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Cause, sintomi e cura contro la gammopatia monoclonale


Cause, sintomi e cura contro la gammopatia monoclonaleLa gammopatia monoclonale viene normalmente indicata come una condizione patologica; questa definizione può suscitare comprensibilmente qualche perplessità dal momento che la gammopatia monoclonale nella maggior parte dei casi non origina sintomi di alcun tipo, non richiede di essere trattata in alcun modo e non procura alcun fastidio alle persone che ne sono affette. Ma allora che cos’è questa gammopatia monoclonale? Lo capiremo meglio nel corso di questo post, per adesso limitiamoci solo a dire che è una condizione particolare, che va monitorata dal momento che gli studi clinici dimostrano essere correlata a patologie anche di una certa gravità, ma che in ogni caso non deve suscitare ansia immotivata (capirai meglio più avanti il perché di tanti preamboli)

Che cos’è la gammopatia monoclonale

Si definisce gammopatia monoclonale una precisa condizione che consiste nell’aumento di una proteina (appunto la proteina monoclonale, detta anche proteina M) nel sangue e nel midollo osseo; stiamo parlando di una condizione molto particolare, come vedremo nei prossimi paragrafi, su molti siti potrete leggere che si tratta sostanzialmente di un tumore benigno delle plasmacellule, noi abbiamo scelto di non esprimerci in questo modo visto che la parola tumore può suscitare una comprensibile ansia in chi legge e soprattutto perché, in fin dei conti, come vedremo, la gammopatia monoclonale rimane spesso del tutto asintomatica e non richiede di essere trattata in alcun modo. Ovviamente questo non vuol dire che questa condizione possa essere sottovalutata, risulta infatti essere correlata a patologie di una certa gravità. Quello che vogliamo dire è che chi presentasse un problema di gammopatia monoclonale non deve fare l’errore di credere che inderogabilmente svilupperà una delle patologie correlate a questa condizione, ma non deve nemmeno limitarsi a sperare nelle statistiche disinteressandosi di sottoporsi ai vari controlli di check-up periodici che sono previsti per le persone che presentano una gammopatia monoclonale

Gammopatia monoclonale: informazioni generali

La gammopatia monoclonale è una condizione estremamente rilevante perché risulta correlata a patologie molto gravi come ad esempio il linfoma, il mieloma multiplo e altre forme tumorali maligne; ribadiamo ancora una volta che non tutte le persone con un problema di gammopatia monoclonale svilupperanno una neoplasia maligna, è però fondamentale (una volta scoperta la gammopatia monoclonale) sottoporsi a tutti i controlli periodici previsti di modo da favorire una eventuale diagnosi precoce e, qualora si sviluppasse effettivamente un tumore, migliorare sensibilmente le proprie possibilità di sopravvivenza

  1. Le cause della gammopatia monoclonale

    Comprendere le cause della gammopatia monoclonale ci è di sicuro aiuto per comprendere meglio la natura di questo disturbo; arrivati a questo punto, però, dobbiamo fermarci un attimo e raccogliere alcune piccole informazioni utili sul funzionamento del nostro sistema immunitario (ovviamente semplificando molto con lo scopo di rendere la comprensione accessibile a chiunque). Sappiamo tutti che il nostro sistema immunitario rappresenta la prima linea di difesa del nostro organismo contro le infezioni e che, per realizzare questo compito, nel nostro organismo sono presenti delle particolari cellule tra le quali, giusto per fare un esempio, citiamo tra gli altri i linfociti, i granulociti e i mastociti. Detto questo, tra le tante cellule che compongono il nostro sistema immunitario quella che a noi interessa in maniera particolare (dato l’argomento del nostro post) e il plasmocita; il compito del plasmocita è produrre anticorpi, tuttavia in alcuni casi queste cellule (situate presso il midollo osseo), per motivi che non sono ancora stati pienamente compresi, iniziano a produrre una gran quantità di proteine monoclinali (si tratta sostanzialmente di proteine anticorpali come le immunoglobuline, ma che non svolgono alcuna funzione in tal senso). A questo punto le proteine monoclonali iniziano ad accumularsi presso il midollo osseo (a discapito delle altre cellule sane) e compaiono in gran numero anche nel sangue.
  2. Gammopatia monoclonale: i sintomi principali

    La gammopatia monoclonale nella maggioranza dei casi non provoca alcun sintomo; esistono dei casi particolari in cui la gammopatia monoclonale provoca un determinato quadro sintomatologico (ad esempio in caso l’accumulo di proteina M abbia finito col danneggiare i nervi periferici) ed in questi casi possiamo constatare manifestazioni come intorpidimento e formicolii alle mani e ai piedi. Come chiunque può constatare, quindi, si tratta di sintomi abbastanza generici che potrebbero essere correlati a un gran numero di disturbi diversi; in ogni caso riconoscere questo disturbo, come stiamo per vedere nel prossimo paragrafo, è relativamente semplice per cui imparare a riconoscerne i sintomi diventa abbastanza secondario
  3. Come si diagnostica un caso di gammopatia monoclonale

    Per diagnosticare una gammopatia monoclonale sono sufficienti delle semplici analisi del sangue; grazie a questo esame è possibile riscontrare una presenza anomala di proteina M che è appunto la condizione che ci permette di riconoscere questo disturbo. Questo non vuol dire che non siano necessari ulteriori esami, come accennato infatti questa condizione può favorire l’insorgenza di diverse patologie, motivo per il quale non è infrequente che il medico di fiducia prescriva ulteriori analisi per assicurarsi dell’effettivo stato di salute della persona
  4. Gammopatia monoclonale: quando rivolgersi al medico

    Dal momento che, come accennato nel paragrafo precedente, normalmente la gammopatia monoclonale viene riscontrata con un semplice esame del sangue se ne deduce che il medico di fiducia ne verrà a conoscenza immediatamente; più che altro la cosa importante da rimarcare è l’importanza, a questo punto, di seguire le indicazioni del medico. Come accennato, infatti, le persone che presentano la gammopatia monoclonale devono sottoporsi periodicamente a determinati esami perché presentano un rischio (non elevato, ma non per questo trascurabile) di sviluppare patologie anche di una certa gravità; è quindi fondamentale in questo senso seguire le indicazioni del medico di fiducia e seguire tutti gli screening previsti per questa condizione. Diverso il discorso invece per chi fosse già al corrente di avere un problema di gammopatia monoclonale e dovesse riscontrare i seguenti sintomi: stanchezza, perdita di peso, infezioni ricorrenti e dolori alle ossa; in tutti questi casi è opportuno contattare immediatamente il medico di fiducia.
  5. Cura e trattamento della gammopatia monoclonale

    La gammopatia monoclonale non è una condizione che richieda cure o trattamenti specifici, richiede solo alcune accortezze; fin tanto che questa condizione non procurerà alcun sintomo o disturbo di sorta il medico si limita a monitorare la situazione. Ovviamente nel momento in cui la gammopatia monoclonale dovesse arrivare a provocare l’insorgenza di una neoplasia allora si procederà a curare quello specifico disturbo

Come prevenire il rischio di gammopatia monoclonale

La gammopatia monoclonale non si può prevenire, quello che si può fare però è prevenire il rischio che questa condizione possa favorire l’insorgenza di un tumore; chi avesse un problema di gammopatia monoclonale non deve, come detto, fare l’errore di credere che certamente svilupperà una neoplasia in futuro, ma deve considerarsi un soggetto a rischio tumore e comportarsi di conseguenza. Non solo i vari screening sono importanti ma anche gli stili di vita da adottare sono fondamentali per evitare che questa condizione (con la quale si convive normalmente fintanto che rimane asintomatica) possa degenerare.

Rimedi naturali contro la gammopatia monoclonale

Come i nostri lettori sanno non ci piace fare terrorismo ma non ci piace nemmeno girare in torno alle cose, per cui diciamo chiaramente (come magari non abbiamo fatto sempre dall’inizio di questo post) che il principale rischio correlato alla gammopatia monoclonale è quello di sviluppare forme di tumori maligni estremamente aggressive e difficili da curare. Diciamo questo così chiaramente e in questo modo per rimarcare ancora una volta l’importanza fondamentale che hanno gli stili di vita e gli screening periodici per le persone che presentano una gammopatia monoclonale; essere soggetti a rischio di sviluppare un tumore, infatti, non vuol dire che lo svilupperemo certamente ed adottare tutte le corrette strategie per prevenire questo genere di rischio può realmente fare la differenza. Inoltre il fatto che la gammopatia monoclonale sia correlata a forme tumorali maligne, aggressive e (come detto in precedenza) difficili da curare, non vuol dire certamente che siano impossibili da curare; è vero anzi che attraverso la diagnosi precoce (possibile grazie agli screening previsti per le persone che presentano questa condizione) le chance di poter curare anche le neoplasie più “cattive” aumentano in maniera rilevante

Gammopatia monoclonale: conclusioni

La gammopatia monoclonale è una condizione caratterizzata dall’aumento di proteina monoclonale nel sangue (e nel midollo osseo); si tratta di una disturbo che non produce sintomi ma che per fortuna può essere diagnosticato facilmente attraverso delle semplici analisi del sangue. La gammopatia monoclonale è correlata al rischio di insorgenza di alcune forme tumorali particolarmente gravi, per questo motivo, anche se si tratta di una condizione che non origina sintomi e non procura fastidi di alcun tipo, occorre monitorare costantemente la situazione; oltre agli screening periodici, quindi, occorrerà cambiare i propri stili di vita per sposare tutte quelle strategie che risultano efficaci nella prevenzione delle neoplasie. Avere un problema di gammopatia monoclonale, in ogni caso, non vuol dire che con certezza ci si dovrà misurare con un tumore nel futuro prossimo, ma vuol dire che dobbiamo imparare a considerarci come soggetti a rischio e imparare a difenderci sin da subito dal rischio oncologico.

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