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Angioplastica coronaria: ecco tutto quello che devi sapere sullo stent coronarico


Stent coronarico: ecco tutto quello che devi sapereLo stent coronarico è un dispositivo medico che negli ultimi anni è diventato sostanzialmente fondamentale nel trattamento delle coronaropatie (argomento di cui per altro abbiamo avuto modo di trattare proprio di recente, come i nostri lettori più assidui certamente sapranno). Prima di entrare nel vivo di questo post e provare a capire insieme cos’è uno stent coronarico, a cosa serve, come viene impiantato e via dicendo, prendiamoci un attimo di tempo per capire cos’è uno stent; si tratta di una struttura metallica a maglie che viene inserita in particolari strutture anatomiche (tipicamente di forma cilindrica, per cui gli stent sono usati non solo a livello di arterie ma anche, ad esempio, a livello intestinale). Successivamente, quindi, lo stent viene fatto espandere (tipicamente con l’aiuto di un palloncino) al fine di recuperare delle condizioni anatomiche ottimali per le funzionalità di quel particolare organo.

Che cos’è uno stent coronarico

Adesso che abbiamo capito cos’è uno stent non risulterà particolarmente complesso comprendere come funziona uno stent coronarico; come spiegato nel nostro post sulla coronaropatia le coronarie sono le arterie responsabili di pompare il sangue verso il muscolo cardiaco. In determinati casi, come vedremo meglio nel corso di questo nostro post, le coronarie possono incorrere in processi ostruttivi che quindi causano una progressiva riduzione della portata con cui il sangue affluisce al cuore; questa condizione, come puoi facilmente immaginare, è estremamente pericolosa perchè può provocare una serie di disturbi cardiaci tra cui i più gravi sono certamente l'infarto e la morte cardiaca improvvisa. Attraverso l’uso dello stent coronarico, quindi, si possono comprimere le placche che provocano questo tipo di ostruzioni consentendo così al sangue di tornare ad affluire normalmente verso il muscolo cardiaco.

Stent coronarico: informazioni generali

Fin qui abbiamo spiegato cosa sia uno stent e, più nel dettaglio, cosa si intenda per stent coronarico; quello che non abbiamo ancora spiegato è che lo stent è sostanzialmente il dispositivo medico che consente di ripristinare il normale flusso sanguigno attraverso le coronarie mentre l’operazione con la quale s’impianta questo dispositivo prende il nome di angioplastica coronaria (un termine che abbiamo tutti sentito nominare almeno una volta ma del quale conosciamo solo per sommi capi il reale significato). Nei prossimi paragrafi continueremo il nostro excursus nel mondo degli stent coronarici e proveremo a capire insieme quando il ricorso a questi dispositivi si rende necessario, in cosa consiste l’intervento per l’impianto, quali rischi presenti e ancora molte altre informazioni utili per chi dovesse sottoporsi a un’angioplastica coronaria

  1. A cosa serve uno stent coronarico

    Abbiamo già avuto modo di accennare che lo stent coronarico serve per ripristinare la naturale portata (cioè la quantità di sangue che le arterie possono trasportare in un’unità di tempo) delle coronarie; ma per quale motivo si rende necessario procedere all’impianto di questo dispositivo? Posto che esistono, ad esempio, anche condizioni congenite che possono comportare un malfunzionamento delle arterie coronarie, normalmente i processi di ostruzione cui questi vasi sanguigni sono sottoposti possono essere ricondotti (nella stragrande maggioranza dei casi) all’aterosclerosi, una malattia vascolare cronica e progressiva che causa appunto un restringimento del lume vascolare (clicca qui per saperne di più)
  2. Come prepararsi all’impianto di uno stent coronarico

    Ovviamente tutte le istruzioni e le indicazioni su cosa fare e non fare prima dell’intervento d’impianto dello stent coronarico ti verranno fornite a tempo debito dal tuo medico di fiducia; noi di seguito proveremo a riepilogare quali sono tipicamente le principali accortezze posto in ogni caso che dovrai sempre seguire nella maniera più scrupolosa possibile le indicazioni del medico. Per prima cosa, come per tanti altri interventi, spesso il digiuno è richiesto nelle 24 ore precedenti all’impianto dello stent (anche in questo caso sarà il tuo medico a dirti come regolarti), con ogni probabilità il medico vorrà essere messo al corrente sui vari farmaci eventualmente assunti e potrebbe chiederti di sospenderli o di assumerne di diversi. Le accortezze da parte del paziente, in linea di massima terminano qui, eventuali altre indicazioni potranno essere fornite dal medico di fiducia qualora lo reputasse opportuno
  3. Stent coronarico: intervento per l’impianto

    Per impiantare uno stent coronarico è necessario ricorrere ad un esame diagnostico fondamentale che si chiama angiografia coronaria; sostanzialmente è un esame ai raggi x che serve al chirurgo per identificare con la massima precisione possibile dove sono localizzate le ostruzioni; acquisite queste informazioni si potrà programmare l’intervento vero e proprio (l’angioplastica) per l’impianto dello stent coronarico. Questo tipo di procedura, diventata molto diffusa a partire dai primi anni 2000, ha la qualità di essere scarsamente invasiva e di permettere tempi di recupero molto rapidi per i pazienti; sostanzialmente, infatti, i pazienti vengono dimessi già dopo ventiquattro ore dall’impianto dello stent coronarico. Una volta impiantato lo stent coronarico rappresenta una sorta di impalcatura che consente all’arteria di continuare a svolgere in efficienza le sue funzioni.
  4. Rischi e complicazioni dello stent coronarico

    Anche se la procedura di impianto dello stent coronarico è scarsamente invasiva questo non vuol dire che non esistano rischi di alcuna natura; le complicazioni gravi (infarto, ictus e morte cardiaca improvvisa) sono fortunatamente molto rare ma ve ne sono delle altre (certamente molto più lievi) che si manifestano con una certa frequenza. Le infezioni, ad esempio, rappresentano un rischio concreto e ancora più concreto è il rischio di restenosi (cioè il nuovo restringimento dell’arteria), condizione che si presenta in circa il 20/30% dei casi di pazienti sottoposti a angioplastica coronaria; anche la trombosi rappresenta un rischio correlato all’impianto dello stent che può verificarsi in seguito alla formazioni di coaguli di sangue, tuttavia questo capita molto raramente e solitamente nelle 24 ore immediatamente successive all’operazione durante le quali il paziente resta comunque sotto osservazione. Per evitare questi e altri rischi, quindi, è fondamentale che il paziente segua con la massima precisione e cura le indicazioni fornite dal medico di fiducia soprattutto relativamente all’assunzione dei farmaci (principalmente anticoagulanti e antipiastrinici).
  5. Accortezze e precauzioni dopo l’impianto di uno stent coronarico

    Anche se l’impianto degli stent coronarici è diventato quasi di routine è importante non prendere sottogamba questo tipo di situazioni; dopo essersi sottoposti a un’angioplastica non si deve cadere nell’equivoco che il fatto di essere stati dimessi così presto significa che stiamo bene e possiamo tornare a fare tutto ciò che facevamo prima. Ovviamente sarà il medico a fornire tutte le indicazioni del caso al paziente relativamente agli accorgimenti che dovrà usare, noi qui ci limitiamo a riepilogare velocemente i passaggi fondamentali; per prima cosa la ginnastica sarà fondamentale, la sedentarietà è nemica giurata della salute del nostro cuore, nonostante questo non potrai praticare qualunque forma di attività motoria, alcuni tipi di sport ti saranno preclusi, sarà il medico ad indirizzarti verso la forma di ginnastica più adatta alle tue condizioni. Le accortezze alimentari e sugli stili di vita diventeranno parte della tua quotidianità, dovrai alimentarti in maniera più sana, portare avanti una dieta bilanciata ed equilibrata (che non significa fare la fame, ma certamente nemmeno può significare continuare a fare bagordi a tavola) e dovrai abbandonare le cattive abitudini (prima tra tutte il fumo di sigaretta, ma anche l’abuso di alcool e in linea di massima tutto quanto possa compromettere il tuo stato di salute). Ovviamente non è nostro scopo darti tutte le informazioni di cui avresti bisogno relativamente alle accortezze e alle precauzioni da adottare dopo l’impianto di uno stent coronarico, questo compito spetta al tuo medico, quindi per qualunque dubbio, domanda o perplessità chiedi prima sempre al tuo medico, fidati di quello che ti consiglierà e segui sempre con la massima precisione le sue istruzioni.

Lo stent coronarico medicato

Più di recente sono stati sviluppati degli stent particolare che oltre alla funzione di “supporto” delle pareti dell’arteria hanno la capacità di rilasciare farmaci; questo tipo di dispositivi si mostrano particolarmente utili per prevenire il rischio di infezione, di restenosi e di trombosi.

Stent coronarico e rischio di rigetto

Molti pazienti temono che lo stent coronarico possa dare luogo a rigetto, spostarsi nell’arco del tempo o addirittura originare masse tumorali; si tratta di preoccupazioni certamente comprensibili ma sicuramente fuori luogo. Gli stent infatti non vanno generano mai rigetto, non possono spostarsi e (ammesso che serva ribadirlo) mai e in nessun caso possono originare una neoplasia di qualunque tipo. Come accennato nei paragrafi precedenti questi dispositivi non sono esenti da rischi o complicazioni (come del resto tutti i dispositivi medici), tuttavia i rischi correlati agli stent sono quelli che abbiamo già avuto modo di riepilogare; per maggiori informazioni (e per maggiore tua sicurezza) ti invitiamo a parlarne direttamente col tuo medico di fiducia

Stent coronarico: conclusioni

Lo stent coronarico è un dispositivo medico chirurgico usato quando le coronarie vanno incontro a processi cronici e progressivi di riduzione della loro portata con conseguente insufficienza di afflusso sanguigno al muscolo cardiaco; si tratta sostanzialmente di una struttura metallica a maglie, di forma tubolare, che viene inserita all’interno dell’arteria divenendo quindi una sorta di impalcatura per la stessa e ripristinando la normale pervietà delle arterie. Oltre al normale stent coronarico esistono anche dispositivi particolari capaci di rilasciare progressivamente dei farmaci nell’organismo (stent coronarico a rilascio di farmaci) capaci di prevenire alcuni dei principali rischi (che restano comunque abbastanza rari) correlati all’impianto di questi dispositivi medici.

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