Tappo intestinale: cause, sintomi e rimedi contro il fecaloma


Tappo intestinale: cause, sintomi e rimedi contro il fecalomaIl fecaloma è un disturbo che, per quanto presenti delle criticità anche di rilievo, non dovrebbe suscitare particolare apprensione; anche se siamo comunemente portati a pensare che le patologie che presentino un suffisso in -oma abbiano sempre una natura neoplastica (cioè tumorale) le cose non stanno affatto sempre così. Avremo senz’altro modo nei prossimi paragrafi di spiegare cos’è un fecaloma e quali sono le cause e i sintomi attraverso cui questo disturbo si manifesta, sin da ora, però, e a scanso di equivoci ribadiamo ancora una volta che non si tratta assolutamente di un tumore. Questo non vuol dire che in caso di fecaloma si possa fare a meno di rivolgersi al medico ma semplicemente che, chi dovesse aver ricevuto una diagnosi di questo tipo, può certamente risparmiarsi di perdere il sonno; il fecaloma, come stiamo per vedere, è un disturbo per certi versi banale anche se, come accennato, nasconde certamente delle criticità

Che cos’è un fecaloma

Come forse avrai intuito dal titolo di questo post si definisce fecaloma un ammasso di feci molto dure (disidratate, che hanno cioè perso tutto il contenuto d’acqua) che si viene a formare all’interno dell’intestino; un fecaloma, quindi, assomiglia sostanzialmente a una pietra (per consistenza) e qualora dovesse raggiungere dimensioni importanti può diventare un disturbo anche abbastanza serio da risolvere. Se un fecaloma di dimensioni ridotte può venire (più o meno facilmente) espulso dal nostro organismo con la normale peristalsi quelli di grosse dimensioni rimangono incastrati nel nostro intestino e possono arrivare a comprimere determinati spazi anatomici con conseguenze che possono rivelarsi anche gravi. Nei prossimi paragrafi definiremo in maniera più accurata anche quali sono i sintomi, le cause e i possibili rimedi contro un fecaloma, per adesso accontentiamoci di questa piccola definizione, stiamo quindi parlando di un ammasso di feci estremamente dure, della consistenza di una pietra, che si vengono a formare all’interno dell’intestino

Fecaloma: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dare una semplice definizione di cosa sia un fecaloma e abbiamo anche spiegato, onde evitare inutili allarmismi, che nonostante il suffisso in -oma non stiamo affatto parlando di una patologia oncologica. Nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo di questo post e proveremo a capire insieme quali sono le principali cause e i sintomi attraverso cui riconoscere un possibile fecaloma oltre che provare a enunciare tutti i vari rimedi e i trattamenti più impiegati per curare questo tipo di disturbo

  1. Quali sono le cause del fecaloma

    Il fecaloma si forma normalmente nei pazienti anziani o comunque in coloro che, magari a seguito di un intervento operatorio o di qualche incidente, trovatisi sostanzialmente allettanti dovessero perdere, a causa della ridotta mobilità, la normale funzione peristaltica; quello che accadde è che le feci, a causa di un riflesso involontario, vengono trattenute all’interno dell’intestino crasso e qui, perdendo progressivamente il contenuto d’acqua, si induriscono e possono addirittura calcificare. Quando le feci iniziano ad assorbire sali di calcio il processo di disidratazione (cioè l’assorbimento di liquidi da parte delle pareti dell’intestino) cui sono soggetti le rende un ammasso estremamente compatto e duro come una pietra, si è venuto quindi a formare un coprolita (che rappresenta appunto una delle maggiori complicazioni del fecaloma, come vedremo meglio in uno dei prossimi paragrafi). Per quanto sin qui detto, quindi, e in conclusione, possiamo senz’altro dire che la principale causa del fecaloma è senza dubbio la stipsi (indipendentemente dalle cause che la provochino); esistono certamente altre cause possibili per un fecaloma (come ad esempio l’abuso di determinati farmaci) ma in linea di massima questo disturbo è quasi sempre provocato da un transito eccessivamente prolungato delle feci attraverso il nostro intestino che ne favorisce la disidratazione rendendole quindi sempre più dure e difficili da espellere
  2. Fecaloma: i sintomi principali

    I sintomi di un fecaloma sono grosso modo assimilabili a quelli di un’ostruzione intestinale; ovviamente l’entità di tali sintomi varia in maniera rilevante a seconda non solo delle dimensioni del fecaloma ma anche del punto in cui si è venuto a formare. Tra i sintomi più comuni del fecaloma abbiamo quindi dolore (nei quadranti inferiori dell’addome) e distensione addominale (a causa dell’aumentata la pressione all’interno del lume intestinale); a livello ano-rettale, invece, compaiono manifestazioni come il tenesmo (spasmo doloroso dell’ano) e la sensazione di pienezza rettale e/o incompleta evacuazione. Comune la sindrome dolorosa simile a quella provocata da una colica (tipicamente in fossa iliaca sinistra) mentre i sintomi di natura urinaria, pure abbastanza frequenti, consistono essenzialmente nella ritenzione urinaria e nell’aumentata frequenza della minzione. Nausea e vomito sono invece tra i sintomi del fecaloma più direttamente riconducibili a un disagio di tipo intestinale come pure non è rara la perdita di peso dal momento che i pazienti affetti da questo tipo di disturbo tendono a iniziare a mangiare di meno (più o meno consapevolmente). In fine un altro sintomo che può suggerire che siamo di fronte a un fecaloma è la comparsa della diarrea nonostante la stipsi pregressa; questo succede a causa di un meccanismo fisiologico che risulta estremamente utile, diremmo davvero provvidenziale in questo caso, che permette di evitare la completa occlusione e il conseguente blocco intestinale.
  3. Come si diagnostica un fecaloma

    La diagnosi di un fecaloma può risultare più o meno semplice per il medico a seconda del punto in cui la massa è venuta a formarsi; in certi casi è sufficiente una normale visita perché il medico riesca a percepire con una semplice palpitazione la presenza del fecaloma (tipicamente in fossa iliaca sinistra). Spesso il fecaloma può venire diagnosticato durante una visita proctologica mediante esplorazione rettale (se situato in ampolla rettale), quando però si trova posizionato nel sigma allora sarà necessario eseguire precisi esami per immagini per riuscire a diagnosticare il fecaloma; una normale radiografia dell’addome, infatti, se pure permette di evidenziare la presenza di una massa non riuscirebbe a spiegarne la natura, in questi casi, quindi, risulta più utile ricorrere a un esame che si chiama rettosigmoidoscopia e che permette al medico di visionare direttamente l’ultima parte dell’intestino (il sigma e il colon quindi)
  4. Fecaloma: quando rivolgersi al medico

    Ovviamente in caso di fecaloma sarebbe opportuno rivolgersi quanto prima al medico di fiducia, tuttavia abbiamo usato il condizionale perché non sempre questo avviene; innanzitutto fin qui non abbiamo detto che un fecaloma può essere anche asintomatico o comunque non produrre sintomi tali da convincere la persona a rivolgersi al proprio medico. Si deve poi considerare che chi soffre abitualmente di stipsi (stitichezza) potrebbe essere così abituato alla presenza di determinati sintomi da non riuscire a rendersi conto che oltre alla stipsi si è aggiunto un nuovo problema. Detto questo qualora si riscontrassero i sintomi di un fecaloma o si avesse anche solo il dubbio di averne sviluppato uno sarebbe opportuno parlarne immediatamente col medico di fiducia anche perché, come vedremo più avanti, parliamo di una condizione non priva di rischi e complicazioni anche piuttosto pericolose
  5. Cura e trattamento del fecaloma

    Nella maggior parte dei casi un fecaloma viene trattato attraverso dei semplici clisteri; non è comunque infrequente che il paziente riesca ad espellerlo da solo (succede anzi continuamente) o che sia il medico stesso a farlo durante l’esplorazione rettale. Il problema si pone quando il fecaloma si trova posizionato in punti difficili da raggiungere o ha ormai assunto dimensioni tali da essere impossibile da espellere normalmente per il paziente. In questi casi può rendersi necessario addirittura intervenire chirurgicamente, ma di questo ci occuperemo meglio nel paragrafo relativo ai rischi e alle complicazioni del fecaloma.

Come prevenire il rischio di fecaloma

Per prevenire il rischio di formazione di un fecaloma è sufficiente adottare gli stessi piccoli accorgimenti utili per prevenire la stipsi; una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre, di frutta e di verdura è il rimedio più efficace sia per prevenire la stipsi che, conseguentemente, il fecaloma. Anche la pratica abituale dello sport è estremamente utile per prevenire il fecaloma dal momento che migliora la mobilità intestinale e previene la formazione di feci dure.

Rimedi naturali contro il fecaloma

Il fecaloma non può essere trattato con rimedi naturali; una volta che si è formato per poterlo espellere è necessario rivolgersi comunque al medico di fiducia (e superare qualunque imbarazzo qualora ve ne fosse); anche se, come abbiamo spiegato, è possibile espellere un fecaloma con un banale clistere o anche manualmente queste sono procedure che andrebbero lasciate fare a persone che ne hanno una certa esperienza, un fecaloma, infatti, può avere complicazioni anche molto importanti (meglio quindi evitare il fai da te). Quello che possiamo fare, e che sicuramente risulta consigliabile fare, è prevenire il rischio di formazione di fecalomi attraverso tanti piccoli rimedi naturali che possiamo adottare ogni giorno; avere cura della nostra alimentazione, prima di ogni altra cosa, è il miglior rimedio naturale contro il fecaloma che possiamo adottare. Del resto, come diceva qualcuno, in fin dei conti il cibo è la nostra prima medicina.

Rischi e complicazioni del fecaloma

Prima di iniziare a descrivere quali sono le complicazioni più comuni (e le maggiori) del fecaloma ci corre l’obbligo di fare delle doverose precisazioni (onde evitare di causare panico immotivato nei nostri lettori); il fecaloma è un disturbo che può essere considerato tutto sommato comune, le complicazioni che stiamo per illustrare sono, in alcuni casi, anche frequenti (le meno preoccupanti) ma ve ne sono altre che per fortuna insorgono solo molto raramente che possono avere esiti anche letali. Una delle complicazioni più comuni del fecaloma sono, come detto nel paragrafo dedicato ai sintomi di questo disturbo, le ostruzioni delle vie urinarie; questo genere di complicazioni in realtà possono anche aiutare il paziente a pervenire a una diagnosi del disturbo che magari fino a quel momento era restato asintomatico e se trattate tempestivamente non costituiscono un problema particolarmente preoccupante. Diverso il discorso per quanto riguarda le ulcere che possono insorgere a seguito di un fecaloma; i rischi veramente rilevanti correlati a questo disturbo, invece, riguardano la possibilità di perforazione del colon, o la formazione di volvoli (in pratica l’intestino si arrotola su se stesso) con conseguente rischio di severa e completa ostruzione intestinale. Terminiamo portando a conclusione un punto che abbiamo lasciato in sospeso nel paragrafo dedicato alla cura del fecaloma e parliamo quindi delle procedure chirurgiche impiegate per trattare questo disturbo; la tecnica più diffusa prevede di sgretolare il fecaloma attraverso l’ausilio di un rettoscopio mentre, nei casi più complicati in cui il fecaloma è posizionato in un punto che non può essere raggiunto col rettoscopio, occorrerà intervenire chirurgicamente. Questo genere di procedure non sono esenti da rischi, non solo la procedura chirurgica (che come ogni intervento presenta per propria natura il rischio di complicazioni) ma anche la procedura che prevede l’ausilio del rettoscopio non sono esenti da rischi; quest’ultima, in particolare, dato che si propone di sgretolare il fecaloma meccanicamente (anche attraverso l’iniezione di acqua nella massa fecale indurita) potrebbe accidentalmente provocare una perforazione del colon (senza alcuna colpa di chi esegue la procedura). Come abbiamo visto quindi il fecaloma è un disturbo che quasi sempre non rappresenta una grossa preoccupazione e che può essere facilmente trattato senza problemi, se trascurato però questo disturbo può rivelarsi tutt’altro che banale e arrivare a rappresentare un rischio concreto per la sopravvivenza della persona; un motivo in più, quindi, per abbandonare il fai da te o la ricerca di rimedi (più o meno naturali) sul web e rivolgersi immediatamente al proprio medico di fiducia.

Fecaloma: conclusioni

Il fecaloma altro non è che una massa estremamente dura di feci che si viene a formare nel tratto finale dell’intestino; tale massa indurisce a causa del processo di disidratazione cui viene sottoposta dall’assorbimento dei liquidi ad opera delle pareti del colon. La massa fecale, quindi, restata bloccata in un determinato punto, inizia a perdere liquidi, indurisce e può addirittura calcificare assumendo la consistenza di una vera e propria pietra. Il fecaloma è un disturbo che può rimanere anche asintomatico per lungo tempo, quando però inizia a manifestarsi produce sintomi che non possono e non devono essere trascurati; occorre quindi rivolgersi immediatamente al proprio medico di fiducia, in questo modo sarà possibile trattare il fecaloma con un approccio esente da rischi e ricorrendo sostanzialmente a clisteri o a manovre di svuotamento manuale dell’ampolla rettale.

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