). Si consideri in ogni caso che lo status di malattia rara (in UE) viene riconosciuto a quelle patologie che colpiscano non meno di una persona ogni duemila abitanti e che attualmente nel nostro paese i malati rari sono poco più di centomila persone (fonte osservatorio malattie rare dato estratto dal registro nazionale delle malattie rare nell’anno 2011). Stando a quanto sin qui detto si può orientativamente dedurre che i malati di diabete insipido incidano circa per il 2% sul numero complessivo di malati rari nel nostro paese.

Sostenere la ricerca contro il diabete insipido

Come per tutte le malattie rare anche nel caso del diabete insipido il più grande limite per il conseguimento di terapie sempre più adeguate è lo scarso interesse delle case farmaceutiche ad avviare una ricerca che comunque riguarderebbe un numero limitato di persone. Per sostenere la ricerca, o avere aiuto e informazioni se sei un malato di diabete insipido, puoi contattare l’associazione nazionale italiana diabete insipido (trovi i recapiti dell’ANIDI sul sito orphanet) oppure visitare il sito dell’ANIPI (associazione nazionale italiana patologie ipofisarie)

Diabete insipido: conclusioni

In conclusione possiamo dire che il diabete insipido, quanto meno a livello di meccanismi fisiopatologici, ha poco o nulla a che vedere col diabete che tutti conosciamo, si tratta invece di una malattia rara che compromette in maniera rilevante le capacità dell’organismo di idratarsi correttamente. Il diabete insipido è una patologia che non va assolutamente trascurata visto che gli esiti della disidratazione possono essere molto gravi e potenzialmente letali

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