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Epitrocleite: cause, sintomi e cura dell’ epitrocleite


Epitrocleite: cause, sintomi e cura dell’ epitrocleiteL’ epitrocleite è un disturbo non particolarmente diffuso e che spesso viene confuso con l’epicondilite (anche detta gomito del tennista); si tratta in entrambi i casi di entesopatie (cioè alterazioni artritiche dell’intersezione tra un tendine e un legamento), ma i due termini non indicano la stessa patologia (per le differenze tra epitrocleite ed epicondilite ti rimandiamo alla lettura di uno dei paragrafi successivi). In questo post tenteremo quindi di capire meglio quali sono le cause, i sintomi e soprattutto le cure più efficaci contro questo tipo di disturbo.

Che cos’è l'epitrocleite

Come accennato nell’introduzione di questo post l’ epitrocleite è una entensopatia, più precisamente l’ epitrocleite è una sindrome dolorosa scatenata da processi di sovraccarico funzionale a danno dei tendini dei muscoli epitrocleari; entrando più nel dettaglio possiamo iniziare a dire che l’ epitrocleite non andrebbe definita semplicemente come una “tendinite” per il semplice motivo che con questo termine si identificano esclusivamente i processi infiammatori a carico dei tendini, perciò è più opportuno l’uso della parola “tendinosi” che indica invece più genericamente lesioni e traumi a danno di un tendine.

Epitrocleite: informazioni generali

Fin qui abbiamo tentato di dare una definizione che fosse il più possibile accurata del disturbo denominato epitrocleite, nei prossimi paragrafi entreremo quindi nel vivo di questo post provando ad illustrare le cause, i sintomi, la diagnosi e i possibili trattamenti di questo tipo di disturbo. Più avanti avremo anche modo di approfondire altri aspetti, come ad esempio la differenza tra epitrocleite e epicondilite (o gomito del golfista), come sia possibile prevenire questo disturbo e tenteremo ancora di fornire molte altre informazioni utili per conoscere e comprendere meglio questa patologia

  1. Le cause dell’ epitrocleite

    La principale causa dell’epitrocleite è l’attività sportiva, come abbiamo avuto modo di accennare, infatti, i danni a carico dei muscoli epitrocleari (e dei relativi tendini) è tipicamente di tipo funzionale, questo significa, molto semplicemente, che si tratta di uno di quei danni articolari tipicamente correlati al fatto di ripetere continuamente lo stesso gesto atletico. Tuttavia i traumi o le lesioni in questione possono avere cause anche differenti dall’attività sportiva ed essere il risultato, per esempio, di incidenti di vario tipo o natura.
  2. Epitrocleite: i sintomi principali

    Il principale sintomo dell’ epitrocleite è ovviamente il dolore con tutti i problemi di mobilità che ne conseguono; è infatti abbastanza intuitivo come una sindrome dolorosa di questo tipo possa arrivare a costituire un vero e proprio deficit motorio per l’arto colpito. Più nel dettaglio il dolore colpisce la parte mediale del gomito per cui si irradia al flessore radiale, a quello ulnare del carpo e al flessore palmare lungo.
  3. Come si diagnostica un caso di epitrocleite

    La diagnosi dell’ epitrocleite avviene tipicamente sulla base dell’osservazione dei sintomi da parte del medico di fiducia il quale normalmente chiede al paziente di compiere determinati movimenti che, in caso di epitrocleite, finiscono immancabilmente per suscitare dolore nel paziente stesso. Oltre a questi strumenti di diagnosi tipicamente clinica, ovviamente, ve ne sono altri (come ad esempio gli esami radiografici) che vengono però richieste più che altro per escludere altre lesioni o possibili traumi come possibile causa della sindrome dolorosa.
  4. Epitrocleite: quando rivolgersi al medico

    Come per qualunque altra patologia anche in caso di epitrocleite sarebbe opportuno rivolgersi al medico di fiducia sin dall’esordio dei primissimi sintomi; ovviamente può capitare che si ricolleghi il dolore a fattori di natura differente (come ad esempio una banale botta), in questi casi è più che naturale aspettare qualche giorno per vedere se il dolore passa da solo, tuttavia è fondamentale evitare di attendere troppo a lungo e soprattutto di sostituire il ricorso al medico con l’assunzione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori da banco. L’approccio fai da te in questo tipo di disturbi risulta assolutamente fallimentare, se quindi dovessi notare che il tuo dolore al gomito non passa da solo entro un massimo di un paio di giorni rivolgiti immediatamente al tuo medico curante.
  5. Cura e trattamento dell’ epitrocleite

    L’ epitrocleite, soprattutto nelle forme più lievi, si basa sul trattamento dei sintomi, quindi prevede tipicamente un approccio farmacologico (così detto di tipo conservativo) sulla base della somministrazione di farmaci antinfiammatori, crioterapia (cioè uso topico del ghiaccio) e ultrasuoni (nei casi più importanti).  Vi sono tuttavia casi in cui il danno ai tendini coinvolti risulta così rilevante da non poter essere trattato con questa metodologia e richiede per tanto soluzioni più invasive; qualora quindi un problema di epitrocleite non regredisse entro un periodo di circa 12 mesi, nonostante i vari trattamenti posti in essere, si procederà in maniera chirurgica per riparare il danno ai tessuti. A questo tipo di intervento, come dovrebbe essere abbastanza intuitivo, segue ovviamente un periodo di riabilitazione più o meno lungo teso al completo recupero della capacità motoria

Differenza tra epitrocleite e epicondilite

Come abbiamo avuto modo di accennare anche se i termini epitrocleite e epicondilite sono spesso usati come sinonimi o, peggio ancora, identificati entrambi col nome “volgare” di gomito del golfista, si tratta in realtà di due disturbi differenti (anche se hanno cause e sintomi abbastanza simili). Più specificatamente nell’epitrocleite il paziente avverte il dolore al livello del compartimento mediale (questo vuol dire che il disturbo colpisce i muscoli flessori del polso e delle dita) mentre nell’epicondilite il dolore è avvertito a livello del compartimento laterale (colpisce quindi i muscoli estensori del polso e delle dita). In definitiva possiamo quindi dire che la differenza tra epitrocleite e epicondilite (al netto dell’incidenza, la prima risulta infatti meno diffusa della seconda) sta nei muscoli che vengono colpiti, se l’epicondilite riguarda i muscoli estensori, infatti, l’epitrocleite riguarda invece i muscoli flessori (in entrambi i casi sia del polso che delle dita).

Come prevenire l’ epitrocleite

Per prevenire l’epitrocleite è fondamentale per prima cosa avere consapevolezza dei propri limiti nella pratica sportiva, come molti altri infortuni simili, infatti, anche l’epitrocleite trova una delle sue maggiori cause nell’abitudine che molti hanno di strafare nella pratica sportiva. Risulta quindi intuitivo come per evitare questo tipo di infortuni possano essere particolarmente utili gli esercizi di ginnastica propriocettiva che migliorano la consapevolezza durante il gesto atletico e prevengono così quindi non l’epitrocleite ma un gran numero di infortuni.

Rischi e complicazioni dell’ epitrocleite

Come abbiamo detto nel paragrafo relativo alla cura dell’ epitrocleite si tratta di un disturbo curabile in molti modi differenti e che può essere trattato efficacemente in maniera non invasiva a patto che venga diagnosticato tempestivamente; quando questo non dovesse accadere, infatti, le complicazioni e le conseguenze di questa patologia sono tutt’altro che trascurabili, come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza il dolore cronico correlato all’ epitrocleite può provocare deficit motorio anche rilevante e l’impossibilità quindi di muovere naturalmente l’arto colpito. Il fatto che anche se trascurata l’ epitrocleite possa essere comunque trattata in maniera efficace non deve però essere motivo di lassismo da parte di chi avesse il dubbio di avere questo tipo di problema, dal momento che il trattamento chirurgico di questa patologia, per quanto risolutivo sia, resta comunque discretamente invasivo per il paziente e richiede uno sforzo maggiore in sede di riabilitazione per recuperare pienamente la capacità motoria dell’arto, tutti contrattempi che possono essere tranquillamente evitati nel momento in cui l’ epitrocleite venisse diagnosticata in maniera tempestiva

Epitrocleite: conclusioni

L’ epitrocleite è una tendinosi tipicamente correlata a sovraccarico funzionale dei muscoli flessori del polso e delle dita, da non confondersi col gomito del tennista (epicondilite) che colpisce invece i muscoli estensori; il principale sintomo di questo disturbo è il dolore, per cui si definisce più accuratamente l’ epitrocleite non tanto come una vera patologia quanto come una sindrome dolorosa. I trattamenti sono molteplici e variano in base alla gravità del disturbo, dall’uso di farmaci antinfiammatori fino ad arrivare alla chirurgia (che risulta il solo approccio realmente risolutivo per i casi ormai cronicizzati).

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