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Recessione gengiviale: cause, sintomi e cura delle gengive ritirate


Recessione gengiviale: cause, sintomi e cura delle gengive ritirateQuella della recessione gengivale è un problema abbastanza comune soprattutto man mano che passano gli anni, ciò non vuol dire però che sia inevitabile, come vedremo in questo post è infatti abbastanza semplice prevenire questo tipo di disturbo. Le gengive ritirate sono in ogni caso un problema che non deve essere trascurato, oltre agli scompensi di carattere meramente estetico, infatti, trascurare il fatto di avere delle gengive che si ritirano può portare, alla lunga, anche alla caduta stessa dei denti (ed in quel caso come vedremo si sarà costretti a ricorrere a trattamenti radicali, come ad esempio gli impianti dentali). Nei prossimi paragrafi tenteremo di capire meglio che cos’è la recessione gengivale, quali sono le cause e i sintomi di questo disturbo, come è possibile curare le gengive che si ritirano e ancora molte altre informazioni utili.

Che cos’è la recessione gengivale

Quando la gengive si ritirano dalla loro sede naturale arrivando a scoprire il colletto dentale (ritirandosi quindi verso la radice del dente) si parla di retrazione, o recessione, gengivale; avremo modo di vedere più nel dettaglio quali sono le cause e i sintomi della recessione gengivale nei prossimi paragrafi, per adesso ci limitiamo ad evidenziare come questo tipo di disturbo non si manifesti in maniera improvvisa, si tratta quindi di una condizione cronica che, aggravandosi nel tempo, può arrivare, come accennato, a provocare la caduta dei denti (tipicamente canini e premolari che sono quelli più tipicamente coinvolti da questo tipo di disturbo) e rendere necessario ricorrere a trattamenti anche particolarmente costosi (come nel caso degli impianti dentali).

Gengive ritirate: informazioni generali

Fin qui abbiamo avuto modo di capire che cosa si intende per recessione gengivale (o retrazione), abbiamo anche accennato di come questa sia una condizione che riguardi un gran numero di italiani (specie dopo i 40 anni di età) ed evidenziato che, nonostante questo, quello delle gengive ritirate rimane un problema per certi versi banale e facile da prevenire adottando alcune piccole abitudini (che avremo modo di descrivere dettagliatamente nei prossimi paragrafi). Adesso entriamo quindi nel vivo di questo post e scopriamo insieme cause, sintomi e trattamenti possibili contro la recessione gengivale

  1. Perché le gengive si ritirano: le cause della recessione gengivale

    Le cause della recessione gengivale sono molteplici e, molto spesso, concorrono più fattori che, tutti insieme, contribuiscono a far ritirare le gengive; come per la maggior parte delle patologie a carico del cavo orale una delle principali cause della recessione gengivale è la cattiva igiene orale. In particolare sembra dimostrato come questo tipo di disturbo sia correlato all’uso di spazzolini a setole dure (non solo quindi un problema di scarsa o cattiva igiene orale ma anche una scelta errata dello spazzolino). Oltre a questo tipo di causa (che rientra nel campo delle abitudini e stili di vita) ve ne sono delle altre che possono essere ricondotte alla presenza di patologie pregresse o a condizioni di carattere fisiologico; per quanto riguarda le patologie correlate alla recessione gengivale segnaliamo ovviamente la parodontite ma anche le gengiviti in generale, il bruxismo (cioè il fatto di digrignare i denti nel sonno) e i disordini alimentali (come ad esempio la bulimia, ma anche la carenza cronica di vitamina C a sua volta correlata a scorbuto); per quanto riguarda le condizioni fisiologiche che possono favorire la recessione gengivale si segnalano principalmente le malocclusioni, lo spostamento dei denti o comunque un errato posizionamento degli stessi (in pratica in caso di denti storti).
  2. Sintomi della recessione gengivale

    Tra i principali sintomi della retrazione delle gengive abbiamo sicuramente la sensibilità dentinale, questo avviene perché la gengiva, ritirandosi, scopre i colletti dentali e questa progressiva denudazione degli stessi favorisce una maggiore sensibilità (col dolore che ne consegue, ad esempio, se si ingeriscono cibi particolarmente caldi o freddi). La recessione gengivale favorisce inoltre l’accumulo di placca e tartaro (facile quindi che insorga anche un problema di alitosi) cosa che quindi non deve essere sottovalutata, dal momento che potrebbe non essere sufficiente la normale ablazione del tartaro per risolvere il problema. Frequentemente le gengive sono quindi doloranti e tendono a sanguinare facilmente durante l’igiene orale, quando la retrazione gengivale si trova poi agli stadi più avanzati i denti appaiono fragili, mobili e prossimi a cadere.
  3. Rischi e complicazioni correlati alle gengive ritirate

    Oltre all’infiammazione cronica delle gengive il principale rischio della recessione gengivale consiste nella perdita dei denti; si tratta di un rischio molto concreto qualora non si provvedesse in maniera opportuna e tempestiva a trattare il problema delle gengive ritirate; dato che spesso questo tipo di disturbo si presenta, ai suoi esordi, in maniera assolutamente asintomatica è fondamentale seguire tutte quelle strategie di prevenzione che avremo modo di approfondire in uno dei prossimi paragrafi e che consentono in maniera efficace di scongiurare il rischio di recessione gengivale.
  4. Come si diagnostica la retrazione delle gengive

    Normalmente è sufficiente una normale visita del dentista di fiducia per riscontrare un problema di recessione gengivale, il medico si accorge infatti abbastanza facilmente (specie nei casi già avanzati) del fatto che le gengive si sono ritirate anche perché l’estetica del dente ne risulta sensibilmente alterata sia perché i denti appaiono allungati ma anche per la differenza cromatica che inizia a sussistere nel momento in cui si denuda quella parte del dente (il colletto) che normalmente dovrebbe essere coperta dalla gengiva.
  5. Recessione gengivale: cura e trattamento delle gengive ritirate

    Esistono due tipi di trattamenti contro la retrazione gengivale, il primo (meno radicale) consiste, laddove sia ovviamente possibile, in un intervento di chirurgia gengivale che si basa sull’autotrapianto del tessuto molle della gengiva allo scopo di ricostruire (chirurgicamente) la conformazione naturale della gengiva; questo tipo di procedura non sempre è possibile (specie nei casi particolarmente avanzati di recessione gengivale), l’alternativa consiste quindi nel ricorrere agli impianti dentali, i denti maggiormente coinvolti dalla retrazione delle gengive vengono quindi estratti e sostituiti da impianti.

Gengive ritirate: quando ricorrere al medico

Come ribadiamo ogni volta che ci occupiamo della salute del cavo orale il ricorso al medico, cioè in pratica al dentista di fiducia, è consigliato sempre, non solo in caso di gengive ritirate; come riportato da tutte le linee guida sulla salute, infatti, è fondamentale visitare il proprio dentista di fiducia almeno due volte l’anno, al fine di poter constatare in maniera tempestiva un eventuale condizione patologica e per rimuovere attraverso una pulizia professionale gli eventuali accumuli di placca e di tartaro. Vero è che il ricorso al dentista è certamente dispendioso, ma altrettanto vero che, oltre a una corretta igiene orale, il rispetto delle canoniche visite di routine è in realtà un investimento sulla nostra salute che ci permette anche di risparmiare, nel lungo periodo, su interventi ben più onerosi che inevitabilmente ci troveremmo ad affrontare se decidiamo di non rispettare queste semplici indicazioni.

Come prevenire la retrazione gengivale

Il miglior modo per prevenire le gengive che si ritirano è un’accurata igiene orale quotidiana, le raccomandazioni quindi sono sempre le stesse, uso abituale del filo interdentale e del collutorio, scelta oculata dello spazzolino (che non deve mai essere a setole dure come abbiamo avuto modo di vedere in uno dei paragrafi precedenti) e ovviamente appuntamenti annuali col dentista di fiducia. Bastano queste piccole accortezze per liberarsi del rischio della recessione gengivale.

Recessione gengivale: cosa fare in caso di gengive ritirate

La prima cosa da fare in caso si dovesse avere il sospetto che le proprie gengive si stiano ritirando è ovviamente contattare quanto prima il proprio dentista di fiducia; sarà quindi il dentista a valutare il miglior modo di procedere e a dare tutti i consigli, sulla base delle specificità di ogni singolo paziente, che sono necessari per porre rimedio a questo tipo di problema.

Gengive ritirate: conclusioni sulla recessione gengivale

La recessione gengivale, o retrazione gengivale, è una condizione patologica che si manifesta quando le gengive si ritirano dalla loro sede naturale arrivando a scoprire il colletto dentale; le cause per cui questo succede possono essere molteplici, tipicamente contribuiscono in maniera rilevante a far ritirare le gengive una cattiva igiene orale e processi infiammatori trascurati a carico delle gengive stesse (le gengiviti quindi). La recessione gengivale oltre a sensibilità dentinale, un peggioramento dell’estetica (col disagio psicologico che ne consegue) può provocare lo spostamento dei denti, l’accumulo di placca e tartaro (con conseguente alitosi) e, se non opportunamente trattata, può portare persino alla perdita dei denti. I trattamenti impiegati per trattare i casi più gravi di gengive ritirate sono o l’autotrapianto di gengiva (che punta a ripristinare la conformazione naturale delle gengive intervenendo in maniera chirurgica) oppure, nei casi più gravi, può rivelarsi necessario estrarre il dente e sostituirlo con un impianto.

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