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Parodontopatia: cause, sintomi, rimedi e classificazioni delle parodontopatie


Parodontopatia: cause, sintomi, rimedi e classificazioni delle parodontopatieLa parodontopatia (o malattia parodontale) è, tra i vari disturbi che possono colpire il cavo orale, uno dei più complicati da trattare e certamente tra i più rilevanti; si tratta di una patologia abbastanza diffusa tra la popolazione italiana e questo nonostante, come vedremo più avanti, bastino in realtà alcune piccole accortezze me riuscire a prevenire in maniera efficace il rischio di insorgenza di una parodontopatia. In questo post tenteremo di capire insieme che cosa significa questa parola, quali sono le cause e i sintomi di questo disturbo, come viene curato e, ovviamente, tenteremo di dare ancora altre informazioni utili per capire meglio che cos’è una parodontopatia.

Che cos’è una parodontopatia

Il termine parodontopatia indica semplicemente una patologia del parodonto (ossia del complesso di strutture anatomiche che sostengono il dente e che comprende la corticale alveolare, il periodonto, il cemento e la gengiva); dato che la parodontopatia aggredisce, come detto, le strutture che servono a sostenere il dente risulta abbastanza intuitivo come la compromissione di questo tipo di tessuti possa portare, se trascurata, alla perdita dei denti stessi (che è poi la principale conseguenza della parodontopatia, come vedremo meglio nel paragrafo dedicato alle complicazioni di questo disturbo)

Parodontopatia: informazioni generali

Adesso che abbiamo capito meglio che cosa significa parodontopatia possiamo entrare nel vivo di questo post e provare a comprendere insieme quali sono le cause, i sintomi, le cure possibili contro questa patologia; ricordiamo sin da ora che il ricorso al dentista di fiducia per trattare una parodontopatia è indispensabile, come avremo modo di spiegare più nel dettaglio in uno dei prossimi paragrafi, meglio evitare il fai da te quando siamo di fronte ad una parodontopatia

  1. Le cause della parodontopatia

    La principale causa della parodontopatia è senza dubbio una cattiva o comunque insufficiente igiene orale; la formazione e l’accumulo di placca, infatti, favorisce la proliferazione batterica alimentando quindi i processi infiammatori cronici a carico delle gengive (gengiviti) che rappresentano i primissimi esordi di una parodontopatia. Bisogna infatti considerare che per sviluppare una parodontopatia occorre molto tempo, il deterioramento delle strutture che sostengono il dente non avviene in un giorno o in una settimana, richiede anzi anni, tipicamente quindi una parodontopatia può esordire come una semplice gengivite che, non essendo adeguatamente curata, nel tempo, degenera, compromettendo anche i tessuti adiacenti e sfociando in fine in una vera e propria parodontopatia. Ovviamente tra le cause della parodontopatia abbiamo anche gli stili di vita scorretti, è indubbio ad esempio che il fumo di sigaretta favorisca l’insorgenza di questo tipo di disturbo.
  2. Paradontopatia: i sintomi più comuni

    Uno dei principali sintomi della parodontopatia è sicuramente il sanguinamento gengivale che, tipicamente, si può manifestare mentre si lavano i denti (a causa dello sfregamento dello spazzolino) ma anche semplicemente masticando o addentando un cibo; occorre rimarcare che la parodontopatia risulta spesso priva di sintomi, fenomeni come dolore, ascessi e mobilità dei denti compaiono infatti solo quando la parodontopatia si trova ad uno stadio già avanzato. Il sanguinamento delle gengive, invece, è uno dei pochi sintomi di una parodontopatia che ci permette una diagnosi tempestiva di questo disturbo, episodi di sanguinamento ricorrenti andrebbero quindi immediatamente segnalati al proprio dentista di fiducia per poter affrontare la questione in maniera tempestiva. Un altro sintomo che può segnalare precocemente l’insorgenza di una parodontite, ma che viene purtroppo spesso ignorato da chi soffre di questo disturbo, è la sensibilità dentinale; questo avviene perchè nella malattia parodontale le gengive tendono a ritirarsi, scoprendo il colletto dentale e favorendo quindi un’ipersensibilità che si manifesta, ad esempio, quando si beve una bibita ghiacciata.
  3. Come si diagnostica una parodontopatia

    Tipicamente il dentista riesce a diagnosticare abbastanza facilmente una parodontopatia (specie se ad uno stadio già evoluto) attraverso una semplice visita ambulatoriale; l’accumulo di placca e di tartaro, le gengive infiammate o peggio ancora ritirate, sono tutti particolari che indicano la presenza di una parodontopatia. Non è infrequente che il dentista possa richiedere comunque alcuni particolari esami aggiuntivi (come ad esempio una panoramica) per avere un punto di vista più completo sulle condizioni del paziente, ma in linea di massima, come detto, per diagnosticare una parodontopatia può essere sufficiente anche solo una prima visita.
  4. Parodontopatia: quando rivolgersi al dentista

    Al dentista bisognerebbe rivolgersi sempre, non solo in caso di parodontopatia, come segnalato per altro da tutte le linee guida per la salute è fondamentale incontrare abitualmente il proprio dentista, almeno due volte l’anno, sia per le pulizie di routine ma anche per monitorare in maniera costante la salute del nostro cavo orale. Il fatto di rivolgersi al dentista, poi, in caso di parodontite diventa ancora più urgente, ricordiamo infatti che questa patologia è tutt’altro che banale e che può condurre, se trascurata, alla perdita dei denti con tutti i danni che ne conseguono.
  5. Come si cura una parodontopatia

    La cura contro una parodontopatia dipende dallo stadio in cui la patologia si trova; se la parodontopatia non è ancora arrivata agli stadi più importanti è possibile procedere con una polizia professionale dei denti, eliminando gli accumuli di placca e tartaro e ripulendo le tasche gengivali che saranno colonizzate da batteri; se le gengive risultano compromesse a tal punto da non poter essere rigenerate si può procedere con una tecnica chirurgica che prevede l’autotrapianto della gengiva. Solo nei casi più gravi, in fine, si rende necessaria l’estrazione del dente, in questi casi si dovrà poi sostituirlo con un impianto dentale; come probabilmente avrai intuito, quindi, più la parodontopatia si aggrava più le cure diventano incisive e costose anche (gli impianti dentali non sono esattamente economici), meglio quindi, molto meglio, rivolgersi tempestivamente al dentista per scongiurare il rischio che una gengivite, trascurata, possa degenerare a tal punto da provocare una parodontopatia.

Parodontopatia: le classificazioni

Esistono diverse tipologie di classificazioni per identificare la parodontopatia, non tutte le classificazioni risultano però ugualmente precise e adeguate allo scopo; la classificazione ad oggi più largamente impiegata per definire la malattia parodontale suddivide questa patologia in tre “classi”: la parodontopatia cronica (è la forma che presenta più rischi per i tabagisti in quanto il sintomo principale, cioè il sanguinamento, è inibito dal fumo), la parodontopatia aggressiva (si tratta di parodontopatie piuttosto rare, che evolvono in maniera particolarmente rapida, anche in questo caso il fumo rappresenta un fattore di rischio ma non così rilevante come nel caso della forma cronica) e la parodontopatia ulcero-necrotica (si tratta di una forma comunemente correlata alla presenza di patologie

Prevenzione delle parodontopatie

Il miglior modo per prevenire la parodontopatia è avere una corretta igiene orale quotidiana; non solo lavarsi i denti quindi, ma usare abitualmente il filo interdentale e il collutorio oltre che, ovviamente, la scelta di uno spazzolino adeguato (ricordiamo infatti che gli spazzolini a setole dure possono favorire la recessione gengivale e, conseguentemente, anche una parodontopatia). Altra cosa da non trascurare per una prevenzione efficace della parodontopatia è ovviamente quella di sottoporsi alle visite di routine del proprio dentista di fiducia, attraverso la pulizia professionale, infatti, è possibile evitare gli accumuli di placca e di tartaro che sono la condizione accessoria all’insorgenza di una parodontopatia

Rischi e complicazioni della parodontopatia

Il principale rischio correlato alla parodontopatia è la perdita dei denti; questo tipo di complicazione diventa sempre più probabile quanto più si trascura il disturbo. Ovviamente ricorrendo al proprio dentista di fiducia è possibile scongiurare il rischio di perdere i denti in seguito ad una parodontopatia, ma è fondamentale agire in maniera tempestiva, per evitare che il disturbo si aggravi, e soprattutto seguire tutti i consigli che il dentista darà relativamente ad una corretta igiene orale.

Parodontopatia: conclusioni

La parodontopatia è un disturbo cronico-degenerativo che colpisce le strutture anatomiche che sostengono il dente; solitamente la parodontopatia si presenta come una gengivite che, non essendo opportunamente trattata, degenera fino a provocare la perdita dei denti (che rappresenta la maggiore complicazione di questa patologia). E’ possibile prevenire il rischio di parodontopatia attraverso una corretta igiene orale e ricorrendo alle visite periodiche del dentista dal momento che questo tipo di disturbo è favorito proprio dagli accumuli di placca e di tartaro.

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