ALIMENTAZIONE
FITNESS
SALUTE
WELLNESS
FOOD

Tachicardia parossistica: cause, sintomi e cura della tachicardia parossistica


Tachicardia parossistica: cause, sintomi e cura della tachicardia parossisticaLa tachicardia parossistica è un disturbo che ha una bassa incidenza tra la popolazione (parliamo di meno di due casi ogni mille persone), è quindi possibile stimare in maniera approssimativa che nel nostro paese poco meno di centomila persone soffrano di tachicardia parossistica; nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare nel vivo di questo post e proveremo a dare una definizione semplice di cosa sia la tachicardia parossistica, oltre che spiegare le cause e i sintomi attraverso cui questo disturbo si manifesta, le cure e i trattamenti oggi più impiegati per contrastare questa patologia e illustrare quale sia la differenza tra tachicardia parossistica ventricolare e paraventricolare

Che cos’è la tachicardia parossistica

La tachicardia parossistica è sostanzialmente un’aritmia; l’aritmia è un disturbo cardiaco caratterizzato da un’alterazione nel battito del cuore, quando questa anomalia si presenta con una riduzione rispetto al battito normale parleremo di bradicardia mentre, al contrario, se siamo di fronte ad un aumento rispetto al normale battito cardiaco parleremo di tachicardia. Esistono in realtà diverse forme di tachicardia (denominate differentemente in base al particolare anatomico che causa l’aritmia), noi in questo post ci occuperemo però esclusivamente della tachicardia parossistica, provando ad esplorarne cause, sintomi e possibili trattamenti contro questo disturbo caratterizzato, rispetto alle altre forme di tachicardia, dalla comparsa repentina dell’aritmia.

Tachicardia parossistica: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dare una definizione molto generica del termine tachicardia omettendo di definire cosa si intenda per tachicardia parossistica; iniziamo quindi subito col dire che questo disturbo (noto, tra le altre cose, come sindrome di Bouveret-Hoffmann) viene definito anche (in gergo medico) tachicardia da rientro del nodo atrioventricolare proprio perché l’aritmia è causata dal fatto che a dettare l’ordine di impulso alla contrazione cardiaca non è (come dovrebbe invece essere) il nodo senoatriale (normalmente definito come “centro segnapassi dominante” essendo il particolare anatomico responsabile della normale frequenza cardiaca) ma bensì il nodo atrioventricolare (da qui quindi deriva la definizione di tachicardia parossistica come "tachicardia da rientro del nodo atrioventricolare”). Nei prossimi paragrafi entreremo finalmente nel vivo di questo post e proveremo a definire insieme cause, sintomi e trattamenti possibili contro la tachicardia parossistica

  1. Le cause della tachicardia parossistica

    Le cause della tachicardia parossistica possono essere di diversa natura, ve ne sono alcune che possiamo definire di carattere fisiologico (quindi sostanzialmente “naturali” e non patologiche) mentre in altre circostanze la tachicardia parossistica risulta correlata a una patologia pregressa. Tra le cause che possiamo definire fisiologiche di tachicardia parossistica abbiamo l’esercizio fisico, durante il quale può verificarsi un’aritmia di questo tipo, ma anche stati emotivi particolarmente intensi (non è infrequente in questo senso riscontrare problemi di tachicardia parossistica tra i soggetti che soffrono di attacchi d’ansia); ancora causa di tachicardia parossistica possono essere alcuni squilibri ormonali (come durante il ciclo mestruale o durante la gravidanza) mentre pure non è infrequente questo tipo di aritmia nel periodo della prima infanzia (senza che questo arrivi a configurare un quadro patologico). Esistono poi tutta una serie di altri casi in cui la tachicardia parossistica si presenta come un sintomo correlato a una patologia pregressa, è questo il caso di diverse forme di cardiopatie (ischemiche, reumatiche e in alcuni casi congenite) oltre che di disturbi di carattere endocrinologo come nel caso dell’ipertiroidismo.
  2. Tachicardia parossistica: i sintomi principali

    I sintomi della tachicardia parossistica possono variare in maniera anche rilevante rispetto all’entità del disturbo; nella maggior parte dei casi, quelli cioè in cui l’aritmia si presenta in soggetti essenzialmente sani, i sintomi si riducono essenzialmente alla palpitazione cardiaca (aumentano cioè i battiti) e dispnea (alterazione nella frequenza della respirazione); nei casi in cui invece la tachicardia parossistica fosse correlata a patologie pregresse possiamo riscontrare una gamma più amplia di sintomi come ad esempio dolori toracici, vertigini, disturbi alla vista di diversa intensità e, nei casi più importanti, persino perdita di coscienza.
  3. Come si diagnostica un caso di tachicardia parossistica

    Come per qualunque altra aritmia anche in caso di tachicardia parossistica la visita cardiologica prevede, oltre che la normale anamnesi (fondamentale per consentire al medico di avere un quadro più completo) la misurazione del polso e l’elettrocardiogramma; ciò nonostante la diagnosi di tachicardia parossistica può risultare complicata perché spesso la tachicardia si presenta in maniera improvvisa e non è preventivabile, in questo senso può essere utile un ECG dinamico che consente di monitorare il paziente per un periodo massimo di 48 ore durante le sue attività quotidiane.
  4. Cura e trattamento della tachicardia parossistica

    Iniziamo subito col dire che è necessario curare la tachicardia parossistica solo qualora il disturbo si presenti in soggetti non sani, quando invece l’aritmia colpisce in seguito a sforzi fisici, emozioni o naturali sbalzi ormonali (si pensi ad esempio al ciclo mestruale) non è necessario intervenire in alcun modo; diverso ovviamente il discorso se la tachicardia parossistica si presenta a seguito di altre patologie, in questi casi si potrà intervenire (nei casi più lievi) per via farmacologica somministrando farmaci antiaritmiaci, beta-bloccanti o calcio-antagonisti (la scelta della classe di farmaco da impiegare spetta ovviamente al medico di fiducia), nei casi più rilevanti, invece, si può valutare di procedere chirurgicamente impiantando un pacemaker che, stimolando il muscolo cardiaco con piccole scariche elettriche, normalizzi il battito cardiaco o in maniera automatica (in questo caso il dispositivo riconosce l’episodio tachicardiaco e agisce autonomamente per risolverlo) o su comando del paziente stesso (pacemaker a controllo esterno).
  5. Rischi e complicazioni della tachicardia parossistica

    La tachicardia parossistica presenta rischi di complicazioni solo se insorge in soggetti non sani, in questi casi il rischio è quello di un’insufficienza cardiaca che, come accennato nel paragrafo dedicato ai sintomi della tachicardia parossistica, si manifesta con dolore toracico; possiamo dire a questo punto come la prevenzione giochi un ruolo fondamentale nel contrasto dei disturbi cardiaci, per questo motivo, specie dopo una certa età, è fondamentale avere un rapporto abituale col proprio medico di fiducia, sottoporsi a tutti i checkup periodici previsti dalle normale linee guida per la difesa della salute e preoccuparsi in definitiva di mantenere in buono stato il proprio cuore attraverso una sana alimentazione e la pratica abituale di sport (ovviamente in base ai propri limiti e alle proprie possibilità)

Tachicardia parossistica: quando rivolgersi al medico

Come accennato nel paragrafo precedente quando si parla di salute del cuore è sempre opportuno non sottovalutare eventuali sintomi, inclusi quelli relativi a un’eventuale tachicardia parossistica, soprattutto quando l’età inizia ormai ad avanzare. Lungi da noi voler suscitare panico nei nostri lettori, del resto non è che dovete catapultarvi al pronto soccorso in preda al terrore in caso si presentasse un episodio di tachicardia al termine magari di uno sforzo fisico intenso (o a seguito di una grossa emozione), ma indipendentemente dalla tachicardia è fondamentale avere percezione di quale sia lo stato di salute del proprio cuore anche per poter valutare al meglio quanto possano essere rilevanti determinati sintomi. Se sei consapevole di avere problemi cardiaci anche di lieve entità e dovessi notare un’alterazione nella frequenza cardiaca (un’aritmia in genere quindi, non necessariamente una tachicardia parossistica) o nella frequenza della respirazione (dispnea, in gergo medico) evita di perdere tempo e contatta immediatamente il tuo medico di fiducia.

Che cos’è la tachicardia parossistica ventricolare

Come abbiamo già avuto modo di spiegare nei casi di tachicardia parossistica il centro segnapassi dominante (cioè il particolare anatomico che detta la contrazione cardiaca al cuore) non è più il nodo senoatriale bensì, nei casi di tachicardia parossistica ventricolare (comunemente indicata con l’acronimo TPV) questo risulta localizzato a livello ventricolare (ecco quindi perché si classifica in questo modo)

Che cos’è la tachicardia parossistica sopraventricolare

La tachicardia parossistica sopraventricolare (comunemente indicata con l’acronimo TPSV), come dovrebbe ormai essere intuitivo rispetto al paragrafo precedente, identifica semplicemente tutti quei casi in cui il centro segnapassi dominante è localizzato a livello atriale

Tachicardia parossistica: conclusioni

La tachicardia parossistica è un’aritmia (alterazione del normale battito cardiaco) caratterizzata da un aumento delle pulsazioni repentino dovuto al fatto che il centro segnapassi dominante (cioè il particolare anatomico che ordina la contrazione cardiaca) passa dal nodo senoatriale a quello atrioventricolare. Questo disturbo si presenta frequentemente anche in soggetti sani, in questi casi non deve destare preoccupazioni di sorta, mentre per i pazienti in cui la tachicardia parossistica si presentasse come conseguenza di patologie pregresse è possibile intervenire per via farmacologica (nei casi meno rilevanti) o al limite chirurgicamente attraverso l’impianto di un pacemaker che può essere automatico (e quindi riconoscere la tachicardia e sanarla attraverso piccole scosse elettrica in maniera autonoma) o a comando esterno (in questo caso è il paziente che aziona le scosse in concomitanza dell’attacco di tachicardia parossistica)

Hai trovato utile questo post sulla tachicardia parossistica?
Condividilo sui social network
Unadieta.It © 2016 Tutti i diritti riservati | PIva 02992130738 | REA TA184606