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Calcoli renali: eliminarli con la litotrissia extracorporea ed endoscopica


Calcoli renali: eliminarli con la litotrissia extracorporea ed endoscopicaLa litotrissia è un trattamento che, attualmente, rappresenta la prima scelta nella cura dei calcoli delle vie urinarie; in questi anni abbiamo avuto modo di occuparci di diverse patologie, di esami diagnostici ma non ci siamo mai occupati direttamente di cure e trattamenti, questo sulla litotrissia rappresenta quindi il primo post del genere per noi di Unadieta.It. Nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare nel vivo di questo post sulla litotrissia e di definire in cosa consista questa procedura, a cosa serva, per trattare quali patologie risulta più indicata, quale sia la differenza tra litotrissia extracorporea e intracorporea e daremo ancora tante altre informazioni utili a chi dovesse sottoporsi per la prima volta a questo tipo di trattamento

Che cosa è la litotrissia

Si definisce litotrissia, molto semplicemente, l’uso delle onde d’urto per fini terapeutici; come abbiamo già accennato nell’introduzione di questo post la litotrissia trova largo impiego nel trattamento dei calcoli delle vie urinarie proprio perché attraverso l’uso delle onde d’urto è possibile sgretolare i calcoli favorendone così la spontanea espulsione da parte dell’organismo. I calcoli, come noto, sono sostanzialmente dei piccoli sassolini che accumulandosi nelle vie urinarie (reni, vescica, uretra) finiscono col pregiudicare il corretto funzionamento dell’apparato urinario; attraverso la litotrissia, quindi, è possibile sgretolare queste formazioni (i calcoli appunto) e ripristinare il corretto funzionamento delle vie urinarie

Litotrissia: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dire che la litotrissia è sostanzialmente una procedura medica che sfrutta le onde d’urto per curare i calcoli; si tratta di una cosa molto semplice ed intuitiva da capire, essendo i calcoli dei piccoli sassolini che si accumulano nelle vie urinarie pregiudicandone il corretto funzionamento, è possibile sgretolare queste formazioni attraverso un uso adeguato delle onde d’urto. Come vedremo nei prossimi paragrafi la litotrissia è un trattamento per nulla invasivo o doloroso, una procedura alla quale ci si può sottoporre tranquillamente e senza ansie particolari; entriamo quindi nel vivo di questo post e proviamo ad illustrare in cosa consista la litotrissia, che differenza ci sia tra litotrissia extracorporea e intracorporea e a dare ancora molte informazioni utili per chi volesse comprendere meglio che cos’è la litotrissia

  1. Litotrissia: in cosa consiste essenzialmente la procedura

    La litotrissia può essere eseguita con due distinte procedure, quella intracorporea e quella extracorporea; della differenza tra questi due tipi di litotrissia la vedremo meglio nei prossimi paragrafi, per adesso limitiamoci a evidenziare come questo trattamento consista nel “bombardare” il calcolo con onde d’urto attraverso l’uso di particolari attrezzature (litotritori) o per mezzo della chirurgia endoscopica. Più di questo sulla litotrissia in generale non è possibile dire, vedremo meglio nei prossimi paragrafi le varie tecniche impiegate e in cosa consistano
  2. Differenza tra litotrissia extracorporea e intracorporea

    La differenza tra litotrissia extracorporea e intracorporea dovrebbe essere abbastanza intuitiva, nel primo caso (litotrissia extracorporea) si utilizza una specifica macchina (litotritore) che agisce sul paziente bombardando il calcolo che le onde d’urto, nel secondo caso (litotrissia intracorporea) interviene invece il chirurgo che, in endoscopia, bombarda anche in questo caso il calcolo ma da una distanza molto più ravvicinata. A sua volta la litotrissia extracorporea può essere eseguita seguendo due tecniche differenti (per via percutanea o per via uretrale) ma di questo ci occuperemo in maniera più accurata in uno dei prossimi paragrafi
  3. Che cos’è la litotrissia extracorporea

    Non c’è molto da spiegare sulla litotrissia extracorporea, questo trattamento è estremamente semplice da descrivere, il paziente si sdraia su un lettino e viene posto al di sotto del litotritore (lo strumento che produce le onde d’urto); inizia quindi il trattamento il cui obiettivo, come detto, è sgretolare il calcolo. Come chiunque può capire la litotrissia extracorporea è una procedura non invasiva, non dolorosa, eseguita in poco tempo a livello ambulatoriale, sostanzialmente ideale per il paziente, tuttavia a i suoi limiti; per prima cosa si rivela efficace solo nel trattamento di calcoli di piccole dimensioni (fino a un massimo di 2 centimetri) e di non eccessiva durezza, in secondo luogo bisogna valutare dove il calcolo si è formato. La litotrissia extracorporea è idonea a trattare i calcoli uretrali, e quelli situati nel bacinetto renale o nei calici superiori, in tutti gli altri casi bisogna procedere per via endoscopica. Inoltre la litotrissia extracorporea non dovrebbe mai essere eseguita su pazienti obesi, malformazioni scheletriche, aneurismi, gravidanza e deficit nella coagulazione dal momento che le onde d’urto generate potrebbero produrre effetti negativi nelle persone con questo tipo di problemi
  4. Che cos’è la litotrissia intracorporea

    Anche la litotrissia intracorporea è una procedura scarsamente invasiva, ma è comunque un intervento di natura chirurgica fatto in anestesia generale, per cui è necessario sia il ricovero che tutte le analisi preliminari che vanno sempre eseguite prima di qualunque intervento chirurgico; questo intervento può essere eseguito secondo due differenti tecniche: quella percutanea e quella uretrale. Nella litotrissia intracorporea percutanea l’accesso al calcolo avviene per via lombare; una volta praticato un piccolo foro in sede lombare il chirurgo inserisce un endoscopio con l’ausilio della quale raggiunge e identifica il calcolo, quindi inserisce la sonda che emette le onde d’urto in grado di sgretolare il calcolo. Nella litotrissia endoscopica uretrale (o ureterolitotrissia) l’accesso al calcolo avviene per via uretrale, ma per il resto la procedura rimane uguale, il calcolo viene raggiunto e sgretolato attraverso l’emissione di onde d’urto. Nella litotrissia intracorporea, infine, i residui dei calcoli non devono essere espulsi spontaneamente dal paziente ma vengono raccolti al termine della procedura con delle apposite pinze.
  5. Quando è utile ricorrere alla litotrissia

    La litotrissia è ad oggi il principale trattamento impiegato nella cura dei calcoli delle vie urinarie; in tutti i casi in cui si debba quindi intervenire direttamente per espellere il calcolo (quando cioè il paziente non riesce ad espellerlo spontaneamente) si rende necessario questo tipo di intervento.

La litotrissia è una procedura dolorosa

Possiamo sostanzialmente dire che la litotrissia non è una procedura che comporti dolore per il paziente; nel caso della litotrissia extracorporea questa viene eseguita senza anestesia, proprio a conferma del fatto che non comporti alcun dolore per i pazienti, nel caso invece della litotrissia intracorporea viene eseguita, come detto, in anestesia generale per cui anche in questo caso i pazienti non avvertono alcun dolore.

Si possono trattare altri disturbi oltre ai calcoli con la litotrissia

Anche se la maggiore applicazione della litotrissia rimane la cura dei calcoli delle vie urinarie esistono altre patologie che possono trarre giovamento da questo tipo di trattamento; la litotrissia trova infatti una discreta applicazione anche nel trattamento di alcuni disturbi di tipo ortopedico, occorre però precisare che, almeno ad oggi, le situazioni in cui veramente il trattamento è considerato utile sono abbastanza limitate. In passato la litotrissia nel trattamento dei disturbi ortopedici era diventato molto comune, ad oggi però questa specie di moda è stata già superata per cui si ricorre alla litotrissia solo nelle patologie ortopediche dovute a processi di calcificazione.

Rischi e complicazioni della litotrissia

Per quanto riguarda la litotrissia extracorporea abbiamo già descritto quali categorie di persone non possano sottoporsi a questo tipo di intervento proprio in virtù dell’elevato rischio di complicazioni; per quanto riguarda invece la litotrissia intracorporea i rischi di complicazioni sono gli stessi di qualunque altro intervento chirurgico (come nel caso delle infezioni post operatorie che stanno diventando purtroppo abbastanza comuni). In ogni caso è il medico che fa le valutazioni del caso e decide di optare per una delle due tecniche che abbiamo illustrato in questo post sulla base delle specificità del singolo paziente e del calcolo da trattare

Litotrissia: conclusioni

La litotrissia è un trattamento ampliamente usato per ridurre i calcoli delle vie urinarie e consiste nel bombardare i calcoli con le onde d’urto; tale “bombardamento” può essere fatto sia in maniera extracorporea (usando un’apposita macchina chiamata litotritore) o per via endoscopica (normalmente impiegata per trattare i calcoli più grandi e resistenti). Entrambe le tecniche, sia la litotrissia extracorporea che quella intracorporea, sono indolore per i pazienti, nel primo caso, infatti, non è necessaria nemmeno l’anestesia, nel secondo l’intervento viene eseguito in anestesia generale per cui anche nella litotrissia intracorporea il paziente non avverte alcun dolore.

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