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Ecocardiografia fetale: la diagnosi precoce delle cardiopatie congenite


Ecocardiografia fetale: la diagnosi precoce delle cardiopatie congeniteL’ ecocardiografia fetale è un esame diagnostico estremamente utile per la diagnosi precoce delle cardiopatie congenite; ricordiamo che questo tipo di malformazioni (quelle cardiache) costituiscono da sole la maggior parte delle malformazioni congenite alla nascita con esiti che, purtroppo, molto spesso si rivelano letali. L’ ecocardiografia fetale rappresenta quindi una di quelle innovazioni realmente fondamentali dato che attraverso questo strumento è possibile riscontrare le anomalie nella formazione del cuore sin dalla ventesima settimana di vita del feto; nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare nel vivo di questo nostro post e di scoprire insieme in cosa consiste, quanto costa, a cosa serve e ancora molte altre informazioni utili sull’ ecocardiografia fetale.

Che cos’è l’ecocardiografia fetale

L’ ecocardiografia fetale è un esame diagnostico per immagini che permette di evidenziare la presenza di eventuali anomalie congenite a carico del cuore; da non confondersi con la normale morfologica, attraverso la quale è possibile osservare lo sviluppo di tutto il feto, l’ ecocardiografia fetale si basa sull’osservazione del solo muscolo cardiaco ed è quindi da intendersi come un esame più accurato della morfologica il cui scopo è appunto evidenziare la presenza di un’eventuale malformazione cardiaca. Nei prossimi paragrafi avremo modo di essere più specifici riguardo all’ ecocardiografia fetale e di spiegare più dettagliatamente in cosa consista questo esame, per adesso accontentiamoci di questa prima e semplice definizione di cosa sia un’ ecocardiografia fetale, un esame per immagini che permette di diagnosticare precocemente eventuali malformazioni cardiache del feto

Ecocardiografia fetale: informazioni generali

Adesso che abbiamo capito meglio che cos’è un’ ecocardiografia fetale possiamo passare oltre ed iniziare a spiegare come viene eseguito l’esame, quando e in quali casi è indicato ricorrervi e ancora molte altre informazioni utili per le future mamme che dovessero sottoporsi ad un’ ecocardiografia fetale di qui a poco. Ricordiamo, prima di proseguire nel nostro post, che il ricorso all’ ecocardiografia fetale non vuol dire necessariamente che il feto non sia in salute, per cui è completamente inutile farsi prendere dal panico nell’attesa di sottoporsi all’esame, l’unica cosa intelligente da fare è attendere il referto dell’ ecocardiografia fetale da parte del nostro medico di fiducia, non è raro infatti che questo tipo di ecografia venga richiesta a scopo puramente precauzionale e che finisca quindi per dimostrare semplicemente che il feto si sta sviluppando correttamente.

  1. Come viene eseguita una ecocardiografia fetale

    L’ ecocardiografia fetale viene eseguita esattamente come una normale ecografia, ovviamente lo strumento impiegato è più potente di quelli utilizzati normalmente ma sostanzialmente dal punto di vista della futura mamma non cambia assolutamente nulla; la durata dell’ ecocardiografia fetale è mediamente compresa tra i venti e i trenta minuti, l’esame, ovviamente, non comporta alcun rischio ne per la mamma ne per il feto. E’ importante che ad eseguire l’ esame sia in ogni caso personale esperto e qualificato, quindi si deve fare particolare attenzione nella scelta della struttura.
  2. Ecocardiografia fetale: a quante settimane eseguirla

    Orientativamente l’ ecocardiografia fetale viene eseguita dopo la ventesima settimana di vita del feto, come accennato in uno dei paragrafi precedenti, infatti, questo esame segue tipicamente la classica morfologica e viene richiesto espressamente quando dalla morfologica emergessero criticità di qualche tipo; oltre a questi casi ve ne sono degli altri in cui il ricorso all’ ecocardiografia fetale risulta consigliato, quando uno o entrambi i genitori avessero già avuto precedentemente bimbi affetti da cardiopatie, in caso di predisposizione ereditaria alle cardiopatie e nei casi in cui lo stato di salute della mamma fosse compromesso da malattie pregresse (come ad esempio nel caso del diabete), assunzione di farmaci o altre sostanze che potrebbero influire negativamente sullo sviluppo del feto e in caso di elevata translucenza nucale dopo il monitoraggio del primo trimestre
  3. Quanto costa l’ ecocardiografia fetale

    Il costo di un’ ecocardiografia fetale può variare da un minimo di una settantina d’euro a un massimo di centocinquanta; si tratta ovviamente di costi indicativi, i quali possono variare anche sensibilmente in base alla città e alla singola struttura. In linea di massima parliamo di un esame non particolarmente oneroso soprattutto se messo in relazione a tutti gli altri costi che una gravidanza inevitabilmente comporta. Ovviamente il nostro SSN prevede la possibilità di esenzioni per chi non fosse nelle condizioni di pagare l’ ecocardiografia fetale, ma di questo ci occuperemo meglio nel prossimo paragrafo
  4. Ecocardiografia fetale: come ottenere l’esenzione

    L’esenzione per l’ ecocardiografia fetale è prevista in tutti i casi in cui il ricorso a questo esame sia consigliato; in tutte quelle circostanze, che precedentemente abbiamo elencato, che comportano un rischio per la salute del feto (familiarità con le cardiopatie, precedenti parti di figli con cardiopatie congenite, precario stato di salute della futura mamma, etc); esiste quindi un codice apposito (M50) che prevede l’esenzione per tutti i soggetti potenzialmente a rischio, per cui quello del costo dell’ ecocardiografia fetale è un falso problema, se il tuo ginecologo te l’ha consigliata espressamente con ogni probabilità vuol dire che esiste un rischio concreto per cui avrai certamente diritto all’esenzione
  5. Perché l’ ecocardiografia fetale è così importante

    L’ ecocardiografia fetale è fondamentale perché permette di evidenziare precocemente il rischio di cardiopatie congenite e questo permette, tra le altre cose, di scegliere adeguatamente la struttura in cui partorire; i genitori che sono consapevoli di una malformazione congenita possono quindi orientarsi per partorire in una struttura che sia in grado di far fronte a qualunque tipo di complicazione possa insorgere sia durante che dopo il parto. Attraverso la messa in atto di questa ed altre piccole accortezze, rese possibili proprio grazie all’ ecocardiografia fetale, siamo riusciti già oggi a ridurre la mortalità media dei bimbi affetti da questi disturbi; ecco quindi spiegato perché l’ ecocardiografia fetale è considerata un esame così importante

Ecocardiografia fetale: rischi e complicazioni

Come già accennato l’ ecocardiografia fetale non presenta alcun rischio e non può provocare alcuna complicazione; alcune persone sono ancora oggi convinte che questo genere di esami possa rischiare di danneggiare in qualche modo la salute del feto, ovviamente non è per nulla così e chiunque può sottoporsi a un’ ecocardiografia fetale con la massima tranquillità

Ecocardiografia fetale: il ruolo del medico

Il ruolo del medico è fondamentale durante tutto l’arco della gravidanza (ed ovviamente anche dopo); il medico rappresenta infatti una guida irrinunciabile per le future mamme anche perché, per quanto una persona possa volersi informare, sarebbe impensabile che i futuri genitori si barcamenassero da soli in quest’avventura. A parte tutto questo, che è ampliamente risaputo, il ruolo del medico diventa ancora più importante quando parliamo di ecocardiografia fetale dal momento che parliamo di un esame che, comprensibilmente, potrebbe suscitare una certa ansia nei genitori; il ruolo centrale del medico, quindi, sta proprio nel saper tranquillizzare i genitori sia durante l’attesa dell’esame (visto che come al solito tra il momento in cui richiediamo un esame e quello in cui lo facciamo passano normalmente un po’ di giorni) sia dopo aver ottenuto l’esito della ecocardiografia fetale.

Ecocardiografia fetale: conclusioni

L’ ecocardiografia fetale è un esame per immagini che consente di evidenziare precocemente eventuali malformazioni cardiache del feto; eseguita normalmente dopo la ventesima settimana (generalmente dopo la morfologica) l’ ecocardiografia fetale funziona come una normale ecografia per cui non è dolorosa, non comporta rischi di alcun tipo e si esegue in una ventina di minuti. Questo esame è normalmente gratuito dal momento che il SSN per l’ ecocardiografia fetale prevede l’esenzione (codice M50) in tutti i casi in cui questo esame si reputi necessario, chi volesse comunque sottoporsi privatamente a un’ ecocardiografia fetale dovrà mettere in preventivo una spesa che va dai 70 ai 150 euro.

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