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Ipovolemia: cause, sintomi e cura della ipovolemia assoluta e relativa


Ipovolemia: cause, sintomi e cura della ipovolemia assoluta e relativaL’ipovolemia è una condizione che, come vedremo nel corso di questo post, se non opportunamente e tempestivamente trattata può avere esiti anche fatali; anche se la parola ipovolemia può risultare oscura alla maggior parte dei nostri utenti in realtà comprendere in cosa consista questa condizione è certamente molto più facile che non per tanti altri disturbi che pure abbiamo avuto modo di trattare su queste pagine. Nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo di questo post e proveremo a definire insieme quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti più efficaci contro l’ ipovolemia oltre che ovviamente dare una definizione di questo disturbo e spiegare la differenza tra ipovolemia assoluta e ipovolemia relativa

Che cos’è l’ipovolemia

Il termine ipovolemia identifica molto semplicemente una riduzione del volume di sangue in circolazione nell’organismo; ovviamente non serve essere medici per capire che un caso di ipovolemia va trattato con la massima tempestività dal momento che siamo in presenza di una condizione che può avere esiti anche fatali se non correttamente curata. Nei prossimi paragrafi avremo modo di definire più nel dettaglio quali possano essere le cause che sottostanno a una riduzione del volume di sangue in circolazione nel corpo e proveremo anche a spiegare quali sono i sintomi attraverso cui si manifesta un caso di ipovolemia, per adesso limitiamoci a questa semplice definizione del termine ipovolemia, che indica appunto una riduzione del volume di sangue che circola nel nostro organismo

Ipovolemia: informazioni generali

Prima di entrare nel vivo di questo post sull’ ipovolemia e vedere nel dettaglio quali sono le cause e i sintomi di questa condizione diciamo immediatamente che lo shock ipovelmico è sostanzialmente esso stesso un sintomo di altri disturbi (o l’esito di traumi di varia entità), occorrerà quindi risolvere alla radice il problema che ha causato l'ipovolemia dal momento che questa non è una condizione che può insorgere, per così dire, spontaneamente. Ovviamente essendo quella dell’ ipovolemia una condizione decisamente pericolosa occorre prima di tutto ripristinare il normale volume del sangue in circolazione e poi si potrà iniziare a valutare come trattare le cause che lo hanno provocato

  1. Le cause dell’ipovolemia

    Solitamente la causa più comune di ipovolemia è un’emorragia, cosa che probabilmente sarà anche semplice da intuire, la perdita di sangue (più o meno importante che sia) che è conseguente ad un’emorragia provoca quella riduzione nel volume in circolazione che causa lo shock ipovolemico; ciò che invece non risulta altrettanto intuitivo quando parliamo di cause dell’ipovolemia è che questa condizione può essere provocata anche da disturbi che comportino una forte e repentina perdita di liquidi (del resto non solo il nostro corpo ma anche il nostro stesso sangue è sostanzialmente fatto di acqua) sia per via gastrointestinale (vomito, diarrea) sia per via renale (l’ ipovolemia è ad esempio una delle conseguenze tipiche del diabete insipido) ma anche per via cutanea (in questo caso l’ipovolemia si presenta o in conseguenza di ustioni di grado elevato, ma anche in presenza di sudorazione eccessiva). Esistono poi tutta una serie di patologie che, se trascurate, possono condurre a un problema di ipovolemia, citiamo ad esempio i casi di insufficienza renale, le pancreatiti, le peritoniti, alcuni tipi di ulcera (sia peptica, che gastrica e duodenale), oltre che alcune malattie “esotiche” come ad esempio la malaria, il dengue, il colera
  2. Ipovolemia: i sintomi principali

    Un problema di ipovolemia si presenta normalmente sottoforma di shock ipovelmico; i sintomi attraverso cui questo shock si manifesta sono abbastanza caratteristici e non complicati da riconoscere. Il primo sintomo dell’ipovolemia, oltre che il più evidente, è la repentina perdita di colorito, il soggetto si presenta quindi estremamente pallido. Altri sintomi che caratterizzano lo shock ipovelmico sono la tachicardia, la sudorazione fredda e, banalmente, la caduta della pressione arteriosa (dovuta appunto alla diminuzione del volume di sangue in circolo nell’organismo)
  3. Come si diagnostica un caso di ipovolemia

    Diagnosticare un problema di ipovolemia non è particolarmente complicato per un medico esperto, anche perché, come abbiamo visto nel paragrafo dedicato alle cause di questa condizione, lo shock ipovelmico si presenta come conseguenza di condizioni ben precise e che non sono particolarmente complicate da inquadrare per un medico con la sufficiente esperienza. Anche se l’ipovolemia non è uno scherzo (come detto è una condizione che se non tratta in maniera opportuna può avere esiti letali in un arco di tempo piuttosto breve) normalmente non è una condizione che può essere trascurata per cui si riesce di solito ad agire in maniera tempestiva salvaguardando non solo la salute ma la vita stessa del paziente.
  4. Ipovolemia: quando rivolgersi al medico

    Sarebbe opportuno rivolgersi al medico ben prima della comparsa dell’ipovolemia; al netto dei casi in cui questa condizione è provocata da un trauma (che quindi non sono prevedibili) come abbiamo avuto modo di vedere le cause dell’ipovolemia sono in malattie che non possono essere trascurate mai (ulcere, insufficienze renali, diabete, etc) per cui arrivare a rivolgersi al medico solo in presenza di ipovolemia è veramente stupido, al medico ci si dovrebbe rivolgere molto prima che la situazione degeneri a tal punto. Diverso ovviamente il discorso, come accennato, nei casi di emorragia dovuta a un trauma, in questi casi occorre contattare immediatamente un’ambulanza e tentare di arginare la perdita di sangue tamponando la ferita (ammesso che sia possibile) con un panno pulito in attesa che arrivino i soccorsi.
  5. Cura e trattamento dell’ ipovolemia

    La cura dell’ipovolemia dipende dall’entità del problema, nei casi più lievi è possibile intervenire con la somministrazione di flebo, in altri casi (pure non di particolare gravità) può rivelarsi sufficiente la somministrazione di farmaci per alzare la pressione; nei casi gravi di ipovolemia occorre invece intervenire con trasfusioni di plasma per ripristinare il giusto volume di sangue in circolazione nell’organismo.

Che cos’è l’ ipovolemia assoluta

Si definisce ipovolemia assoluta ogni caso in cui la diminuzione del volume di sangue in circolazione sia imputabile a un'emorragia esterna o interna

Che cos’è l’ ipovolemia relativa

Si definisce ipovolemia relativa ogni caso in cui la diminuzione del volume di sangue in circolazione sia imputabile a una perdita del tono vasomotore; ad esempio possiamo riscontrare un’ipovolemia relativa in alcuni paziente che assumono farmaci vasodilatatori, in questo caso infatti la dilatazione vascolare indotta dal farmaco può causare una “caduta” della pressione arteriosa, altre cause di ipovolemia relativa possono essere gli shock anafilattici e quelli settici oltre che un’insufficienza cardiaca

Rischi e complicazioni dell’ipovolemia

Il maggior rischio di ipovolemia, ovviamente solo nei casi in cui non venga trattata in maniera opportuna, è il decesso; la cosa è del resto abbastanza intuitiva, motivo in più per evitare in presenza dei sintomi di shock ipovolemico di perdere tempo per verificare se il disturbo non sia solo passeggero, in questi casi è sempre opportuno contattare il proprio medico di fiducia il prima possibile.

Ipovolemia: conclusioni

L’ipovolemia è una condizione in cui il volume di sangue che circola nell’organismo diminuisce; qualora questa condizione fosse provocata da emorragie (interne o esterne), che possono essere a loro volta provocate da traumi o altre patologie pregresse, parleremo di ipovolemia assoluta, se invece la riduzione del volume di sangue in circolazione è dovuta a una riduzione del tono vasomotore (come in caso di shock settico, anafilattico o insufficienza cardiaca) parleremo invece di ipovolemia relativa. Un problema di ipovolemia se non trattato in maniera opportuna e tempestiva può avere esiti anche letali per cui in presenza dei sintomi che caratterizzano questa condizione (pallore, tachicardia, bassa pressione arteriosa, sudore freddo) è sempre opportuno contattare il proprio medico di fiducia il prima possibile

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