Esami delle urine: cause, sintomi e rimedi contro gli urati amorfi


Cause, sintomi e rimedi contro gli urati amorfiUrati amorfi è una di quelle locuzioni che in medicina appaiono particolarmente oscure a chi sia completamente a digiuno di nozioni relative alla medicina; in realtà, oltre l’apparente impenetrabilità di questa formula, comprendere cosa sono gli urati amorfi non è poi così complicato. Ovviamente sarà utile fornire, così come avremo modo di fare nel corso di questo post, alcune nozioni di base che renderanno il tema molto più accessibile e aiuteranno anche il lettore meno preparato a comprendere per quale motivo la presenza di urati amorfi nelle urine viene considerata normalmente un segnale di rischio per diverse patologie. Nei prossimi paragrafi, quindi, non senza armarci di un po' di pazienza, proveremo a capire insieme cosa sono gli urati amorfi e perchè la loro presenza rappresenta un rischio potenziale per la nostra salute

Che cosa sono gli urati amorfi

Per capire cosa sono gli urati amorfi è necessario acquisire alcune fondamentali nozioni di base; ovviamente in questa sede non ci interessa essere perfettamente esaustivi, per cui semplificheremo un po’ nel tentativo di rendere questi concetti accessibili a tutti. Detto questo partiamo da un dato di fatto, le cellule che compongono il nostro organismo (essendo esse stesse sostanzialmente degli esseri viventi) funzionano, sia pure in piccolo, come il nostro stesso organismo; anche le cellule hanno quindi un loro metabolismo, hanno bisogno di alimentarsi e quando questo accade producono scarti. Nel metabolismo delle cellule alcune molecole (chiamate purine) giocano un ruolo fondamentale ed è proprio dalla degradazione delle purine che si forma l’acido urico, una sostanza di scarto prodotta dal metabolismo delle cellule che viene raccolta dal sangue, filtrata dai reni ed espulsa attraverso le urine. Alcune persone, però, non riescono a dissociare l’acido urico, che resta poco solubile, e che finisce quindi per rendere acide le urine (abbassandone quindi il ph naturale); ecco quindi che quando andiamo ad analizzare le urine di questi soggetti potremo riscontrare che gli urati (i cristalli di acido urico) appariranno amorfi (privi cioè della classica conformazione cristallina) cosa che sta appunto ad indicare la difficoltà dell’organismo di dissociare correttamente l’acido urico.

Urati amorfi: informazioni generali

Fin qui abbiamo tentato di spiegare nella maniera più semplice possibile cosa significhi il termine urati amorfi e abbiamo detto che indica una condizione in cui, nelle analisi delle urine, gli urati (cioè i cristalli di acido urico) appaiono amorfi; il problema adesso è definire come e in che misura questa condizione possa essere considerata patologica. Intendiamoci, sicuramente la presenza di urati amorfi nelle urine è un fattore di rischio da non sottovalutare, ma è anche vero che con alcune piccole accortezze, come vedremo più avanti, possiamo evitare questo processo di acidificazione delle urine che causa gli urati amorfi.

  1. Quali sono le cause degli urati amorfi

    Posto che esistono sicuramente alcuni fattori che possono favorire la presenza di urati amorfi come ad esempio l’obesità, l’abuso di alcuni farmaci, l’abuso di alcool e diuretici in linea di massima le cause degli urati amorfi sono da ricercare in errori di tipo alimentare. Vi sono poi tutta una serie di casi in cui la presenza di urati amorfi altro non è che uno dei sintomi attraverso cui si manifestano determinate patologie, come nel caso della gotta (che in realtà è più una conseguenza che una causa di questa condizione) o alcune patologie a carico dei reni e, persino, alcune forme di tumore. Quello che ci preme far capire, però, è che la presenza di urati amorfi non necessariamente significa che il soggetto è già malato, questo tipo di evidenza può nascere dalle analisi delle urine anche di soggetti perfettamente sani, in questi casi, quindi, basterà ripristinare il corretto ph delle urine per evitare ogni tipo di conseguenza.
  2. Urati amorfi: i sintomi principali

    La presenza di urati amorfi non provoca sintomi percepibili, sono invece le patologie correlate a questa condizione che possono produrre sintomi (anche molto fastidiosi) che possono variare sensibilmente a seconda del disturbo. Più tipicamente, per chi segue le linee guida sulla salute, questa condizione emerge nel momento in cui si procede ad un’analisi delle urine di routine; come vedremo meglio più avanti, infatti, anche se questa condizione può essere facilmente contrastata con alcune accortezze alimentari se non ci si accorge per tempo del problema il rischio concreto è di sviluppare malattie estremamente fastidiose come, appunto, proprio la gotta
  3. Come si riconosce un problema di urati amorfi

    Anche se la presenza di urati amorfi nelle urine, come detto nel paragrafo precedente, non produce inizialmente sintomi apprezzabili chiunque può rendersi conto di avere un problema di urine acide semplicemente con una cartina di tornasole; basterà infatti immergerne una nelle urine e questa assumerà un colore determinato dal ph delle urine. In caso di ph normale la cartina di tornasole assumerà un colorito verdino, in caso di ph elevato un colore tendente al blu mentre, qualora le urine risultassero particolarmente acide, la cartina di tornasole assumerebbe una colorazione tendente al rosso. Si consideri infatti che questo genere di dispositivi, per conoscere il ph delle urine, costano pochi euro e sono acquistabili in qualunque farmacia e online; basta quindi veramente poco per monitorare il proprio stato di salute e correre subito dal medico appena qualcosa non va. Misurarsi abitualmente la pressione, verificare il ph delle urine, appuntarsi la comparsa di sintomi di qualunque tipo e avere una dieta sana ed equilibrata sono tutti comportamenti che non solo ci permettono di prevenire tante malattie ma anche di riconoscere da subito i primi segnali di un disturbo, di modo da poter andare tempestivamente dal medico di fiducia ed evitare di correre ogni tipo di rischio.
  4. Urati amorfi: quando rivolgersi al medico

    Come non ci stanchiamo mai di ripetere è importante farsi visitare dal medico di fiducia con una buona periodicità, così come è necessario abituarsi a sottoporsi periodicamente ad esami di routine come appunto l’analisi delle urine e del sangue, che permettono spesso di riconoscere prematuramente un disturbo consentendo quindi un’azione adeguata e tempestiva. Anche nel caso degli urati amorfi è così, come vedremo più avanti, infatti, questa condizione se non risolta tempestivamente può dare origine a conseguenze anche di una certa rilevanza.
  5. Cosa fare in caso urati amorfi

    Qualora si riscontrasse un problema di urati amorfi è fondamentale prendere tutte le precauzioni alimentari del caso per ripristinare una situazione di normalità; il tuo medico ti inviterà a consumare con maggior frequenza alcuni alimenti e ti chiederà di ridurre il consumo di altri. In ogni caso ti sconsigliamo di evitare il fai da te e, qualora fosse necessario seguire una dieta, ti consigliamo di attenerti scrupolosamente ai consigli del tuo medico di fiducia

Come prevenire il rischio di urati amorfi

E’ possibile prevenire il rischio di urati amorfi attraverso una sana alimentazione; esistono, ad esempio, alcuni alimenti che favoriscono la formazione dell’acido urico e andrebbero quindi consumati con moderazione (non eliminati, semplicemente consumati con moderazione); parliamo, per citarne alcuni, degli spinaci, di alcuni tipi di funghi, degli asparagi e in linea di massima di tutti gli alimenti ad alto valore proteico. Allo stesso modo esistono alimenti che aiutano a ridurre l’acidificazione delle urine, in particolare i carciofi, le carote, il sedano e la cipolla; ovviamente non basta consumare alcuni alimenti invece che altri per ridurre il livello di urati amorfi nelle urine, è necessario seguire una dieta precisa ed i consigli del medico di fiducia, è sicuramente una condizione che può essere corretta ma certamente non con rimedi fai da te

Rimedi naturali contro gli urati amorfi

Come spiegato nel paragrafo precedente la presenza elevata di urati amorfi nelle urine è una condizione che viene già normalmente trattata con un approccio assolutamente naturale e basato sull’alimentazione; non ha quindi alcun senso mettersi su internet a ricercare alimenti o tisane miracolose (tanto di moda di questi tempi), basterà seguire le indicazioni nutrizionali fornite dal medico di fiducia

Rischi e complicazioni degli urati amorfi

I principali rischi correlati all’elevata presenza di urati amorfi riguardano la formazione di calcoli renali (che si verifica in presenza di abbondante espulsione di acido urico con le urine) e l'insorgenza della gotta; quando infatti l’organismo produce una discreta quantità di acido urico senza riuscire ad espellerlo correttamente questo provoca l’aumento della uricemia ematica, che provoca uno stato di infiammazione nelle articolazioni e, conseguentemente, la gotta. Si tratta di due disturbi (sia la gotta che i calcoli renali) che magari non saranno percepiti come pericolosi per l’incolumità della persona ma che sono certamente molto fastidiosi e dolorosi; la gotta, poi, se non adeguatamente e opportunamente trattata può diventare addirittura invalidante.

Urati amorfi: conclusioni

Gli urati amorfi sono una condizione che può essere riscontrata durante l’analisi delle urine caratterizzata dalla presenza di elevati quantità di acido urico nell’organismo che non riescono più ad essere espulse correttamente con le urine. Pur non trattandosi di una condizione propriamente patologica, nel senso che anche soggetti assolutamente sani possono manifestare un problema di questo tipo, la presenza di urati amorfi nelle urine non andrebbe mai sottovalutata perché ha, tra le principali conseguenze, la possibilità di favorire l’insorgenza di disturbi come i calcoli renali e la gotta. Fortunatamente è possibile ripristinare il normale ph delle urine, che in caso di urati amorfi risultano particolarmente acide, attraverso alcune semplici accortezze alimentari; per cui basterà seguire i suggerimenti del medico e cambiare la propria dieta per evitare che questo problema possa degenerare provocando disturbi che, come abbiamo visto, possono rivelarsi anche molto fastidiosi

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