Sindrome da ostruita defecazione: cause, sintomi e rimedi contro il rettocele


Cause, sintomi e rimedi contro il rettoceleIl rettocele è una delle più comuni conseguenze della defecazione difficoltosa, quindi di tutte quelle condizioni, come ad esempio la stipsi, che alterano in maniera più o meno rilevante il naturale gesto della defecazione. Nel titolo di questo post abbiamo esplicitamente parlato di sindrome da ostruita defecazione in quanto è questa la definizione più adatta per qualunque condizione comporti l’impossibilità per un paziente a svuotare completamente l’ampolla rettale nonostante la presenza (più o meno forte) dello stimolo; che è esattamente quello che succede, come vedremo nel corso di questo post, nelle persone affette da rettocele

Che cosa è un rettocele

Definiamo rettocele lo scivolamento del retto al di fuori della propria sede naturale; tale scivolamento può avere caratteristiche differenti che danno quindi origine a una ben precisa nomenclatura e classificazione. Diciamo quindi subito che il rettocele può essere sostanzialmente di due tipi: anteriore e posteriore. Il rettocele anteriore è possibile solo nel genere femminile e si riscontra quando una parte del retto scivola all’interno della vagina; per quanto riguarda il genere maschile, invece, abbiamo detto che risulta scarsamente esposto, per motivi anatomici, al rettocele anteriore, ma lo stesso non può dirsi per quello posteriore. Fortunatamente il rettocele posteriore (altrimenti detto ernia perineale posteriore) è un disturbo molto raro, ecco spiegato perché questo genere di disturbo colpisce prevalentemente le donne rispetto agli uomini. Nel rettocele anteriore, poi, a seconda di quanto sia rilevante l’invasione del retto in vagina riscontriamo tre differenti gradi del disturbo: lieve, moderato e grave. Se un rettocele lieve potrebbe risultare anche del tutto asintomatico, man mano che il disturbo si aggrava compariranno sintomi, come vedremo più avanti, sempre più fastidiosi.

Rettocele: informazioni generali

Fin qui ci siamo limitati a dare una definizione semplice di cosa sia il rettocele e abbiamo provato a spiegare perché questo disturbo sia molto più comune tra le donne che tra gli uomini; prima di passare oltre, però, per comprendere meglio la natura di questo disturbo è necessario fermarci un attimo ad acquisire alcune semplici nozioni di anatomia. Partiamo col dire che il pavimento pelvico è una delle strutture anatomiche più complesse del nostro organismo; si tratta di uno spazio a forma di rombo che parte dal pube e arriva fino al coccige situato alla base della cavità addominale e che circonda e sorregge l'uretra, la vescica e la vagina (nelle donne) fino all’apparato ano-rettale. Con una battuta più che “pavimento pelvico” avrebbero potuto definirlo “labirinto pelvico” perché di questo stiamo parlando, di uno spazio relativamente piccolo dal quale transitano strutture anatomiche (tendini, vasi sanguigni, muscoli, etc) fondamentali per il nostro organismo e che regolano funzioni come la minzione, la defecazione, il sesso, la deambulazione; in linea di massima, quindi, qualunque patologia determini un malfunzionamento di uno o più particolari anatomici situati presso il pavimento pelvico finisce quasi immancabilmente per avere un impatto abbastanza negativo sulla vita della persona. Non fa eccezione quindi il rettocele, proprio perché parliamo di una zona del nostro corpo non solo estremamente delicata ma che è direttamente coinvolta in un’enorme quantità di funzioni biologiche fondamentali per il nostro organismo.

  1. Quali sono le cause del rettocele

    Una delle principali cause del rettocele è il parto; travagli molto lunghi o neonati molto “sviluppati” possono favorire stiramenti o altri eventi traumatici ai danni dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico, indebolendolo. Altre condizioni possono favorire l’insorgenza di un rettocele con una dinamica molto simile, è questo ad esempio il caso della stipsi (o stitichezza che dir si voglia) nella quale i ripetuti e continui sforzi (anche molto intensi) necessari per defecare finiscono frequentemente (nel lungo periodo) col danneggiare il pavimento pelvico al pari di un parto naturale; ecco spiegato uno dei motivi per cui la stitichezza non deve essere percepita come un disturbo di poco conto, ma andrebbe curata e trattata adeguatamente e tempestivamente prima che possa generare complicazioni di qualunque tipo. Ancora, e per quanto possa sembrare strano a dirsi, anche la bronchite cronica può essere causa di un rettocele, dal momento che una tosse molto forte e prolungata nel tempo si ripercuote proprio sul nostro pavimento pelvico; fateci caso ogni volta che starnutite o fate un colpo di tosse, è come ricevere un colpo secco sul perineo. Per quanto sia una cosa abbastanza normale e sopportabile, però, questo è vero solo per brevi periodi; se ci ammaliamo e per una settimana abbiamo una tosse molto violenta questo non basterà a indebolire il pavimento pelvico in maniera tale da favorire l’insorgenza di altre patologie, ma nel caso della bronchite cronica parliamo di una tosse che non dura una settimana ma anni. Altre condizioni, per concludere, che possono debilitare il pavimento pelvico sono l’obesità, come chiunque può comprendere, parliamo del resto di un disturbo che si ripercuote negativamente su tutto l’apparato muscolo scheletrico (e non solo); anche il sollevamento di oggetti pesanti, se eseguito male, oltre che ovviamente l’attività in palestra, sempre se svolta male, possono favorire la comparsa del rettocele in quanto la spinta addominale (quando non viene dominata con un’adeguata contrazione pelvica) può finire nel lungo periodo per sfondare letteralmente il pavimento pelvico (come purtroppo per loro hanno scoperto a proprie spese tanti bodybuilder).
  2. Rettocele: i sintomi principali

    I sintomi possono essere diversi a seconda dell’entità del rettocele; nei casi più lievi, infatti, questo disturbo può persino essere privo di sintomi. Senso di pesantezze perineale, sensazione di incompleto svuotamento dopo essere andati di corpo, dolore durante la defecazione sono i primissimi sintomi a comparire; il dolore può penalizzare la vita sessuale e, nei casi più gravi, si può avere sanguinamento vaginale oltre che l’erniazione (più o meno importante) del retto attraverso la vagina.
  3. Come si diagnostica un rettocele

    Normalmente per diagnosticare il rettocele è sufficiente un esame pelvico, ciò nonostante possono essere necessari ulteriori esami per acquisire maggiori informazioni sulle reali condizioni del paziente; oltre ai normali esami per immagini (risonanza magnetica ed ecografia su tutti) anche la defecografia risulta un esame particolarmente utile per constatare l’effettiva entità del rettocele
  4. Rettocele: quando rivolgersi al medico

    Sarebbe fondamentale rivolgersi al medico di fiducia ancor prima che si manifestino i primissimi sintomi; fortunatamente le donne italiane sono abbastanza consapevoli dell’importanza che le visite periodiche ginecologiche hanno per la loro salute e, nonostante la crisi, questa buona abitudine è ancora molto diffusa tra le donne italiane. Attraverso le visite periodiche col ginecologo di fiducia, infatti, le donne hanno maggiori possibilità di diagnosticare questo genere di problemi sin dalle primissime manifestazione, e attraverso un confronto continuo e schietto col proprio medico possono essere sicure di non sottovalutare mai quei segni che magari altri potrebbero scambiare per piccoli disturbi passeggeri ma che sono spesso invece la prima spia di un disturbo più importante
  5. Cura e trattamento del rettocele

    Come tante patologie simili anche la cura del rettocele ha due differenti approcci: quello conservativo e quello chirurgico. Nei casi più lievi o comunque laddove ci siano margini per tentare una strada non chirurgica il medico potrà suggerire anzi tutto di evitare tutti quei comportamenti a rischio (come il sollevare pesi) e suggerirà di risolvere quelle condizioni (come l’obesità e la stitichezza) che possono da soli peggiorare il problema. Spesso sono sufficienti queste piccole accortezze per migliorare sensibilmente la qualità della vita della persona; particolarmente utile e preziosa, poi, è la ginnastica per il rinforzo del pavimento pelvico che, attraverso i famosi esercizi di kegel, è uno dei migliori strumenti a nostra disposizione per trattare questo tipo di disturbo. Ovviamente quando però il rettocele ha raggiunto uno stadio particolarmente importante l’approccio conservativo perderà completamente di utilità, in questi casi sarà quindi necessario intervenire chirurgicamente per ripristinare una condizione di normalità per le strutture anatomiche coinvolte.

Come prevenire il rischio di rettocele

Gli stessi rimedi utili per contrastare un rettocele lieve o moderato sono anche estremamente efficaci nel prevenire il rischio di insorgenza di questo disturbo; liberarsi del peso in eccesso, avere una dieta sana ed equilibrata capace di contenere o prevenire la stipsi, praticare abitualmente la ginnastica per il rinforzo del pavimento pelvico, evitare di sollevare pesi eccessivamente pesanti, sono tutte piccole accortezze assolutamente utili per prevenire il rischio di rettocele

Rimedi naturali contro il rettocele

I rimedi naturali contro il rettocele sono utili sia per contrastare i casi più lievi sia in termini di prevenzione; onde evitare di ripeterci sono gli stessi che abbiamo fin qui visto, per cui la ginnastica prima di ogni cosa (realmente fondamentale) ma anche una dieta sana ed equilibrata per contrastare i chili di troppo e la stitichezza. Mi raccomando quindi in particolar modo all’apporto di fibre che deve essere sufficiente, il mancato apporto di fibre vegetali con l’alimentazione quotidiana è infatti una delle prime cause di stitichezza nella nostra società.

Rischi e complicazioni del rettocele

Il rettocele se non adeguatamente e tempestivamente curato non farà che peggiorare; man mano che il rettocele peggiorerà aumenterà il rischio di prolasso o erniazione delle strutture pelviche anatomicamente attigue (come utero e vescica ad esempio) che andrebbero a complicare ulteriormente la situazione.

Rettocele: conclusioni

Il rettocele è un disturbo che colpisce prevalentemente il genere femminile ed è caratterizzato dal fatto che una porzione più o meno importante di retto invade la vagina; è questo il caso del rettocele anteriore (che colpisce solo le donne), mentre il rettocele posteriore (che può colpire anche gli uomini) è per fortuna molto più raro. A seconda dell’entità con cui si presenti il rettocele si potranno usare due differenti approcci per curarlo, quello conservativo e quello chirurgico; se nei casi più gravi il ricorso alla chirurgia è inderogabile, nei casi più lievi il rettocele può essere curato modificando alcune abitudini di vita, contrastando obesità e stitichezza, con la ginnastica dolce e gli esercizi di kegel

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