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Anisocitosi: cause, sintomi e rimedi contro l’anisocitosi


Anisocitosi: cause, sintomi e rimedi contro l’anisocitosiL’anisocitosi è una condizione tipicamente correlata all’anemia, ma può anche essere il sintomo attraverso cui si manifestano altre patologie; questa condizione non andrebbe quindi considerata come una patologia in se ma come la conseguenza di disturbi di carattere differente. Prima di entrare nel vivo di questo post e capire meglio quali sono le cause e i sintomi attraverso cui l’ anisocitosi si manifesta ci prenderemo (nel prossimo paragrafo) il giusto spazio per capire meglio in cosa consista questo disturbo. Nel corso di questo post avremo anche modo di approfondire come sia possibile diagnosticare e curare l’ anisocitosi e tenteremo di capire se sia possibile prevenire non tanto l’ anisocitosi in se quanto quelle patologie che sono la diretta causa di questo disturbo

Che cos’è l’ anisocitosi

Il termine anisocitosi identifica semplicemente una condizione in cui i globuli rossi presenti nel sangue hanno dimensioni differenti; la dimensione media dei globuli rossi può essere sia maggiore (macrociti) che inferiore (microciti) alla norma, a seconda delle patologie che hanno causato il disturbo (e che avremo modo di vedere più nel dettaglio nel paragrafo dedicato alle cause dell’ anisocitosi). Altre due definizioni utili per comprendere in cosa consista l’ anisocitosi sono quelle di RDW (sigla che identifica l’ampiezza della distribuzione di globuli rossi nel sangue) e VCM (acronimo di volume corpuscolare medio, che indica il valore medio del volume dei globuli rossi presenti nel sangue); avremo modo di approfondire i concetti legati all’RDW e al VCM nel paragrafo dedicato alla diagnosi dell’ anisocitosi, per adesso procediamo con calma (visto che l’argomento non è esattamente alla portata di tutti) e accontentiamoci di questa prima definizione di anisocitosi.

Anisocitosi: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a spiegare che il termine anisocitosi identifica semplicemente una condizione in cui i globuli rossi nel sangue presentano volumi differenti e abbiamo avuto modo di accennare come questo sintomo sia tipicamente correlato a problemi di anemia; abbiamo però anche accennato come l’ anisocitosi possa presentarsi anche associata a patologie differenti dall’anemia, nei prossimi paragrafi tenteremo quindi di entrare più nel vivo di questo post provando a definire, per prima cosa, le cause e i sintomi dell’ anisocitosi per poi passare a definire quali siano gli approcci terapeutici più efficaci per trattare (e possibilmente prevenire) questa condizione.

  1. Le cause dell’ anisocitosi

    Abbiamo già accennato al fatto che la principale causa dell’ anisocitosi sia l’anemia; prima di definire i vari tipi di anemia e le altre patologie che possono causare anisocitosi ricordiamo che questa condizione può presentarsi sia in presenza di macrociti (cioè globuli rossi nel sangue con volume superiore alla media) che di microciti (cioè globuli rossi nel sangue con volume inferiore alla media). Queste definizioni (di macrociti e microciti) ci sono utili dal momento che quando siamo in presenza di globuli rossi aventi volume inferiore alla media (microciti) probabilmente la causa dell’anisocitosi sarà da imputarsi alla carenza di ferro o ad anemia falciforme, in tutti gli altri casi (in presenza quindi di macrociti) le cause potranno essere riconducibili a disturbi di carattere epatico, carenza di vitamina B12 e/o folati ed alcune forme di anemia (principalmente quella megaloblastica). Vi sono poi una serie di disturbi che pure, ma molto più raramente, possono essere correlati ad anisocitosi, come nel caso di alcune forme di leucemia, della talassemia e di altre patologie che omettiamo di elencare; terminiamo questo paragrafo sulle cause dell’anisocitosi segnalando che anche alcuni trattamenti chemioterapici potrebbero causare un aumento del volume medio dei globuli rossi e, quindi, l’ anisocitosi dovuta a presenza di macrociti.
  2. Anisocitosi: i sintomi principali

    Come dovresti aver già intuito l’ anisocitosi è essa stessa un sintomo, correlato come abbiamo visto nel paragrafo precedente a diversi disturbi, per cui i sintomi che possiamo riscontrare nella persona cambiano in maniera rilevante a seconda del disturbo che ha provocato l’anisocitosi
  3. Come si diagnostica un caso di anisocitosi

    Per diagnosticare un problema di anisocitosi sono sufficienti delle analisi del sangue, in particolare i due valori più rilevanti in questo senso sono l’RDW e VCM (di cui abbiamo accennato in uno dei paragrafi precedenti); il termine RDW è l’acronimo inglese di Red cell Distribution Width ed è sostanzialmente un indice che identifica la variabilità di volume dei globuli rossi, quindi più è alto il valore più alta sarà la variazione di volume riscontrata nei tuoi globuli rossi. Il VCM, invece, identifica il volume corpuscolare medio dei globuli rossi e dovrebbe avere un valore compreso tra 80 e 100, valori più alti identificano la presenza di macrociti, mentre valori più bassi identificano la presenza di microciti. I due valori (RDW e VCM) insieme permettono al medico di effettuare una diagnosi differenziale dei vari tipi di anemie e permettono di comprendere meglio quale disturbo possa aver causato il tuo problema di anisocitosi
  4. Anisocitosi: quando rivolgersi al medico

    Dato che l’anisocitosi è un sintomo (come accennato) di altri disturbi vale la solita regola di rivolgersi al medico ogni qual volta si dovessero presentare sintomi che non riusciamo a comprendere o che comunque troviamo strani; ovviamente non vi stiamo consigliando di correre dal vostro medico di fiducia ad ogni starnuto, tuttavia in presenza di sintomi che non hanno una ragione apparente, anche se sembrassero banali, è sempre meglio rivolgersi al medico per sicurezza. Diverso il discorso se l’anisocitosi dovesse emergere in seguito ad esami del sangue di routine, in questo caso sarà comunque il medico di fiducia a decidere il da farsi e probabilmente opterà per consigliarvi una visita specialista (ematologo)
  5. Cura e trattamento dell’ anisocitosi

    Per quanto sin qui detto dovrebbe risultare ovvio che il trattamento dell’anisocitosi dipende dalla patologia che ha causato il problema; del resto, come abbiamo avuto modo di ripetere in numerosi altri post, trattare un sintomo e non la malattia che l’ha provocato sarebbe da considerarsi, quasi sempre, una perdita di tempo. Nello specifico dell’anisocitosi il trattamento più comune è di tipo alimentare, normalmente infatti migliorando l’apporto di vitamina B6 è possibile risolvere la maggior parte dei casi di anisocitosi dovuti a varie forme di anemia.

Rimedi naturali contro l’ anisocitosi

Dato che, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, l’anisocitosi è, nella maggior parte dei casi, correlata a un problema di anemia risulta quanto mai intuitivo come una sana alimentazione possa essere un valido alleato per contrastare questo tipo di problema. Ovviamente starà al medico definire il regime alimentare più adatto da sottoporre al paziente, meglio evitare quindi le diete fai da te che abbondano su internet e affidarsi ad un medico esperto.

Come prevenire l’ anisocitosi

Dato che, come abbiamo già avuto modo di ripetere in diverse occasioni nel corso di questo post, l’anisocitosi è una condizione tipicamente causata dalle anemie, dovrebbe risultare ovvio come una dieta sana ed equilibrata sia il modo migliore per prevenire non solo questi disturbi ma anche, ovviamente, l’anisocitosi che ne consegue. Una dieta sana ed equilibrata, caratterizzata da varietà e con il giusto apporto di tutti i nutrienti fondamentali per la salute umana, non solo ci protegge da un gran numero di malattie ma anche, appunto, dalle anemie che sono la principale causa di anisocitosi

Rischi e complicazioni dell’ anisocitosi

Il rischio di complicazioni dell’anisocitosi è direttamente proporzionale al rischio di trascurare le patologie che hanno provocato questa condizione; sarebbe quindi più opportuno parlare di rischi e complicazioni delle anemie, per fare un esempio, o delle altre patologie che hanno tra i loro sintomi l’anisocitosi. Senza arrivare a dilungarci così tanto, quindi, limitiamoci a dire che, così come per qualunque altra patologia, il vero rischio correlato all’anisocitosi (o meglio alle patologie che la causano) è relativo al prendere sottogamba i sintomi. Anche le patologie più banali, se trascurate, possono rivelare esiti imprevedibili, motivo per cui è sempre opportuno, quando parliamo di salute, non banalizzare (per ignoranza o fatalismo) sintomi che potrebbero essere riconducibili a disturbi che, se trascurati, potrebbero farci pentire di non esserci rivolti al nostro medico di fiducia con la dovuta tempestività

Anisocitosi: conclusioni

L’anisocitosi è una condizione caratterizzata dalla presenza di globuli rossi aventi volumi differenti dalla norma nel flusso ematico; se il volume dei globuli rossi è inferiore alla media siamo di fronte a microciti, al contrario, qualora il volume dei globuli rossi fosse superiore alla media si parlerà di macrociti. L’anisocitosi è una condizione tipicamente causata dalle anemie, ma, più raramente, può essere correlata anche a patologie di carattere differente come nel caso dei disturbi epatici e alcune forme di leucemia.

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