ALIMENTAZIONE
FITNESS
SALUTE
WELLNESS
FOOD

Carcinosi peritoneale: cause, sintomi e cura della carcinosi peritoneale


Carcinosi peritoneale: cause, sintomi e cura della carcinosi peritonealeLa carcinosi peritoneale è una delle forme di tumore meno note, colpisce (come il nome suggerisce) il peritoneo, per cui prima di addentrarci nel vivo di questo post e scoprire cos’è la carcinosi peritoneale, quali sono i suoi sintomi e come viene diagnosticata e curata questa forma di tumore, proviamo a spiegare brevemente e semplicemente cos’è il peritoneo. Tra i vari elementi anatomici che compongono il nostro corpo ve ne sono alcuni chiamati “membrane sierose” che hanno il compito di rivestire gli organi del torace e dell’addome; il peritoneo è esattamente la membrana sierosa più grande che abbiamo nel nostro corpo ed avvolge la cavità addominale e parte di quella pelvica arrivando quindi a rivestire più di un solo organo (come avviene invece per le membrane sierose intorno  al cuore e ai polmoni).

Che cos’è la carcinosi peritoneale

Adesso che abbiamo capito meglio che cos’è il peritoneo possiamo provare a dare una definizione più accurata del termine carcinosi peritoneale; si tratta quindi di una patologia neoplastica che attacca appunto il peritoneo. Fin qui potrà sembrare magari semplice o banale, ma come vedrai nei prossimi paragrafi l’argomento è destinato a diventare via via più complicato man mano che procederemo col trattarlo. Per adesso ti basti sapere che la carcinosi peritoneale è un tumore del peritoneo, ossia della membrana sierosa che avvolge la cavità addominale e parte di quella pelvica. Nei prossimi paragrafi capiremo meglio quali sono le cause, i sintomi, la diagnosi e le cure possibili per questo tipo di neoplasia.

Carcinosi peritoneale: informazioni generali

Fino a questo momento abbiamo provato a dare una definizione semplice di cosa sia il peritoneo e abbiamo imparato che dietro il termine “carcinosi peritoneale” si nasconde in realtà un tumore a carico del peritoneo; si tratta di piccole definizioni ma che speriamo possano essere utili a comprendere meglio l’argomento per tutti coloro che sono completamente a digiuno rispetto alla terminologia adottata in campo medico. Speriamo quindi che sulla base di queste semplici definizioni fornite tu riesca ad orientarti meglio rispetto quanto andremo a dire nei prossimi paragrafi.

  1. Cause della carcinosi peritoneale

    In questo paragrafo, nel quale ci occuperemo delle cause della carcinosi peritoneale, capirai anche perché era così indispensabile fornire una definizione accessoria di cosa sia il peritoneo; la stragrande maggioranza delle carcinosi peritoneali, infatti, si origina in seguito all’evoluzione di altri tumori che possono colpire gli organi situati nella cavità addominale (che sono quindi quelli avvolti dal peritoneo), ma non solo. Tra i tumori la cui evoluzione può causare la genesi di una carcinosi peritoneale abbiamo i tumori dell'ovaio, dello stomaco, del colon e del pancreas (tra quelli che originano presso gli organi situati nella cavità addominale) e i tumori della mammella e della pelle (tra quelli che invece originano al di fuori della cavità addominale). I tumori che originano direttamente all’interno delle membrane sierose (come appunto è il peritoneo) prendono invece il nome di “mesotelioma”; fortunatamente il mesotelioma peritoneale è estremamente raro, ecco perché la maggiore incidenza riguarda la carcinosi peritoneale che, come detto, si origina a partire da altre formazioni neoplastiche. Purtroppo i tumori a carico del peritoneo sono frequentemente il segno della diffusione di metastasi dal momento che tipicamente questa condizione è causata da tumori (maligni) che si sono estesi (per propagazione o contiguità) attraverso il liquido peritoneale. Più precisamente quindi la carcinosi peritoneale è il termine con cui si identifica la diffusione di metastasi nel peritoneo.
  2. Carcinosi peritoneale: i sintomi della malattia

    Uno dei sintomi principali della carcinosi peritoneale è l’aumento del volume dell’addome dovuto alla raccolta di liquido nella cavità peritoneale (ascite); tra i vari sintomi abbiamo anche diversi tipi di disturbi addominali aspecifici e che in assenza di altri segnali potrebbero facilmente essere sottovalutati come ad esempio disturbi digestivi, sensazione di gonfiore addominale e pesantezza. Diverso invece il discorso per i disturbi del transito intestinale, in questi casi eventi di occlusione o sub-occlusione intestinale sono tra i sintomi più comunemente riconducibili a una diagnosi di tumore. In realtà, dato che (come accennato) la carcinosi peritoneale è molto spesso il segno che siamo già in presenza della diffusione di metastasi, prima che i sintomi di una carcinosi peritoneale sarebbe utile cogliere i sintomi del tumore che l’ha originata, cosa che ovviamente non sempre è possibile, ma che ci allerta ancora una volta sull’importanza di non sottovalutare determinate condizioni che potrebbero invece favorire, se tempestivamente riferite al medico di fiducia, una diagnosi precoce delle patologie neoplastiche.
  3. Diagnosi della carcinosi peritoneale

    Lo strumento diagnostico più efficace per identificare una carcinosi peritoneale è la tac, la quale permette di evidenziare la presenza di noduli peritoneali e consente di comprendere se siamo in presenza di lesioni metastatiche al livello del fegato o dei polmoni; un esame citologico del liquido peritoneale può permettere di rilevare la presenza di cellule tumorali ma non consente di comprenderne il tessuto d’origine. Tra gli esami complementari utili per una diagnosi più accurata della carcinosi peritoneale abbiamo poi la tomografia ad emissione di positroni mentre il ricorso alla laparoscopia (cioè l’introduzione di una microcamera nella cavità addominale) si rende necessario solo qualora i precedenti esami diagnostici non abbiano fornito risposte sufficientemente chiare o qualora si renda necessario l’asportazione di un piccolo campione di tessuto da analizzare al microscopio (esame istologico)
  4. Cura e trattamento della carcinosi peritoneale

    Fino a qualche anno fa la carcinosi peritoneale veniva considerata praticamente impossibile da curare, intervenire chirurgicamente non era infatti possibile e questo tipo di tumore risponde male ai trattamenti chemioterapici; oggi invece la combinazione di due tecniche in particolare offre una speranza di cura ai pazienti affetti da carcinosi peritoneale cosa che rappresenta un enorme passo in avanti rispetto a solo pochi anni fa. Attualmente l’approccio terapeutico più incisivo contro la carcinosi peritoneale prevede sia l’asportazione chirurgica del tumore (peritonectomia) sia il ricorso, immediatamente, dopo alla chemioterapia intraperitoneale; più precisamente la peritonectomia è una tecnica chirurgica che consiste nel rimuovere l’organo colpito e nell’asportare tutti gli agglomerati di cellule  tumorali. A questa procedura (chirurgica) segue quindi la chemioterapia intraperitoneale, una tecnica che consiste nel pompare una soluzione farmacologica (chemioterapica) ad una temperatura di circa 40° nella cavità addominale realizzando così un vero e proprio lavaggio della stessa. La durata di questa procedura è di circa 90 minuti, durante i quali la soluzione farmacologica viene iniettata con un flusso  orientativamente di mezzo litro al minuto. A questo primo “lavaggio” segue poi tipicamente un secondo “lavaggio” manuale della cavità addominale (ovviamente dopo aver aspirato la soluzione farmacologica precedentemente iniettata) attraverso un nuovo intervento chirurgico che mira a eliminare i coaguli di sangue ed i frammenti residui.
  5. Carcinosi peritoneale: epidemiologia

    Sostanzialmente la carcinosi peritoneale rappresenta uno dei maggiori rischi per i pazienti che hanno già sviluppato un carcinoma; si stima che almeno il 10% dei pazienti con carcinoma del colon presenti carcinosi peritoneale al momento della diagnosi, percentuale che cresce fino al 35% in caso di recidiva. Ancora peggiore la situazione relativa al carcinoma dell’ovaio (III e IV stadio) in cui si stima che almeno il 75% delle pazienti presenti carcinosi peritoneale. In fine per quanto riguarda il carcinoma gastrico si stima che questa neoplasia conduca ad una carcinosi peritoneale nel 35/50% dei casi.

Come prevenire il rischio di carcinosi peritoneale

Dato che come abbiamo avuto modo di accennare ripetutamente nel corso di questo post la carcinosi peritoneale è una neoplasia che si sviluppa frequentemente in concomitanza con un carcinoma che colpisca altri organi (colon, ovaio, etc) risulta ancora più ovvio che i metodi per prevenire questa patologia sono grosso modo gli stessi che abbiamo avuto modo di elencare in altri post sul tema. Dato che tra i tumori che possono provocare la carcinosi peritoneale abbiamo quelli a carico del tratto gastrointestinale (colon, retto, etc) una delle prime armi di difesa contro queste patologie è ovviamente una sana e corretta alimentazione. Sappiamo inoltre molto bene come i nostri stili di vita (quando non sani) favoriscono l’insorgenza delle neoplasie, la lotta per la prevenzione dei tumori (di tutti i tumori) è legata a doppio filo con la nostra quotidianità; avere una sana alimentazione, fare sport, aver cura del proprio benessere psico-fisico sono tutte abitudini che contribuiscono in maniera importante nella prevenzione di questo genere di patologie.

Tumore del peritoneo: tasso di sopravvivenza della carcinosi peritoneale

Come abbiamo avuto modo di accennare in uno dei primi paragrafi di questo post fino a pochi anni fa l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da carcinosi peritoneale era estremamente bassa; questo tumore non era considerato operabile e soprattutto non rispondeva ai trattamenti chemioterapici. Oggi però grazie alle nuove tecniche introdotte ed in particolar modo grazie alla chemioterapia intraperitonale l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da carcinosi peritoneale è raddoppiata e, in alcuni casi, persino triplicata. Mentre quindi una volta una diagnosi di carcinosi peritoneale non lasciava praticamente nessuna speranza al paziente, oggi non solo è possibile trattare questa neoplasia ma è possibile farlo in maniera tale da arrivare anche a triplicare l’aspettativa di vita del paziente.

Centri specializzati nella cura della carcinosi peritoneale

Dato che le tecniche che abbiamo provato a descrivere in questo post per trattare la carcinosi peritoneale sono al contempo tanto innovative quanto complicate (e costose) non tutte le strutture sanitarie in Italia sono in grado di erogare questo tipo di prestazioni; in particolare la chemioterapia intraperitoneale richiede l’intervento di diverse figure professionali contemporaneamente, parliamo di un intervento particolarmente lungo (che può superare le 12 ore di durata) e complicato. Avremmo voluto includere un link a un sito di riferimento per questo tipo di trattamento o quantomeno includere una lista dei centri italiani che sono in grado di erogare questo genere di prestazione, tuttavia abbiamo faticato a trovare questo genere di informazioni su internet, qualora avessi bisogno di questo genere di informazioni ti consigliamo di fare riferimento alle AUSL dislocate sul tuo territorio

Carcinosi peritoneale: conclusioni

La carcinosi peritoneale è un tumore che spesso segnala la presenza di metastasi sviluppatesi a partire da un carcinoma che ha colpito uno degli organi della cavità addominale (colon, retto, ovaio, etc) o no (mammella, pelle); si tratta di una neoplasia particolarmente complicata da trattare e che fino qualche hanno fa non aveva quasi nessuna possibilità di cura. Oggi sono state messe a punto tecniche adeguate per trattare anche questo tipo di tumore, tanto che l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da carcinosi peritoneale è più che raddoppiata nel giro di pochi anni.

Hai trovato utile questo post sulla carcinosi peritoneale?
Condividilo sui social network
Unadieta.It © 2016 Tutti i diritti riservati | PIva 02992130738 | REA TA184606