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Defibrillatore sottocutaneo: ecco tutto quello che devi sapere


Defibrillatore sottocutaneo: ecco tutto quello che devi sapereIl defibrillatore sottocutaneo è un dispositivo medico che serve a prevenire gli infarti; da non confondersi col più noto pacemaker è anche chiamato l’acronimo ICD (dall’inglese implantable cardioverter defibrillator) questo strumento è diventato cruciale per la sopravvivenza di migliaia di persone. Gli ultimi dati che siamo riusciti a reperire relativamente ai defibrillatori sottocutanei impiantati in Italia risalgono al 2011, anno nel quale oltre 17.000 ICD sono stati impiantati nel nostro paese (qui la fonte); dal momento che, come ormai sappiamo tutti, un numero sempre maggiore di decessi nella nostra società è riconducibile a malattie cardiache risulta quanto mai intuitivo quanto la diffusione dei defibrillatori sottocutanei sia importante nella nostra società.

Che cos’è un defibrillatore sottocutaneo

Il defibrillatore sottocutaneo è un dispositivo elettrico impiantato nella regione pettorale che serve a prevenire il rischio di morte cardiaca improvvisa; un dispositivo simile è il pacemaker, molto più conosciuto dal grande pubblico, il quale però non va confuso con gli ICD. Nei prossimi paragrafi avremo modo di illustrare in maniera più accurata cosa sia, come funzioni e a cosa serva un defibrillatore sottocutaneo oltre che, ovviamente, a spiegare in cosa questo dispositivo si distingua dai più noti pacemaker, come si utilizzi, quali siano le principali accortezze da utilizzare nel caso ci sia stato impiantato un dispositivo del genere e daremo molte altre informazioni utili sui defibrillatori sottocutanei, per adesso, però, limitiamoci a questa semplice definizione di cosa sia questo apparecchio, un dispositivo elettrico simile al pacemaker che serve a prevenire il rischio di morte correlato ad alcuni tipi di cardiopatia.

Defibrillatore sottocutaneo: informazioni generali

I primi tipi di defibrillatore erano transvenosi e gli elettrodi che liberavano le scariche elettriche al momento opportuno erano impiantati direttamente nel cuore attraverso una vena (ed ecco perché venivano chiamati transvenosi); questo tipo di tecnica presentava però dei rischi di complicazioni che sono stati superati dagli impianti sottocutanei che hanno come principale vantaggio quello di lasciare intatti il cuore e le arterie. Nel defibrillatore sottocutaneo (impiantato nella regione pettorale) gli elettrodi sono impiantati appunto a livello sottocutaneo cosa che porta particolare giovamento soprattutto nei più giovani per i quali questo genere di impianti dimostrano di resistere meglio alla prova del tempo di quanto non avvenisse per quelli di tipo transvenoso che, come detto, presentavano e presentano tutt’ora maggiori criticità

  1. A cosa serve un defibrillatore sottocutaneo

    Il defibrillatore sottocutaneo serve ad arginare il rischio di morte cardiaca improvvisa per tachicardia ventricolare o per fibrillazione ventricolare; questo tipo di dispositivo, quindi, si presta ad essere impiantato in presenza di condizioni patologiche ben precise. I pazienti per i quali si richiede l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo sono quelli affetti da cardiopatia ischemica, tachicardia e fibrillazione sopraventricolare, cardiomiopatia dilatativa o ipertrofica e quelli sopravvissuti a un precedente infarto.
  2. Defibrillatore sottocutaneo: intervento per l’impianto

    L’intervento per l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo non deve destare grosse preoccupazioni nei pazienti; effettuata in anestesia locale, l’operazione non avviene “a cuore aperto” e normalmente il paziente viene dimesso nelle ventiquattro ore successive all’intervento. L’operazione per impiantare un defibrillatore sottocutaneo può durare da una a tre ore (mediamente), per quanto riguarda invece la preparazione da parte del paziente è normalmente il medico che eseguirà l’intervento a fornire tutte le indicazioni del caso
  3. Rischi e complicazioni del defibrillatore sottocutaneo

    Il rischio di complicazioni correlate all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo è decisamente raro; gonfiore, lividi e sanguinamento in corrispondenza del punto in cui l’ICD è stato impiantato non sono infrequenti ma sono circostanze che non devono destare particolare apprensione a patto però che vengano immediatamente riferite al medico di fiducia. Il rischi correlato ad infezioni non è particolarmente elevato (o comunque non più rispetto a qualunque altro tipo di intervento chirurgico) così come quello di reazione allergica ai farmaci somministrati durante l’intervento. Esistono poi altre criticità (rare, come già accennato) che sono decisamente più pericolose di quelle fin qui descritte (come ad esempio nel caso di emorragie) che omettiamo di descrivere in maniera dettagliata sia per evitare di suscitare un’ansia ingiustificata in chi dovesse leggere questo post sia perché normalmente è il medico di fiducia a fornire al paziente tutte le informazioni relative ai principali rischi e alle complicazioni correlate all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo.
  4. Accortezze e precauzioni dopo l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo

    Normalmente i pazienti che si sottopongono all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo possono tornare alle loro normali attività quasi da subito; nonostante questo, come puoi facilmente immaginare, sono richieste alcune accortezze. Per prima cosa è consuetudine evitare qualunque sforzo fisico particolarmente intenso per almeno un mese dopo l’intervento, per cui non bisogna sospendere ogni tipo di attività sportiva ma bisogna sospendere qualunque tipo di attività possa comportare un eccessivo sforzo fisico (come ad esempio i lavori domestici); queste sono ovviamente alcune delle precauzioni che bisogna tenere subito dopo l’intervento (il medico di fiducia fornirà informazioni più precise e dettagliate in merito), ci sono poi tutte quelle accortezze che bisognerà continuare a seguire anche dopo. L’uso dei telefoni cellulari, ad esempio, è sicuro ma bisogna comunque evitare di tenere il cellulare troppo vicino al posto in cui il defibrillatore sottocutaneo è stato impiantato; ancora altre accortezze da tenere sempre a mente riguardano l’importanza di comunicare ai medici l’esistenza di un ICD qualora ci si dovesse sottoporre ad esami basati sull’utilizzo di onde elettromagnetiche (come ad esempio nel caso di risonanza magnetica). Alle persone che hanno impiantato un defibrillatore sottocutaneo viene poi rilasciata una tessera che ne certifica la presenza al fine di consentire loro il passaggio al metal detector (ad esempio in aeroporto) visto che questi dispositivi, come ovvio, continuerebbero a suonare quando un portatore di ICD ci dovesse passare sotto. Dispositivi come forni a microonde, televisori e telecomandi, radio, lettori MP3, coperte, rasoi e trapani elettrici presentano un basso rischio di interazione negativa con i defibrillatori sottocutanei mentre è consigliabile non restare troppo vicini a generatori e trasformatori elettrici.
  5. Defibrillatore sottocutaneo: come si utilizza

    Il defibrillatore sottocutaneo è automatico, viene programmato ad hoc in base alle necessità del singolo paziente e funziona in maniera autonoma; questo tipo di dispositivi, infatti, riescono a riconoscere la presenza di anomalie nel battito cardiaco e si attivano autonomamente per correggerle erogando piccole scosse elettriche.

Che dimensioni ha un defibrillatore sottocutaneo

Mediamente un defibrillatore sottocutaneo ha dimensioni intorno ai 5/7 centimetri (è leggermente più largo di quello intravenoso) è un peso che si aggira tra gli 80 e i 100 grammi.

Defibrillatore sottocutaneo: informazioni sulle batterie

I defibrillatori sottocutanei usano normalmente batterie al litio che hanno una durata massima fino a sette anni; della batteria in realtà non deve preoccuparsi il paziente, durante le visite di controllo periodiche (dalle 2 alle 4 annuali) il medico si preoccupa, tra le altre cose, di monitorare lo stato della batteria. Quando la batteria di un defibrillatore sottocutaneo è prossima ad esaurirsi si provvede a sostituirla con un apposito intervento (sempre ambulatoriale)

Defibrillatore sottocutaneo: conclusioni

Il defibrillatore sottocutaneo è un dispositivo medico pensato per prevenire la morte cardiaca improvvisa nei pazienti affetti da alcuni tipi di cardiopatie; a differenza degli impianti transvenosi gli ICD (defibrillatori sottocutanei) presentano rischi di complicazioni sensibilmente inferiori ed anche l’operazione per il loro impianto risulta estremamente meno invasiva. Il defibrillatore sottocutaneo è un dispositivo automatico il che vuol dire che è in grado di riconoscere autonomamente le anomalie nel battito cardiaco e che altrettanto autonomamente è in grado di risolverle attraverso il rilascio di piccole scariche elettriche.

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