ALIMENTAZIONE
FITNESS
SALUTE
WELLNESS
FOOD

Fistola pilonidale: cause, sintomi e rimedi contro la fistola sacrococcigea


Fistola pilonidale: cause, sintomi e rimedi contro la fistola sacrococcigeaLa fistola sacrococcigea (anche nota come fistola pilonidale) è una delle complicazioni più comuni delle cisti pilonidali (di cui ci siamo occupati in un post precedente); si tratta di un disturbo che anche se curato in maniera adeguata può facilmente incorrere in recidive per cui l’ideale sarebbe riuscire a tenere sotto controllo le cisti pilonidali prima che evolgano in fistole. Nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare più nel vivo di questo post e di definire che cosa sia una fistola sacrococcigea, quali sono le cause e i sintomi di questo disturbo, oltre che, come sempre facciamo, provare a illustrare in maniera semplice ed accessibile i più comuni rimedi per curare e prevenire le fistole pilonidali

Che cosa è una fistola pilonidale

Come accennato la fistola sacrococcigea altro non è che una delle più comuni complicazioni delle cisti pilonidali; tentiamo quindi di procedere nella maniera più chiara e semplice possibile anche perché in merito a questi due disturbi (almeno allo stato attuale delle cose) abbiamo potuto constatare che diversi dei post disponibili su internet fanno molta confusione. Quando nella zona sacrococcigea si forma una cisti questa può rimanere asintomatica anche per anni continuando a raccogliere residui di pelle, secrezioni sebacee e peli; tutto questo materiale, che favorisce la proliferazione batterica, si accumula formando una piccola sacca (la cisti pilonidale propriamente detta) poco al di sopra del solco intergluteo tra la fascia muscolare e lo strato adiposo, fino a quando l’infezione non diventa così importante da scavare un’apertura verso l’esterno tramite un orifizio cutaneo (che prende appunto il nome di fistola pilonidale). Per essere ancora più precisi la cisti pilonidale è sostanzialmente una sacca (infatti prende il nome di lesione sacciforme, cioè a forma di sacco) all’interno della quale si raccoglie il materiale organico che favorisce la proliferazione batterica, la fistola sacrococcigea, invece, è il tragitto tubuliforme che unisce la ciste alla cute e attraverso il quale il materiale purulento inizia a colare producendo i sintomi che avremo modo di illustrare in uno dei prossimi paragrafi.

Fistola sacrococcigea: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a spiegare nella maniera più semplice possibile cos’è una fistola sacrococcigea e che differenza c’è tra una fistola e una ciste pilonidale; nei prossimi paragrafi, quindi, potremo entrare più nel vivo di questo post e descrivere in maniera più dettagliata quali sono le cause, i sintomi e i rimedi per curare e prevenire le fistole pilonidali.

  1. Quali sono le cause della fistola sacrococcigea

    La fistola sacrococcigea è causata da un cisti pilonidale non adeguatamente e tempestivamente trattata; come abbiamo già spiegato in un post ad hoc le cause delle cisti pilonidali sono ancora dibattute dalla comunità scientifica. Fino a una trentina d’anni fa si riteneva infatti che queste patologie avessero cause congenite, si credeva quindi che fossero causate da una sorta di predisposizione genetica; più di recente, invece, ha iniziato a diffondersi l’idea (anche sulla base della grande incidenza che questo disturbo ha ad esempio tra i camionisti) che gli attriti che insistono in prossimità della zona sacrococcigea (favoriti dal fatto di passare molto tempo seduti e magari usando un abbigliamento inadeguato, poco traspirante e molto attillato) aumentino le probabilità di peli incarniti in questa zona del corpo favorendo l’insorgenza del cisti pilonidali che, quando non tempestivamente e adeguatamente trattate, finiscono molto spesso col degenerare prima in ascessi e poi in fistole pilonidali.
  2. Fistola sacrococcigea: i sintomi principali

    La fistola sacrococcigea, come ormai avrai intuito, è un disturbo difficile da trattare in maniera svincolata da cisti e ascessi considerando che ognuno di questi disturbi è sostanzialmente causato dalla degenerazione dell’altro. Nel tentativo di essere il più possibile esaustivi, quindi, tentiamo di tracciare un quadro il più possibile preciso di come le cisti pilonidali possano degenerare fino a produrre una fistola sacrococcigea e quali siano i sintomi che caratterizzano la malattia pilonidale; la cisti sacrococcigea si presenta tipicamente in maniera asintomatica e può essere riconosciuta dal medico di fiducia perché appare come una piccola tumefazione. Mano mano che nella cisti si accumulano peli incarniti, residui di pelle, secrezioni sebacee e altro materiale organico aumenterà la proliferazione batterica con conseguente formazione di pus; quello che è successo, semplicemente, è che si è venuto a formare un ascesso, la tumefazione prodotta dalla cisti originaria, quindi, risulterà più amplia, arrossata e dolente. In seguito alla formazione dell’ascesso aumenterà la produzione di pus che quindi inizierà a “spingere” scavando un canale (chiamato appunto fistola) che permetterà al pus di fuoriuscire dalla cavità cistica attraverso uno o più orifizi cutanei; i sintomi che questa condizione produce, che sono quindi i sintomi della fistola sacrococcigea, sono malessere generalizzato, dolore, cefalea, febbre
  3. Come si diagnostica la fistola pilonidale

    La fistola sacrococcigea, così come anche la cisti pilonidale che l’ha generata, è una condizione facilmente diagnosticabile dal medico di fiducia sulla base della semplice osservazione dei sintomi; ovviamente non è da escludersi il ricorso ad esami più specifici che consentano una diagnosi più accurata del disturbo, ipotesi nemmeno poi così rara quando ci troviamo di fronte a fistole pilonidali multiple
  4. Fistola sacrococcigea: quando rivolgersi al medico

    In realtà sarebbe opportuno rivolgersi al medico di fiducia ben prima che si venga a formare un ascesso o peggio ancora una fistola sacrococcigea, la malattia pilonidale, infatti, può essere tenuta sotto controllo quando viene a formarsi la cisti semplicemente attraverso un’accurata igiene personale e la depilazione (che previene il rischio che i peli si incarnino). Quando invece viene a formarsi l’ascesso o peggio ancora la fistola sacrococcigea il solo modo di intervenire, come vedremo nel prossimo paragrafo, è per via chirurgica.
  5. Cura e trattamento della fistola sacrococcigea

    Come accennato la cura della fistola sacrococcigea è di tipo chirurgico, quello che non abbiamo detto è che si può procedere con due tipi differenti di tecniche: quella aperta e quella chiusa; la tecnica aperta per la cura della fistola sacrococcigea prevede che il chirurgo (in anestesia locale e senza ricovero ospedaliero) provveda ad asportare tutti i tessuti coinvolti dall’infezione (i vari orifizi formatisi, la cute e i tessuti sottocutanei) senza successivamente praticare alcuna sutura. Al contrario la tecnica chiusa per la cura della fistola sacrococcigea prevede lo stesso procedimento chirurgico (per cui la completa asportazione di tutti i tessuti coinvolti dall’infezione) ma, a differenza della tecnica aperta, il chirurgo procede a suturare la ferita al termine dell’intervento. Entrambe le procedure (sia la tecnica aperta che quella chiusa) hanno i propri pro e contro; la chirurgia “aperta” per la cura della fistola sacrococcigea si rivela particolarmente indicata nei casi in cui il rischio di recidiva risulti particolarmente alto, il decorso post operatorio è però particolarmente lungo (fino a un massimo di otto settimane) e la ferita va medicata e pulita in modo molto attento e accurato. La chirurgia chiusa per la cura della fistola sacrococcigea, invece, ha tempi estremamente più veloci per il recupero post operatorio (in genere una decina di giorni) ma esiste però il rischio concreto che i punti possano saltare favorendo così le recidive e, altro particolare non irrilevante, il dolore dopo l’intervento può essere più rilevante di quanto non accada negli interventi eseguiti seguendo la tecnica aperta.

Rimedi naturali contro la fistola pilonidale

Non esiste alcun rimedio naturale contro la fistola sacrococcigea; come accennato è possibile trattare le lesioni provocate dalla malattia pilonidale in maniera non chirurgica e senza la somministrazione di farmaci solo fin quando siamo in presenza di una semplice cisti sacrococcigea attraverso la depilazione ed una più accurata igiene personale. Quando però la cisti è già degenerata formando un ascesso o peggio ancora una fistola sacrococcigea il solo modo di procedere è per via chirurgica, meglio evitare quindi di cercare soluzioni fai da te su internet o rimedi naturali di qualunque tipo e contattare quanto prima il proprio medico di fiducia.

Come prevenire la fistola sacrococcigea

E’ possibile prevenire in maniera efficace la fistola sacrococcigea evitando che le cisti pilonidali evolvano in ascessi e, successivamente, formino delle fistole; il problema, come abbiamo già avuto modo di accennare, è che le cisti pilonidali sono quasi sempre del tutto asintomatiche e sono riconoscibili solo per via della caratteristica tumefazione in zona sacrococcigea che può essere facilmente riconosciuta dal medico di fiducia se solo acquisissimo l’abitudine di farci visitare in maniera ricorrente. Difficilmente infatti le cisti pilonidali possono essere riconosciute dai pazienti dal momento che si formano in una zona del corpo che è difficile osservare in maniera autonoma. Se diagnosticata per tempo una cisti pilonidale può essere facilmente tenuta sotto controllo attraverso la scelta di abbigliamento adeguato, una maggiore igiene personale e la depilazione, tutti rimedi che consentono di prevenire in maniera concreta il rischio di insorgenza di una fistola sacrococcigea

Rischi e complicazioni della fistola pilonidale

Oltre alle recidive il maggior rischio di complicazioni correlate a fistola sacrococcigea riguarda la possibilità che si formino fistole multiple; questo tipo di disturbo infatti se non opportunamente trattato continua ad estendersi tanto che a un certo punto potrebbe rivelarsi complicato distinguere una fistola pilonidale da quelle che si generano a partire dal canale anale (che sono una patologia completamente differente). Se è quindi tutto sommato comprensibile che una cisti sacrococcigea possa essere trascurata (semplicemente perché non produce sintomi) lo stesso non può dirsi per le fistole pilonidali dal momento che, come abbiamo avuto modo di illustrare, queste producono sintomi che difficilmente possono essere trascurati da un paziente; non prendere appuntamento il prima possibile col proprio medico di fiducia qualora si dovessero riscontrare i sintomi di una fistola sacrococcigea sarebbe quindi puro autolesionismo mentre è del tutto inutile, come spiegato, tentare di trattare questo disturbo con metodi fai da te e rimedi naturali dal momento che l’unico modo possibile per curare una fistola sacrococcigea è di intervenire chirurgicamente per asportare i tessuti coinvolti dall’infezione

Fistola sacrococcigea: conclusioni

La fistola sacrococcigea si forma quando a seguito di una cisti pilonidale trascurata il pus che nel tempo si viene a formare provoca la formazione di un cunicolo (la fistola propriamente detta) attraverso cui trovare uno sbocco verso la cute; le cause che provocano l’insorgenza delle fistole pilonidali non sono ancora perfettamente note, un tempo si ipotizzava che questo disturbo avesse ragioni di carattere congenito, oggi invece la teoria più accreditata ipotizza che questo disturbo si manifesti a seguito dell’accumulo di materiale organico (peli, sebo, secrezioni, etc) in prossimità del solco intergluteo. I sintomi attraverso cui la fistola sacrococcigea si manifesta sono dolore, arrossamento, malessere diffuso, cefalea e febbre mentre il trattamento per curare questo disturbo è essenzialmente di tipo chirurgico. A seconda che l’intervento di rimozione dei tessuti interessati dalla fistola sacrococcigea preveda o meno l’applicazione di punti si parlerà di tecnica aperta (senza applicazione di punti e particolarmente indicata nei casi a maggior rischio di recidiva) o tecnica chiusa (che prevede l’applicazioni di punti e offre un recupero post operatorio molto più rapido a fronte di un maggior rischio di recidiva).

Hai trovato utile questo post sulla fistola sacrococcigea?
Condividilo sui social network
Unadieta.It © 2016 Tutti i diritti riservati | PIva 02992130738 | REA TA184606