Talagia plantare: cause, sintomi e rimedi contro gli stati dolorosi del calcagno


Talagia plantare: cause, sintomi e rimedi contro gli stati dolorosi del calcagnoLa talalgia plantare, anche detta tallonite, è un disturbo abbastanza fastidioso con cui dover fare i conti, come del resto tutte le patologie simile; stiamo parlando infatti più che di una patologia vera e propria di una sindrome dolorosa che, come vedremo nel corso di questo post, può avere cause diversissime tra loro. Di recente ci stiamo occupando spesso di sindromi e disturbi caratterizzate da dolore cronico per cui i nostri lettori più assidui sanno bene quanto questo genere di patologie tendano ad assomigliarsi tra loro sia dal punto di vista dei sintomi sia dal punto di vista delle cure; nei prossimi paragrafi, in ogni caso, avremo modo di illustrare dettagliatamente quali sono le principali cause, i sintomi e i migliori rimedi possibili per curare una talalgia plantare

Che cos’è la talalgia plantare

La talalgia altro non è che una sindrome dolorosa che colpisce il retropiede; per questo motivo viene chiamata anche tallonite, proprio perché tende a colpire il calcagno. Si tratta quindi di un processo infiammatorio a carico del tallone che, come vedremo in uno dei prossimi paragrafi, può avere diverse cause ma che tende comunque a palesarsi riproducendo un quadro sintomatologico abbastanza tipico. Come tutte le sindromi dolorose, più o meno croniche che siano, quindi, occorrerà prima definire quali siano le cause che hanno prodotto il disturbo e solo dopo si potrà definire l’approccio terapeutico più adeguato per quella particolare circostanza; anche di questo avremo modo di occuparci meglio più avanti, per adesso limitiamoci a questa prima definizione di cosa sia la talalgia, una sindrome dolorosa caratterizzata da uno stato infiammatorio del tallone.

Talalgia: informazioni generali

Fino a questo momento ci siamo limitati a dare una semplice definizione di cosa sia una tallonite, o talalgia plantare che dir si voglia, e abbiamo detto che con questa parola si indica qualunque stato infiammatorio del tallone accompagnato da algia (dolore appunto); nei prossimi paragrafi, quindi, potremo finalmente entrare nel vivo di questo post e provare a capire insieme quali sono i principali sintomi di questo disturbo, da cosa è causato e come può essere curato

  1. Quali sono le cause della talalgia

    Una delle cause più comuni di talalgia sono i microtraumi ripetuti nel tempo che, alla lunga, possono provocare vere e proprie fratture ossee (ecco perché questo disturbo colpisce molto spesso proprio i runners); anche disturbi del metabolismo (come nel caso della gotta) o i reumatismi possono provocare una talalgia, così come anche le borsiti e le tendinite (ad esempio la fascite plantare) risultano essere una causa abbastanza comune di talalgia. Un caso a parte, invece, andrebbe considerato quello della spina calcaneare, in questo caso infatti è proprio la crescita di tessuto osseo in eccesso (esostosi) a produrre la sindrome dolorosa mentre ancora un capitolo a parte meriterebbero gli errori posturali che sono un’altra causa estremamente comune delle talagie. Come non manchiamo mai di ripetere nel nostro paese i difetti di postura sono estremamente comuni e possono produrre sindromi dolorose estremamente differenti tra loro, capaci di colpire praticamente qualunque parte del nostro corpo, letteralmente dalla testa ai piedi. Ricordiamo quindi quanto sia importante avere cura di mantenere sempre una corretta postura e soprattutto correggere eventuali errori attraverso un’attività fisica mirata e col supporto di personale preparato e competente (il fisioterapista)
  2. Talalgia: i sintomi principali

    Il principale sintomo della talalgia è ovviamente il dolore, che può avere ovviamente intensità diversa da paziente a paziente, ma rimane sostanzialmente sia il principale che l’unico sintomo di questo disturbo; come non manchiamo mai di ricordare quando parliamo di questo genere di disturbi è fondamentale non pensare di poter trattare la cosa autonomamente ma rivolgersi invece tempestivamente al medico di fiducia. Molte persone nel nostro paese tendono a gestire disturbi come la talalgia assumendo abitualmente farmaci antidolorifici da banco e questo, oltre che non contribuire minimamente a risolvere il problema, alla lunga è un atteggiamento assolutamente deleterio; la talalgia non farà che peggiorare, ci si assuefarà all’antidolorifico (che inizierà a fare sempre meno effetto) e in generale nel lungo periodo l’assunzione abituale e continuativa di farmaci fuori dalla supervisione del medico non potrà che danneggiare più largamente il nostro organismo. Meglio quindi, come vedremo di qui a breve, rivolgersi tempestivamente al medico di fiducia onde evitare ogni tipo di rischio
  3. Come si diagnostica la talalgia plantare

    Posto che il medico di fiducia capirà immediatamente che si tratta di una talalgia appena avrà ascoltato i sintomi riferiti dal paziente il ricorso ad esami diagnostici per immagini si rende comunque indispensabile al fine di comprendere la causa che ha scatenato il disturbo; radiografie, ecografie e risonanze magnetiche sono quindi gli esami diagnostici più utili per il medico per definire quali sono le cause di una talalgia plantare
  4. Talalgia: quando rivolgersi al medico

    Come abbiamo già avuto modo di accennare in caso di talalgia è fondamentale recarsi prontamente dal medico di fiducia ed evitare nella maniera più assoluta di gestire il problema con metodi fai da te o, peggio ancora, attraverso l’assunzione abituale di antidolorifici. La talalgia plantare è un disturbo che, se non adeguatamente trattato, non farà che peggiorare, il dolore aumenterà, diventerà sempre più frequente fino a quando, immancabilmente, il ricorso al medico sarà comunque inevitabile; che senso ha perdere tempo col fai da te visto che tanto alla fine dovrai rivolgerti comunque al medico? Tanto vale risparmiare tempo e andarci subito
  5. Cura e trattamento della talalgia

    La cura della talalgia plantare varia in maniera rilevante al variare della causa che ha provocato il disturbo; in certi casi l’infiammazione che provoca il dolore decorre da sola con un semplice periodo di riposo assoluto (in genere un paio di settimane) ma questo dipende molto, come detto, dalle cause del disturbo. In tanti altri casi il medico si limita a suggerire l’uso di determinati dispositivi come ad esempio plantari e solette che risultano estremamente utili come primo approccio al problema; altro strumento fondamentale nella cura della talalgia è la fisioterapia che, nel medio-lungo periodo, porta ottimi risultati e si dimostra spesso perfettamente risolutiva. Altri trattamenti come la mesoterapia antalgica, la tecarterapia e le infiltrazioni possono rivelarsi utili sia per ridurre l’infiammazione che per alleviare il dolore (hanno quindi sia una funzione meramente palliativa ma anche una più prettamente terapeutica) ma vi sono poi anche dei casi (come ad esempio per le esostosi) in cui l’intervento chirurgico si rende indispensabile per ripristinare la normalità anatomica del calcagno

Come prevenire il rischio di talalgia

La talalgia non è un disturbo che si possa prevenire in assoluto, su alcune delle cause che la provocano, infatti, non abbiamo alcun controllo; ci sono però comunque una serie di accortezze che possiamo utilizzare per tentare di prevenire almeno alcuni dei principali fattori di rischio correlati alla talalgia plantare. Come accennato, ad esempio, i runners sono tra le persone più esposte a questo disturbo proprio a causa dei continui microtraumi cui il tallone va incontro naturalmente durante la corsa; per prevenire il rischio di talalgia, quindi, per prima cosa dobbiamo scegliere delle scarpe adeguate per le nostre sedute di allenamento e, altro particolare non trascurabile, dobbiamo avere cura di cambiarle abitualmente. Una persona che corre mediamente un’ora al giorno tutti i giorni nel giro massimo di un paio di mesi rischia di aver ormai completamente sfondato le scarpe con cui corre e dovrebbe quindi valutare di comprarne un paio nuovo; anche il fondo su cui corriamo gioca un ruolo importante nella genesi dei microtraumi, quindi meglio la terra dell’asfalto o del cemento e se non hai la possibilità di correre su una pista in terra allora meglio correre sul tapis roulant che sul cemento. Questo per quanto riguarda il capitolo runners (ma sono cose che chiunque corra abitualmente conosce a perfezione), ma ricordiamo che c’è un’altra causa molto comune di talalgia che riguarda invece tutti e non solo alcuni sportivi, parliamo dei difetti di postura; come detto gli errori nella postura possono facilmente provocare una talalgia (o altre sindromi dolorose) nel giro di qualche anno, per cui chi dovesse rendersi conto di difetti posturali e non avesse ancora sviluppato una determinata patologia farebbe bene a dedicarsi comunque sin da subito alla correzione di quegli errori di postura perché in caso contrario prima o poi inizieranno a insorgere i primi problemi di salute e, con loro, il dolore. Come diceva quindi una vecchia pubblicità ricordiamoci sempre che prevenire è meglio che curare

Rimedi naturali contro la talalgia

Anche se esistono certamente numerosi rimedi naturali per trattare la talalgia (del resto anche la fisioterapia è un rimedio che possiamo considerare perfettamente naturale) è sconsigliabile ricorrere al fai da te e, come ampliamente ripetuto, è preferibile recarsi dal medico. Chi per principio preferisse non assumere farmaci inutilmente in questo caso potrà stare tranquillo, il trattamento della talalgia plantare, come abbiamo visto, si basa sul riposo, la fisioterapia e la correzione degli errori posturali, per cui nessuno di questi rimedi richiede l’assunzione di farmaci; il ricorso al medico rimane comunque indispensabile prima di tutto per riuscire a definire le cause che hanno provocato il disturbo ed in secondo luogo perché attività come la fisioterapia e la rieducazione posturale richiedono competenze solide, preparazione ed una grande esperienza, non possono essere improvvisate sul momento

Rischi e complicazioni della talalgia

La talalgia non è un disturbo che possa dare origine a complicazioni particolarmente rilevanti, ma questo non vuol dire che il disturbo non possa, potenzialmente, avere un impatto anche estremamente negativo sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette. Come ogni sindrome dolorosa cronica, infatti, anche la talalgia è un disturbo abbastanza fastidioso con cui convivere, potremmo dire logorante; non è mai bello svegliarsi ogni giorno col dolore e andare a dormire alla stessa maniera (chi scrive ne ha avuto un’esperienza diretta, per cui fidatevi). Chi iniziasse ad avvertire dolori ricorrenti al tallone, quindi, farebbe bene a rivolgersi immediatamente al medico di fiducia perché in caso contrario il rischio concreto è che il dolore diventi, col passare del tempo, sempre più frequente e di maggiore intensità.

Talalgia: conclusioni

Definiamo talalgia un processo infiammatorio acuto o cronico a carico del tallone caratterizzato da una sindrome dolorosa abbastanza caratteristica; anche se non esiste un rischio concreto che questo disturbo possa provocare complicazioni di una certa importanza se trascurato è comunque importante rivolgersi al medico con tempestività dal momento che in caso contrario gli eventi dolorosi, col tempo, diverranno sempre più frequenti e di maggiore intensità. La cura della talalgia varia in base alle cause che hanno provocato il disturbo ma in linea di massima il principale approccio per la cura di questa condizione consiste in riposo assoluto, fisioterapia e correzione di eventuali errori posturali; a questo genere di trattamenti si possono affiancare tecniche complementari (nei paragrafi precedenti abbiamo citato la tecarterapia, ma vi sono anche altri approcci possibili, come ad esempio anche l’agopuntura) con lo scopo di ridurre il dolore e velocizzare il processo di guarigione.

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