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Tumori della pelle: cause e rimedi contro il nevo displastico


Tumori della pelle: cause e rimedi contro il nevo displasticoIl nevo displastico (o atipico) è un tumore benigno della pelle che frequentemente può presentare una certa somiglianza col melanoma (che è la forma più aggressiva di tumore della pelle); il termine “nevo” a cui non siamo abituati in realtà identifica semplicemente quello che tutti noi chiamiamo “neo”. Come abbiamo detto in numerosi altri post dedicati alla salute della pelle è fondamentale monitorare lo stato di questo tipo di formazioni perché il rischio che possano evolvere in formazioni maligne è concreto; il nevo displastico è quindi una di quelle formazioni che, per quanto benigna, andrebbe comunque sempre monitorata proprio perché, come i nostri lettori abituali ormai sanno, di solito l’approccio più usato riguardo a questo genere di disturbi è di tipo conservativo, per cui il nevo non viene mai asportato a meno che non esista qualche concreto motivo di preoccupazione

Che cos’è un nevo displastico

Il nevo displastico è una neoplasia benigna della pelle che però presenta il rischio concreto di poter evolvere in un melanoma; le persone che hanno un certo numero di nevi displastici, infatti, presenta un rischio notevolmente superiore (nell’ordine di sette o dieci volte superiore) di sviluppare un melanoma. Anche se oggi esiste un buon livello di informazione per quanto riguarda le neoplasie della pelle l’argomento tumore rimane ancora oggi un tabù nel nostro paese, ad esempio anche se molte persone non hanno mai sentito parlare di nevo displastico quasi tutti sanno che la maggior parte dei nei sono sostanzialmente dei tumori benigni della pelle e vanno quindi tenuti d’occhio perché potrebbero evolvere in melanomi; tuttavia concetti come quello della sindrome del nevo displastico sono ancora completamente ignoti alla maggior parte degli italiani, in pochi quindi sanno che le persone con un gran numero di nei (più di cento), con uno o più nevi atipici di dimensioni superiori agli otto millimetri di diametro e coloro che hanno anche solo un nevo displastico presentano un rischio anche fino a venti volte superiore di contrarre un melanoma (per quanto ovviamente dipenda molto dalla predisposizione genetica, dalla storia familiare e da fattori soggettivi, per cui il  rischio aumentato non vuol dire che certamente si contrarrà la patologia)

Nevo displastico: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dare una definizione semplice ed accessibile per tutti di cosa sia un nevo displastico e abbiamo quindi spiegato che si tratta di un tumore benigno della pelle che occorre però monitorare costantemente perché presenta un certo rischio di evolvere in un melanoma; nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo di questo nostro post e tenteremo di capire quali sono le cause di queste formazioni, come possano essere riconosciute, come avviene la diagnosi di un nevo displastico e daremo ancora molte altre informazioni utili a chi volesse conoscere meglio questo tipo di disturbo.

  1. Quali sono le cause di un nevo displastico

    Le cause del nevo displastico non sono ancora perfettamente note; non si conosce precisamente il meccanismo che favorisce la comparsa di queste formazioni ma si riconoscono comunemente alcuni fattori di rischio come ad esempio l’ereditarietà. In linea di massima sappiamo che nell’evoluzione dei tumori della pelle giocano un fattore rilevante le cause di tipo ambientale come ad esempio l’esposizione prolungata ai raggi solari senza protezione, la quantità di scottature accumulate negli anni, il fumo di sigaretta, l’alimentazione inadeguata sono tutti fattori che possono favorire l’insorgenza di questi disturbi le cui cause, tuttavia, ripetiamo, non sono ancora perfettamente conosciute.
  2. Come riconoscere un nevo displastico

    Riconoscere un nevo displastico semplicemente dalla sua osservazione può essere abbastanza complicato per un medico specialista, per una persona comune diventa praticamente impossibile; come accennato, infatti, questo tipo di formazioni somiglia molto ai melanomi (pur essendo assolutamente benigne), per cui sono necessari precisi esami diagnostici per potersi assicurare che si tratta effettivamente di un nevo displastico e non di un melanoma. In linea di massima ricordiamo che i nei che si presentano di colore scuro, con bordo frastagliato e asimmetrici (che sono poi esattamente le caratteristiche del nevo displastico) andrebbero sempre sottoposti all’attenzione del medico di fiducia perché se è vero che nella maggior parte dei casi si tratterà di un nevo displastico (quindi assolutamente benigno) è anche vero che il melanoma si presenta in maniera molto simile; meglio quindi evitare ogni tipo di rischio e rivolgersi immediatamente al proprio medico di fiducia
  3. Come si diagnostica un nevo displastico

    Dal momento che il nevo displastico tende ad assomigliare molto a un melanoma è praticamente impossibile riconoscerne uno basandosi solo sulla semplice osservazione; di conseguenza si ricorre ad esami come la dermoscopia (che consente l’osservazione in vivo del nevo) e l’ esame istologico (osservazione al microscopio del tessuto prelevato con la biopsia) per ottenere elementi certi sulla base dei quali produrre la diagnosi. Nonostante questo ci sono casi in cui il dubbio sulla natura della lesione permane, in queste circostanze, quindi, si procede di solito all’asportazione del nevo displastico come forma di prevenzione dal rischio di insorgenza del melanoma.
  4. Nevo displastico: quando rivolgersi al medico

    Come abbiamo già ampliamente ripetuto è praticamente impossibile che una persona comune possa riconoscere come benigna una lesione quale quella del nevo displastico, per questo motivo il ricorso al medico di fiducia è fondamentale. Se come accennato nei paragrafi precedenti un neo di colore scuro, con bordo frastagliato e forma asimmetrica andrebbe sempre portato all’attenzione del medico ancora di più bisogna avere questa accortezza quando notiamo un nuovo neo o assistiamo a una variazione nella forma, nel colore o nella dimensione di un qualunque neo; ne approfittiamo per ricordare che il melanoma, pur essendo una delle forme di tumore più pericolose e aggressive, può essere prevenuto in maniera efficace proprio attraverso il monitoraggio costante dei nevi e grazie all’asportazione preventiva delle formazioni più problematiche. Dovrebbe quindi essere quanto mai intuitivo come il fai da te quando si parla di salute della pelle e nevi displastici andrebbe assolutamente evitato, per questo genere di problemi ci si deve necessariamente rivolgere a un medico specialista con la massima tempestività
  5. Cura e trattamento del nevo displastico

    Una volta appurata la natura benigna e pervenuti quindi alla diagnosi di nevo displastico il medico dovrà decidere se adottare un approccio di tipo conservativo o preventivo; come accade anche a tanti altri nei dalla natura atipica (come ad esempio nel caso del nevo di Spitz) spesso questo tipo di formazioni non viene affatto trattata e ci si limita a monitorarne l’evoluzione (metodo conservativo), in altri casi però può essere necessario (per motivi di prevenzione) provvedere ad asportare il nevo. La decisione su come procedere viene presa dal medico, ovviamente di comune accordo col paziente, a seconda di quelle cose le condizioni specifiche di ogni singolo individuo, in alcuni casi ad esempio si può decidere di asportare il nevo displastico semplicemente perché la persona ha una storia familiare particolarmente critica in fatto di tumori maligni della pelle, in altri casi (nonostante i vari test) possono permanere dei dubbi sulla reale natura del nevo per cui si potrebbe decidere di asportarlo (anche in questo caso) per motivi di prevenzione. Il fatto che si decida di asportare un nevo, quindi, non vuol dire necessariamente che si tratti di una formazione maligna, spesso (come abbiamo visto) si asportano anche i nevi displastici nonostante siano formazioni assolutamente benigna

Come prevenire il nevo displastico

Per prevenire il rischio di insorgenza del nevo displastico e le maggiori complicazioni ad esso correlate (che vedremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo) le accortezze sono sempre le stesse che ormai tutti conosciamo e che riguardano la salute della cute; mai esporsi ai raggi solari nei periodi in cui questi sono più forti (per cui nelle solite fasce orarie dei periodi estivi), evitare di ustionarsi pur di abbronzarsi (visto che i danni al DNA della pelle procurati dai raggi solari tendono a cumularsi), non esagerare con le lampade solari (meglio ancora sarebbe evitarle) e, ovviamente, usare sempre la protezione solare quando prendiamo la tintarella. Insomma, si tratta di tutte quelle accortezze a cui tutti siamo stati educati e che dovremmo solamente imparare a seguire con maggiore attenzione.

Rischi e complicazioni del nevo displastico

Il maggior rischio di complicazione legato al nevo displastico è che questa lesione possa evolvere in un melanoma (ossia un tumore maligno della pelle); per evitare di incorrere in questa spiacevole esperienza, quindi, è sufficiente avere l’abitudine di seguire le strategie preventive (di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente) e abituarsi ad osservare abitualmente il proprio corpo di modo da riconoscere per tempo eventuali variazioni nella forma, nel colore o nella dimensione di un neo che potrebbero rappresentare un campanello d’allarme. Ovviamente il ruolo del medico è fondamentale nella diagnosi precoce di questi disturbi per cui è anche importante evitare il fai da te e segnalare al proprio medico di fiducia la comparsa di nuovi nei o eventuali alterazioni di quelli che avevamo già.

Nevo displastico: conclusioni

Il nevo displastico è un tumore benigno della pelle che però, per caratteristiche, tende ad assomigliare molto ad un melanoma; il nevo displastico si presenta di colore scuro, bordi frastagliati e forma asimmetrica per cui a livello di conformazione presenta tutte le caratteristiche di un melanoma motivo per il quale non si dovrebbe mai sottovalutare un neo che si presenta così e, anzi, andrebbe immediatamente posto all’attenzione del medico di fiducia. Anche se il nevo displastico è una formazione benigna non sempre l’approccio conservativo (che consiste nel non intervenire e nel continuare a monitorare la lesione) è quello più indicato, in tanti casi infatti il medico decide di asportare comunque il nevo o per motivi di carattere preventivo o perché nutre ancora dei dubbi sulla reale natura della lesione.

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