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Emogasanalisi: cos’è e a cosa serve l’emogas venoso


Emogasanalisi: cos’è e a cosa serve l’emogas venosoL’emogas venoso è un test diagnostico non molto noto, normalmente infatti siamo portati a sentir parlare di emogasanalisi (EGA) e raramente il grande pubblico riesce a percepire che differenza ci sia fra questi due esami; in realtà stiamo parlando di due procedure molto simili tra loro (anche per applicazioni) ma che si distinguono comunque in maniera rilevante. Nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare nel vivo di questo post sull’emogas venoso e proveremo a definire che cosa sia questo esame, come viene svolto, a cosa serve e tenteremo di dare quante più informazioni utili per coloro che dovessero sottoporsi per la prima volta ad un emogas venoso.

Che cos’ è l’emogas venoso

L’emogas venoso è un esame diagnostico utile per valutare il PH sanguigno e per misurare i valori di gas (ossigeno e anidride carbonica) nel sangue; l’esame a cui più comunemente ci si sottopone è però l’emogasanalisi (vedremo più avanti quali sono le principali differenze tra EGA e EGA venoso) che restituisce risultati più utili per il medico ma che non sempre è possibile effettuare (vedremo nel prossimo paragrafo perché); per adesso, quindi, limitiamoci a questa prima e semplice definizione di cosa sia l’emogas venoso, cioè un esame diagnostico utilizzato per valutare gli scompensi nel ph e nella presenza di gas nel sangue, man mano che entreremo nel vivo di questo post potremo essere via via più specifici ed illustrare in maniera più dettagliata in cosa consista questa procedura, se sia dolorosa o meno, quali dovrebbero essere i valori normali dell'emogas venoso e daremo ancora molte altre informazioni su questo esame diagnostico.

Emogas venoso: informazioni generali

Come accennavamo nel paragrafo precedente siamo abituati a sentir parlare più di emogasanalisi che non di emogas venoso; il motivo è presto detto, l’analisi del sangue arterioso restituisce indicazioni più utili rispetto a quella del sangue venoso. Ma perché allora si ricorre all’emogas venoso? Semplice, l’emogasanalisi è una procedura abbastanza complicata, il prelievo di sangue dalle arterie (radiale, femorale o brachiale) viene fatto praticamente alla cieca dal momento che mentre le vene sono visibili ad occhio nudo le arterie non lo sono essendo situate molto più in profondità; questo tipo di problema è aggirabile grazie all’emogasanalisi ecoguidata, che rende molto più semplice identificare l’accesso arterioso ma che purtroppo non tutte le strutture possono eseguire dal momento che, com’è intuitivo che sia, questo tipo di procedura richiede una strumentazione ad hoc. Per ovviare alle difficoltà intrinseche all’emogasanalisi, quindi, si può optare, laddove la cosa non costituisca un problema a livello di diagnosi, per l’emogas venoso che è un esame molto più semplice da effettuare dal momento che chi deve eseguire la procedura di prelievo riesce a vedere distintamente la vena (cosa che invece come abbiamo già spiegato non avviene per le arterie); ovviamente questa opzione non è sempre possibile, se l’emogas venoso costituisce una valida alternativa, ad esempio, all’emogasanalisi (propriamente detta, quindi con prelievo arterioso) per quanto riguarda l’analisi dello stato acido/base generale non è invece di alcuna utilità (sempre per fare un esempio) nella valutazione dell’ossigenazione

  1. Emogas venoso: in cosa consiste la procedura

    La procedura è pressocchè identica a quella della normale emogasanalisi, semplicemente il prelievo avviene non più dall’arteria (radiale, femorale o brachiale) ma da una vena; per il resto la procedura è grosso modo uguale, anche in questo caso il campione prelevato deve essere analizzato entro una decina di minuti dal prelievo onde evitare il coagulo; per quanto riguarda i valori normali quelli dell’emogas venoso sono comunque diversi da quelli ottenuti attraverso il prelievo arterioso (emogasanalisi), ma di questo ci occuperemo meglio nel paragrafo seguente.
  2. Quali dovrebbero essere i valori normali dell’emogas venoso

    Come abbiamo già fatto per il nostro post sull’emogasanlisi anche in questo caso andiamo a riepilogare velocemente quelli che dovrebbero essere i valori normali di un emogas venoso ovviamente soffermandoci principalmente sulle maggiori differenze riscontrabili tra il prelievo venoso e quello arterioso; ribadiamo sempre che i seguenti dati vanno presi a titolo indicativo e che l’interpretazione dell’emogas venoso non spetta al paziente ma al medico di fiducia. Vediamo quindi quali dovrebbero essere i valori normali dell’emogas venoso
    1. Acidità: indicata dalla sigla PH (identifica quindi l’equilibrio acido/base) ha come valori soglia 7,36-7,40 (leggermente più bassi quindi i valori dell’emogas venoso rispetto a quelli del prelievo arterioso)
    2. Pressione parziale di ossigeno: indicata dalla sigla PaO2 ha come valori soglia 24-40 mmHg (abbiamo quindi valori normali sensibilmente più bassi nell’emogas venoso rispetto al prelievo arterioso)
    3. Saturazione di ossigeno: indicata dalla sigla SAT ha come valori soglia 40-70% (anche qui quindi valori normali sensibilmente più bassi nell’emogas venoso rispetto al prelievo arterioso)
    4. Pressione parziale di anidride carbonica: indicata dalla sigla PaCO2 ha come valori soglia 44-48 mmHg (più alti quindi i valori dell’emogas venoso rispetto a quelli del prelievo arterioso)
    5. Concentrazione dell'anidride carbonica: indicata dalla sigla TCO2 ha come valori soglia 23-27 mmol/L (qui abbiamo valori minimi più alti e valori massimi più bassi nella norma nell’emogas venoso rispetto ai prelievi arteriosi)
  3. Che differenza c’è tra emogas venoso e arterioso

    Come dovresti ormai aver capito, anche perché l’abbiamo già ripetuto un’infinità di volte, la principale differenza tra l’EGA e l’emogas venoso sta nel punto di prelievo, nel primo caso il sangue viene prelevato dalla vena, nel secondo dall’arteria. Se a questo punto ti stai chiedendo che differenza ci possa essere tra il sangue che passa dalle vene e quello che passa dalle arterie la risposta a questo dubbio è abbastanza semplice: il sangue che transita per le vene risulta particolarmente ricco di anidride carbonica mentre quello che passa dalle arterie risulta invece particolarmente ricco di ossigeno ed ecco spiegato anche perché, come accennato in precedenza, l’emogas venoso non è in grado di fornire alcun dato utile sull’ossigenazione.
  4. Quali patologie è possibile diagnosticare con l’emogas venoso

    Principalmente l’emogas venoso è una valida alternativa all’emogasanalisi (che prevede quindi il prelievo arterioso) per tutto quanto riguarda l’equilibrio acido/base generale; risulta quindi utile come strumento diagnostico per le patologie di carattere metabolico.
  5. L’emogas venoso è una procedura dolorosa

    L’emogas venoso non è una procedura dolorosa, a differenza dell’emogasanalisi in cui il prelievo è oggettivamente complicato dal momento che l’arteria va “trovata” il prelievo in vena risulta invece estremamente più semplice e, conseguentemente, indolore per il paziente.

Informazioni sull’emogas venoso nei neonati

Nei neonati il prelievo arterioso è ancora più complicato e anche quello venoso non è esattamente facile da eseguire; per questo motivo in neonatologia (quando possibile) si effettua un’emogasanalisi capillare, in cui il prelievo viene effettuato pungendo il tallone del neonato e basato sull’analisi delle poche gocce di sangue raccolte. Ovviamente questo non è sempre possibile (dipende dal motivo per cui è stato richiesto l’esame) in ogni caso segnaliamo che oltre al prelievo arterioso e a quello venoso, nell’ambito dell’emogasanalisi sui neonati esiste anche il prelievo capillare.

Rischi e complicazioni dell’emogas venoso

Non ci risultano rischi di complicazione di sorta correlati all’emogas venoso ma questo potrebbe anche derivare da una certa difficoltà nel reperire fonti adeguate che abbiamo avuto nella scrittura di questo post; per avere maggiori informazioni sull’emogas venoso (non solo relative ad eventuali rischio o complicazioni ma più in generale) ti invitiamo a chiedere consiglio al tuo medico di fiducia.

Emogas venoso: conclusioni

L’emogas venoso rappresenta una valida alternativa al prelievo arterioso per l’analisi dell’equilibrio acido/base, mentre è inadeguato a fornire indicazioni sull’ossigenzione; il prelievo arterioso finalizzato all’emogasanalisi può risultare infatti particolarmente complicato motivo per cui, nei casi in cui questo è possibile, si può decidere di optare per un emogas venoso.

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