Equitazione terapeutica: cos’è e a cosa serve l’ippoterapia


Equitazione terapeutica: cos’è e a cosa serve l’ippoterapiaL’ippoterapia è una tecnica che nonostante sia molto nota al grande pubblico (numerosi sono ad esempio i libri ma anche i film di successo che trattano l’argomento) resta in linea di massima misconosciuta nelle sue prerogative fondamentali. Tutti, in altre parole, sappiamo che è possibile curare le persone attraverso un determinato lavoro coi cavalli ma in pochi sanno cosa sia e in cosa consista effettivamente l’ippoterapia. In questo post, quindi, proveremo a capire insieme, tra le altre cose, quali siano i principali benefici dell’ippoterapia, come si svolga una seduta di equitazione terapeutica, a chi si rivolge questa tecnica e ancora molte altre informazioni utili per chi volesse imparare a conoscere meglio l’ippoterapia

Che cos’è l’ippoterapia

L’ippoterapia, come tutti sanno, è una forma di riabilitazione terapeutica effettuata con l’ausilio di cavalli appositamente addestrati; la scelta degli animali da impiegare nell’ippoterapia, infatti, deve essere particolarmente accurata onde evitare non solo di rendere meno efficace la terapia stessa ma anche per evitare eventuali rischi o complicazioni che, comunque, sono da considerarsi tutto sommato fisiologici nel lavoro coi cavalli (pensiamo al rischio di caduta che può essere ridotto, gestito, ma che rimane una variabile che non potremo mai riuscire ad azzerare). Nei prossimi paragrafi avremo modo di entrare nel vivo di questo nostro post e spiegare più nel dettaglio a cosa serve e a chi si rivolge l’ippoterapia, per adesso limitiamoci a questa prima definizione di questa tecnica, una metodologia terapeutica, quindi, che prevede di pervenire alla cura o al miglioramento di una determinata patologia mettendo un paziente in stretto contatto (fisico, ma anche emotivo) con un cavallo.

Ippoterapia: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a evidenziare come nonostante tutti sappiano che l’ippoterapia è una particolare forma di terapia che prevede di instaurare una relazione tra il paziente e il cavallo ad oggi la maggior parte delle persone non possiede una conoscenza precisa di questa metodologia. Una cosa che non tutti sanno, ad esempio, è che i benefici per l’essere umano derivanti dal fatto di accudire e di godere della compagnia dei cavalli sono certificati, dimostrati e noti sin da epoca antica; dei benefici (soprattutto nell’ambito dei disturbi psico-somatici) del cavalcare parlava già ippocrate (il padre della medicina occidentale, autore del famoso giuramento) in epoca pre-cristiana. Più modernamente, in Italia, il concetto di cavallo come medicina viene rafforzato, definito e articolato in una metodica rigorosa da Daniela Nicolas-Citterio, un medico di origini francesi che a partire dagli anni settanta contribuì in maniera fondamentale alla diffusione dell’ippoterapia in Italia

  1. A cosa serve l’ippoterapia

    L’ippoterapia ha una funzione duplice, serve quindi sia in ambito cognitivo-compartamentale sia nell’ambito della riabilitazione motoria; ovviamente i campi di applicazione sono differenti a seconda delle necessità del paziente, per cui esistono differenti percorsi diversificati sulla base degli esercizi da eseguire pensati su misura sulla base delle specifiche esigenze terapeutiche di un determinato paziente. Per quanto riguarda la dimensione cognitivo-comportamentale l’ippoterapia si rivolge sostanzialmente ai soggetti portatori di deficit cognitivi o relazionali e utilizza una particolare caratteristica del cavallo, la sua necessità di essere accudito; imparando quindi a eseguire tutti quei compiti quotidiani di cui il cavallo ha bisogno per poter sopravvivere (dalla pulizia all’alimentazione ma anche il rapporto affettivo, trattandosi di un animale estremamente sociale) il soggetto costruisce un rapporto di empatia col cavallo che lo condurrà non solo a comprendere meglio le dinamiche relazionali proprie ma anche a migliorare la propria autostima (perché impara a sentirsi utile). Per quanto riguarda la riabilitazione motoria, invece, il cavallo viene impiegato come medicina per la sua capacità di rappresentare una sorta di prolunga del corpo umano, un po’ come si dice per l’automobile, con la differenza che il livello di sinergia che si sviluppa tra una persona e la macchina che l’aiuta a superare il suo deficit (pensiamo ad esempio a un deambulatore) non è minimamente paragonabile a quello che si realizza cavalcando. Mentre si cavalca, infatti, il corpo umano risponde continuamente agli stimoli che riceve dal corpo del cavallo, ad esempio aggiustando il baricentro del tronco, questo significa che il gesto del cavalcare è un’attività che richiede una continua capacità non solo di coordinare i propri movimenti rispetto a quelli del cavallo ma anche di imparare a interpretarli e a percepirli in anticipo di modo da riuscire ad assecondarli meglio e con più fluidità e naturalezza. Altro particolare da non sottovalutare, da questo punto di vista, è che il modo di procedere del cavallo (per ritmicità, cadenza, etc) somiglia molto a quello dell’essere umano ed è questo che rende questa pratica particolarmente indicata nel trattamento di alcune particolari forme di deficit motorio ma, come vedremo in uno dei prossimi paragrafi, con diversi tipi di controindicazioni
  2. Come si svolge una seduta equitazione terapeutica

    Quando parliamo di ippoterapia riconosciamo almeno tre differenti metodologie in cui si articola questa attività; ognuna di queste metodologie, ovviamente, risulta particolarmente indicata per trattare determinati tipi di disturbi. La prima metodologia è l’ippoterapia propriamente detta, non prevede la possibilità di cavalcare l’animale autonomamente, si svolge sempre sotto la supervisione del terapista e rappresenta il primo approccio al mondo del cavallo e delle sue esigenze. La seconda metodologia prevede invece che il paziente arrivi a montare il cavallo ma sempre sotto la supervisione di un terapeuta esperto, la terza metodologia, infine, si rivolge in maniera esclusiva ai disabili e mira a mettere il paziente nelle condizioni di poter svolgere una normale attività d’equitazione, in maniera autonoma e, in alcuni casi, persino agonistica.
  3. Quali sono i principali benefici dell’ippoterapia

    Anche nel parlare dei benefici dell’ippoterapia non possiamo fare a meno di distinguere tra i benefici per la sfera psicologica e quelli per la dimensione motoria; nel primo caso, quindi, abbiamo benefici come il miglioramento dell’umore e dell’autostima, l’affinamento delle capacità relazionali e il miglioramento nella capacità di costruire relazioni empatiche con gli altri, riduzione dell’aggressività, miglioramento della capacità di gestire gli stati emotivi e di stress. Questo poi solo sommariamente perché se entrassimo nello specifico delle varie patologie i benefici dell’ippoterapia sono veramente tantissimi. Per quanto riguarda la dimensione motoria, infine, abbiamo benefici come il miglioramento della capacità di coordinazione e delle capacità propriocettive, e ancora l’ippoterapia migliora la capacità di concentrazione e il livello di attenzione.
  4. Rischi e controindicazioni dell’ippoterapia

    Più che di controindicazioni dell’ippoterapia, a nostro parere, sarebbe più corretto parlare di controindicazioni all’equitazione; questo tipo di attività non presenta infatti alcun tipo di rischio particolare (fatta eccezione per le cadute che però possono avvenire anche mentre camminiamo o se andiamo in bicicletta). Tuttavia l’equitazione è un’attività sportiva a tutti gli effetti e come tutte le attività sportive presenta dei casi in cui può essere controindicata; è questo il caso dei pazienti affetti da disturbi neurologici, ortopedici e da alcuni tipi di disturbi muscolari. L’ippoterapia è quindi controindicata per i soggetti che presentino anomalie spinali, Instabilità atlanto-assiale (che si presenta in circa 2 casi su 10 nei pazienti affetti da sindrome di down), scoliosi e alcune patologie ortopediche (soprattutto quelle a carico dell’anca). Ancora l’ippoterapia non andrebbe praticata dai pazienti oncologici, dalle persone con problemi di miastenia e dagli ipertesi. Anche in presenza di tutte quelle patologie che possono favorire la caduta da cavallo (come ad esempio l’epilessia) o che potrebbero rendere complicato intervenire dopo una caduta (pensiamo alla fragilità ossea o all’emofilia) rappresentano una controindicazione per chi volesse provare un percorso di equitazione terapeutica
  5. Ippoterapia: dove e come farla in Italia

    Per fare ippoterapia occorre trovare un maneggio attrezzato per svolgere questo tipo di attività; come abbiamo già avuto modo di accennare, ad esempio, i cavalli che svolgono questo tipo di compito vanno selezionati accuratamente e non solo è necessaria la presenza di personale esperto e specializzato ma anche di idonei e adeguati spazi al chiuso in cui lavorare. La sussistenza di particolari caratteristiche per i maneggi che desiderano offrire servizi di ippoterapia, unitamente a un quadro normativo ancora carente, ha comportato una situazione in cui i pazienti che pure trarrebbero beneficio da questo tipo di attività si trovano spesso nell’impossibilità di eseguirla. L’assenza di strutture convenzionate con le ausl comporta inevitabilmente un aumento di prezzo per accedere a questo tipo di terapie, in linea di massima, quindi, chi avesse bisogno di ricorrere all’ippoterapia e non dovesse trovare una sponda nelle istituzioni a livello locale, non potrà che affidarsi al web nella ricerca di maneggi che offrano la possibilità di sedute di ippoterapia (con tutti i rischi che ne possono seguire relativamente alla presenza di personale scarsamente qualificato a fronte, lo ribadiamo, di un quadro normativo certamente carente che non migliora la situazione ma anzi la peggiora enormemente)

Quanto costa l’ippoterapia

Il costo di una seduta di ippoterapia è tutt’altro che trascurabile, parliamo di una cifra che può ballare tra un minimo di 15/20€ a seduta e arrivare a costarne persino 40/50; la durata media di una seduta è di circa mezz’ora o quaranta minuti e il numero di sedute mediamente necessario per produrre un effetto concreto sul paziente è tale da rendere l’ippoterapia inaccessibile alla maggior parte delle famiglie italiane. Fortunatamente, anche se come accennavamo il numero di strutture convenzionate è sicuramente insufficiente, esistono anche delle fondazioni il cui scopo è di aiutare le persone, che a causa delle proprie condizioni economiche non riuscirebbero ad accedere all’ippoterapia, a sottoporsi a questo tipo di cura.

Ippoterapia: letture consigliate

Chi volesse approfondire maggiormente il tema dell’ippoterapia, in un modo in cui ovviamente un sito come il nostro non potrebbe fare mai, può certamente orientarsi alla lettura dei seguenti tre libri che risulteranno utilissimi allo scopo; in primis segnaliamo “Ippoterapia: istruzioni per l'uso. Il modello delle attività equestri integrate” edito da Equitare, ma prezioso è anche il volume “Manuale di riabilitazione equestre” di Frascarelli e Citterio mentre il libro “Pet-therapy ed Ippoterapia” (Edizioni Hualfin) offre uno scorcio più largo sul valore terapeutico del rapporto tra uomo e animali in genere, non solo quindi il cavallo.

Ippoterapia: conclusioni

L’ippoterapia rappresenta un approccio diverso ma estremamente utile per trattare un gran numero di disturbi che afferiscono ai disordini e deficit sia motori che cognitivo-comportamentali. Purtroppo nel nostro paese l’ippoterapia non gode di un quadro normativo adeguato per cui l’accesso a questo tipo di cura presenta ancora numerosi ostacoli e limiti; nonostante questo ogni anno aumenta il numero di maneggi che si organizzano per arrivare ad offrire anche l’ippoterapia tra i vari servizi disponibili per la propria clientela e la nascita di fondazioni che aiutano e sostengono economicamente le persone più in difficoltà rendono l’ippoterapia una cura di cui sempre più italiani riescono a fruire. Questo ovviamente non basta e speriamo che presto anche l’ippoterapia, così come altri trattamenti, possa godere di leggi adeguate che consentano a tutti, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, l’accesso all’equitazione terapeutica come già succede per tantissime altre prestazioni erogate gratuitamente per mezzo del nostro SSN

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