Cardiopatie: cause, sintomi e rimedi contro la stenosi aortica


Cardiopatie: cause, sintomi e rimedi contro la stenosi aorticaLa stenosi aortica è uno dei disturbi valvolari più diffusi nella nostra società, si stima infatti che in Italia almeno trecentomila persone siano affette da questa patologia di cui almeno un sesto dalla forma più grave; altro particolare abbastanza inquietante è che circa il 5% delle persone con problemi di stenosi aortica non solo ne sono del tutto inconsapevoli ma non possiedono nemmeno gli strumenti culturali necessari per riconoscere i sintomi attraverso cui questo disturbo si manifesta. Nei prossimi paragrafi, quindi, oltre a definire cosa sia la stenosi aortica, quali siano le sue cause, le cure e i trattamenti più efficaci per trattarla proveremo anche a sanare questo limite tentando di spiegare in maniera semplice ma comunque accurata quali sono i principali sintomi di una stenosi aortica.

Che cos’è la stenosi aortica

La stenosi aortica è un disturbo caratterizzato da un restringimento o da un’ostruzione della valvola aortica; esistono varie forme di stenosi (termine che indica appunto un restringimento) che possono colpire non solo l’apparato cardiocircolatorio ma anche, ad esempio, la colonna vertebrale (come nel caso della stenosi vertebrale). La cosa, come chiunque può facilmente comprendere, rappresenta un serissimo problema per la nostra salute in quanto a seguito di tali restringimenti i fluidi corporei (nel nostro caso l’afflusso di sangue verso il cuore) non riescono più a fluire nella maniera corretta. Vedremo meglio nei prossimi paragrafi quali siano le cause, i sintomi e le varie cure possibili per trattare una stenosi aortica, per adesso accontentiamoci di questa prima definizione del disturbo, una patologia, quindi, caratterizzata da un restringimento della valvola aortica

Stenosi aortica: informazioni generali

Prima di entrare nel vivo di questo post sulla stenosi aortica sarà il caso fermarci un attimo per fornire alcune semplici, ma indispensabili, nozioni anatomiche; andiamo quindi a vedere brevemente come è fatto il nostro cuore e la valvola aortica. Il cuore è un organo cavo fibromuscolare che, semplificando un po’, è diviso in quattro cavità appaiate funzionalmente, gli atri (destro e sinistro, sono le due cavità superiori del cuore) e i ventricoli (ancora una volta sia destro che sinistro, sono le due cavità inferiori del cuore) collegati rispettivamente da una valvola cardiaca. La funzione del cuore, come tutti (speriamo) sapranno, è quella di permettere la circolazione del sangue nel nostro corpo, sempre semplificando un po’ possiamo dividere il cuore in due cavità, quella sinistra (in cui circola il sangue arterioso ricco di ossigeno) e quella destra (in cui circola sangue venoso denaturato). La valvola aortica, quindi, ha la funzione di permettere il deflusso del sangue ossigenato dal cuore verso il sistema circolatorio. Ovviamente l’anatomia del cuore è infinitamente più complicata di così, ma qui abbiamo voluto fornire solo quei dettagli più semplici e comprensibili per il “grande pubblico” ma comunque utili per una maggior comprensione di quanto andremo a dire nei prossimi paragrafi

  1. Quali sono le cause della stenosi aortica

    Le cause della stenosi aortica possono essere sia congenite (dovute cioè a malformazioni presenti sin dalla nascita) che acquisite (il disturbo insorge quindi secondariamente a un’altra patologia). In questo paragrafo ci occuperemo esclusivamente delle cause di tipo acquisito. La più comune causa di stenosi aortica, quindi, è il processo di calcificazione della valvola aortica dovuto al naturale invecchiamento della persona (ecco perché parliamo di una patologia che tipicamente si manifesta dopo i primi sessant’anni di età). L’altra causa della stenosi aortica molto comune è la malattia reumatica (una patologia infiammatoria) tipicamente dovuta a infezioni di tipo batterico (da streotococco beta-emolitico di tipo A); quello che succede, in questo caso, è che i nostri anticorpi, oltre ad aggredire i batteri, attaccano anche le cellule della valvola aortica provocando il deterioramento della stessa (parliamo quindi di una malattia autoimmune). All’invecchiamento e alla malattia reumatica, che sono le due principali cause di stenosi aortica acquisita, si aggiungono, come accennato, le cause di natura congenita delle quali non ci occuperemo in questo post onde evitare di rendere ancora più complicata la comprensione di un argomento che lo è già di per se per propria stessa natura.
  2. Stenosi aortica: i sintomi principali

    E’ di fondamentale importanza che tutti impariamo a riconoscere i principali sintomi di una stenosi aortica, come accennato nell’introduzione di questo post, infatti, si stima che quasi una persona ogni venti sia completamente sprovvista degli strumenti culturali necessari a riconoscere i sintomi di questo disturbo con conseguenze che facilmente possono rivelarsi letali. Il primo sintomo della stenosi aortica, che è anche quello che una volta riconosciuto permette di intervenire tempestivamente e senza rischi per curare questa condizione, è il soffio al cuore; molto semplicemente il soffio al cuore è una condizione in cui il sangue che scorre attraverso il cuore smette di farlo in maniera silenziosa. Il medico quindi, attraverso una semplice auscultazione, riesce a percepire questo problema e può iniziare a tentare di definirne la causa (non sempre il soffio al cuore è una condizione preoccupante); già questo ci aiuta a capire quanto e come siano fondamentali le visite di controllo abituali presso il medico di fiducia che sono il solo strumento a nostra disposizione per pervenire a una diagnosi precoce di questo genere di disturbi. Man mano che il restringimento della valvola aortica diventa più importante, quindi, compariranno altri sintomi sempre più preoccupanti, primo tra tutti la dispnea da sforzo (termine oscuro che indica molto semplicemente una difficoltà respiratoria che diventa più importante all’aumentare della frequenza del battito cardiaco); quello che succede è che, a seguito del restringimento della valvola aortica, il cuore non riesce più a pompare il sangue con la dovuta pressione e nelle necessarie quantità verso i muscoli e i tessuti del nostro organismo, il corpo quindi risponde a questo genere di deficit aumentando il numero degli atti respiratori. Essendo il flusso circolatorio ostacolato la prima conseguenza di questa condizione è il ristagno del sangue nelle vene polmonari che può provocare una fuoriuscita dello stesso negli alveoli (edema polmonare). Ancora, man mano che la stenosi aortica si aggrava, può comparire un secondo sintomo (che deve destare immediata attenzione) e cioè l’angina pectoris (senza dilungarci oltre nell’illustrare questo sintomo possiamo dire semplificando che si tratta sostanzialmente di dolore toracico). Altro sintomo della stenosi aortica (nei casi più gravi) è la sincope (cioè lo svenimento) provocata appunto dall’insufficiente irrorazione di sangue; tutti questi sintomi, se non trattati tempestivamente, non faranno altro che aggravarsi, man mano che la valvola aortica si restringe, fino a giungere all’esito più tragico ed insieme più scontato, l’infarto.
  3. Come si diagnostica la stenosi aortica

    Il primo e fondamentale strumento diagnostico per riconoscere la stenosi aortica è lo stetoscopio, attraverso il quale, come accennato, il medico ausculta il battito cardiaco e riconosce eventuali anomalie. Paradossalmente, quindi, la stenosi aortica è un disturbo estremamente facile da riconoscere per il medico ecco perché, lo ribadiamo ancora una volta, le visite di controllo periodico sono sempre fondamentali per la diagnosi precoce di questo come di qualunque altro disturbo. Ovviamente attraverso l’auscultazione del battito cardiaco il medico riesce solo a percepire la presenza di un’anomalia (il soffio al cuore, come accennato) ma non può definirne le cause; ecco quindi che intervengono in nostro aiuto altri esami più specifici come l’elettrocardiogramma (che misura l’attività elettrica del cuore), l’ecocardiogramma (esame per immagini che permette di prendere visione dei vari elementi che compongono il cuore) e la radiografia del torace. Tutti questi strumenti diagnostici sono di natura non invasiva, in alcuni casi, però, è necessario ricorrere ai cateteri cardiaci (una tecnica invasiva) che permette attraverso l’uso di tubi flessibili di raggiungere il cuore attraverso i vasi, le arterie e le vene, per poter osservare e studiare al meglio il passaggio del flusso sanguigno attraverso la valvola aortica
  4. Stenosi aortica: quando rivolgersi al medico

    In caso di stenosi aortica il momento adatto per rivolgersi al medico era ieri; tentiamo di essere più chiari, è assolutamente sbagliato pensare di rivolgersi al medico solo quando compaiono i primi sintomi di un disturbo, soprattutto dopo i primi 45/50 anni di età le visite presso il medico di fiducia devono essere periodiche (anche se siamo in perfetta salute) solo così si potrà intervenire con la massima tempestività qualora venisse a insorgere un qualunque tipo di disturbo. Ovviamente sappiamo bene che questo non sempre accade quindi è fondamentale rivolgersi al medico immediatamente qualora si riscontrassero i primi sintomi di una stenosi aortica che, come detto in uno dei paragrafi precedenti, si manifestano tipicamente attraverso la dispnea da sforzo.
  5. Cura e trattamento della stenosi aortica

    Per risolvere una stenosi aortica la chirurgia risulta imprescindibile; le tecniche ad oggi maggiormente impiegate sono due e si basano sulla sostituzione della valvola aortica o sul ripristino delle condizioni di normalità anatomica attraverso l’uso di appositi cateteri a palloncino (procedura questa particolarmente indicata nei bambini)

Come prevenire il rischio di stenosi aortica

Non ci sono consigli validi che possiamo fornire per prevenire la stenosi aortica, per questa patologia l’unico strumento di prevenzione degno di questo nome è la diagnosi precoce tesa non tanto a prevenire la patologia in se quanto a scongiurare le possibili complicazioni.

Rimedi naturali contro la stenosi aortica

Non esistono rimedi naturali contro la stenosi aortica, fatta eccezione per alcuni particolari casi (per altro i più lievi) in cui si può intervenire con la somministrazione di determinati tipi di farmaci (antibiotici e ACE inibitori principalmente) il ricorso alla chirurgia, come detto, risulta imprescindibile. Qualora fossi consapevole di avere problemi di stenosi aortica, quindi, evita di ricorrere al fai da te o di cercare opportunità terapeutiche improbabili su internet e affidati con la massima tranquillità al tuo cardiologo di fiducia.

Rischi e complicazioni della stenosi aortica

Oltre all’arresto cardiaco (che tutti noi chiamiamo comunemente infarto) che è la complicazione più scontata e insieme più grave di una stenosi aortica non trattata tempestivamente l’altra complicazione (rara, ma non per questo impossibile) cui i soggetti affetti da questo disturbo vanno incontro è l’endocardite, un processo infiammatorio dell’endocardio (la membrana che riveste internamente le cavità cardiache) causato da infezioni tipicamente di natura batterica e che rappresenta un rischio gravissimo per la salute umana.

Stenosi aortica: conclusioni

La stenosi aortica è un disturbo che è caratterizzato da un restringimento o da un’ostruzione della valvola aortica (attraverso la quale defluisce il sangue ricco di ossigeno che il cuore pompa verso i tessuti del nostro corpo); oltre alle cause di natura congenita (dovute a malformazioni presenti sin dalla nascita) le principali cause di natura acquisita di questo disturbo sono la calcificazione della valvola aortica (dovuta all’invecchiamento) e la malattia reumatica. I sintomi attraverso cui questo disturbo si manifesta nelle prime fasi sono riconoscibili solo dal medico il quale, attraverso l’auscultazione del battito cardiaco, riesce a percepire il soffio al cuore (primo e meno preoccupante sintomo della stenosi aortica); man mano che il restringimento della valvola aortica si aggrava possono comparire sintomi come la dispnea, l’angina pectoris e la sincope. La cura della stenosi aortica prevede il ricorso imprescindibile alla chirurgia o per sostituire la valvola malfunzionante con una artificiale o per ricostruire una condizione di normalità anatomica attraverso l’uso di cateteri a palloncino.

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