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Tampone faringeo: ecco tutto quello che ti serve sapere


Tampone faringeo: ecco tutto quello che ti serve sapereIl tampone faringeo è un test molto comune del quale in linea di massima tutti abbiamo sentito parlare anche se spesso non ne conosciamo le finalità e le modalità con cui questo test viene eseguito; nei prossimi paragrafi tenteremo quindi di illustrare nella maniera più semplice possibile cos’è un tampone faringeo, a cosa serve questo esame, come ci si dovrebbe preparare, i vari esiti possibili e tenteremo di dare ancora molte informazioni utili sia per chi dovesse sottoporsi per la prima volta a questo esame sia per chi fosse semplicemente curioso di comprendere meglio in cosa consista un prelievo di mucosa attraverso il tampone faringeo. Prima di passare oltre ed entrare nel vivo di questo post diciamo subito però che il tampone faringeo non è assolutamente una procedura dolorosa ne fastidiosa, per cui ci possiamo sottoporre a questo test in assoluta serenità.

Che cos’è il tampone faringeo

Il tampone faringeo consiste, molto semplicemente, nel prelevare la mucosa faringea attraverso un apposito tampone (simile a un cotton fioc); il materiale così raccolto potrà quindi essere analizzato successivamente in laboratorio per gli scopi che avremo modo di illustrare meglio più avanti. Anche se in farmacia sono disponibili diversi test per il tampone faringeo casalingo è importante precisare che raramente è possibile, per noi persone comuni senza un’adeguata preparazione, eseguire correttamente questo test (per motivi che vedremo meglio in uno dei prossimi paragrafi) e, inoltre, non è infrequente che questi esami (specie se fatti a livello casalingo) possano generare un “falso positivo” per cui il nostro consiglio è di rivolgersi comunque ad un medico di fiducia per effettuare nella maniera corretta il prelievo della mucosa col tampone faringeo

Tampone faringeo: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dare una spiegazione molto semplice ed accessibile di cosa sia un tampone faringeo, abbiamo quindi spiegato che si tratta di un prelievo della mucosa faringea effettuato usando un apposito tampone che verrà, successivamente, esaminato in laboratorio; abbiamo anche detto che questo genere di prelievo può essere fatto anche in maniera casalinga ma abbiamo anche avuto modo di sconsigliare questo tipo di approccio. Nei prossimi paragrafi avremo quindi modo di entrare finalmente nel vivo di questo nostro post e di comprendere meglio a cosa serve un tampone faringeo, in cosa consiste l’esame, che genere di preparazione deve avere il paziente e ancora molte altre informazioni utili

  1. A cosa serve il tampone faringeo

    Tipicamente il tampone faringeo viene utilizzato in presenza di faringiti croniche o comunque recidive; risulta ancora più consigliato in tutti quei casi in cui ai sintomi di una normale faringite si dovessero associare condizioni più delicate come ad esempio in caso di febbre molto alta. Sostanzialmente la finalità dell’esame è constatare se la faringite è effettivamente di natura batterica (non si tratta quindi di un’infezione virale) per poi poter sviluppare il più adeguato approccio terapeutico
  2. Tampone faringeo: in cosa consiste l’esame

    Il tampone faringeo consiste, come accennato, nel prelievo di mucosa dalla faringe; più precisamente si strofina il tampone (con movimenti leggeri e in diverse direzioni) contro la faringe e, successivamente, contro le tonsille. Come abbiamo avuto modo di accennare esisterebbero anche dei tamponi faringei fai da te, il problema però è che nell’eseguire la procedure di prelievo della mucosa (a livello faringeo e dalle tonsille) occorre fare molta attenzione a non strofinare il tampone anche contro il cavo orale, per questo motivo sconsigliamo di eseguire questo esame a livello casalingo dal momento che raramente persone comuni che non hanno alcuna esperienza in merito possiedono la manualità necessaria a prelevare correttamente la mucosa attraverso un tampone faringeo
  3. Preparazione al tampone faringeo: cosa deve fare il paziente

    Per sottoporsi al tampone faringeo non è necessaria una preparazione particolare ma occorrono comunque una serie di piccole accortezze; per prima cosa è preferibile sottoporsi all’esame a digiuno dal momento che per la natura stessa del prelievo (il tampone come detto va strofinato contro faringe e tonsille) è abbastanza frequente che questa operazione possa provocare l’istinto del vomito. E’ inoltre importante che non si siano assunti antibiotici nei cinque giorni precedenti al test ed evitare risciacqui con collutori o altre sostanze antibatteriche nelle sei ore precedenti all’esame.
  4. Tampone faringeo: dove farlo e come richiederlo

    Normalmente è il medico curante a consigliare il ricorso al tampone faringeo soprattutto in presenza di faringiti croniche o comunque recidive; in questi casi, quindi, solitamente si acquista il tampone in farmacia e si può chiedere al medico di effettuare il prelievo che verrà, successivamente, inviato al laboratorio di analisi. In altri casi si può effettuare il prelievo direttamente presso il laboratorio di analisi, la cosa importante, come detto, è evitare di effettuare il prelievo da soli ed affidarsi a personale medico esperto; qualora accidentalmente il tampone entrasse in contatto anche con il cavo orale (lingua, denti, palato) i risultati di laboratorio potrebbero esserne alterati.
  5. Tampone faringeo: positivo e negativo

    Il tampone faringeo può dare due esiti, negativo e positivo; in caso l’analisi di laboratorio evidenziasse la negatività del tampone faringeo vorrà dire che siamo di fronte ad una infezione di natura virale, qualora risultasse invece positivo lo stesso laboratorio di analisi si premunirà di effettuare anche l’antibiogramma, un  secondo esame (sempre sulla mucosa prelevata) che consente di evidenziare che tipo di batteri abbiano causato l’infezione. Sulla base di questa informazione, quindi, il medico potrà decidere che tipo di terapia antibiotica prescrivere al paziente.

Quanto costa un tampone faringeo

Il costo di un tampone faringeo può partire da una decina d’euro e arrivare a una trentina, dipende ovviamente da una serie di fattori; in linea di massima non si tratta di un esame particolarmente oneroso, certamente è possibile risparmiare qualcosa effettuando da se il prelievo, tuttavia, come ampliamente ripetuto, non è un comportamento che ci sentiamo di consigliare. In considerazione del fatto che si tratta di un esame abbastanza accessibile (in termini di costi) è quindi preferibile affidarsi a personale qualificato per il prelievo onde evitare che il contatto del tampone col cavo orale possa alterare in qualche modo gli esiti dell’esame

Il tampone faringeo è doloroso

Sottoporsi al tampone faringeo è una procedura assolutamente indolore, certamente, si tratta di un esame discretamente invasivo e che può risultare fastidioso (come accennato provare l’urto del vomito è cosa abbastanza frequente) tuttavia parliamo comunque di un test assolutamente indolore, magari un po’ fastidioso, ecco, questo si, ma doloroso no, per nulla

Tampone faringeo: conclusioni

Il tampone faringeo è un esame che consiste nel prelievo della mucosa della faringe e delle tonsille attraverso un apposito tampone che viene poi spedito a un laboratorio d’analisi il quale analizzerà sia la presenza di infezioni batteriche sia, eventualmente, a quale genere di batterio è imputabile l’infezione. Il prelievo viene effettuato strofinando il tampone prima contro la faringe e poi contro le tonsille, avendo cura però che non entri in contatto con il palato, i denti o la lingua (in questo caso i risultati del test potrebbero esserne alterati). Al tampone faringeo si ricorre generalmente in presenza di faringiti croniche o comunque recidive, in questi casi diventa quindi importante capire se la causa di questo disturbo è imputabile a un’infezione virale o batterica; nella seconda ipotesi, quindi, il tampone faringeo si rivela utile anche per definire il tipo di antibiotico più indicato da somministrare al paziente

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