Trocanterite: cause, sintomi ed esercizi per curare la borsite trocanterica


Trocanterite: cause, sintomi ed esercizi per curare la borsite trocantericaLa trocanterite, anche conosciuta come sindrome dolorosa del grande trocantere o, più semplicemente, borsite trocanterica è un disturbo abbastanza complesso con cui avere a che fare come del resto tutti i disturbi simili; questo genere di patologie, infatti, richiede un certo impegno da parte del paziente nell’eseguire le indicazioni del medico, quindi, nonostante sia perfettamente curabile, presenta comunque delle insidie. Nei prossimi paragrafi avremo modo di comprendere meglio la natura di questo disturbo, ne definiremo le cause, i sintomi, i vari trattamenti disponibili e proveremo a fornire quante più indicazioni utili possibili per le persone che dovessero avere un problema di trocanterite.

Che cos’è la borsite trocanterica

La trocanterite altro non è che un processo infiammatorio a carico della borsa sinoviale del grande trocantere; detto questo mi pare abbastanza ovvio che chi non masticasse almeno un po’ di terminologia medica da questa definizione ci caverebbe poco o nulla. Per quanto riguarda il grande trocantere avremo modo di spiegare meglio cosa sia nel prossimo paragrafo, nel quale descriveremo nella maniera più semplice possibile l’anatomia di questo sporgenza ossea; adesso invece concentriamoci a capire cosa sia una borsa sinoviale e, conseguentemente, una borsite. Per prima cosa consigliamo una rapida lettura del nostro articolo sul liquido sinoviale, che potrà certamente aiutare a pervenire a una comprensione maggiore del tema; per chi invece fosse di fretta tentiamo di riassumere brevemente la questione. Le borse sinoviali sono delle piccole sacche contenenti un liquido (definito appunto sinoviale) che si trovano poste laddove un tendine o un legamento sfregano contro un altro tessuto; la presenza di queste strutture anatomiche permette così di ridurre gli attriti e gli eventuali urti. Quando la borsa contenente il liquido sinoviale viene colpita da un’infiammazione si forma quindi la borsite, che può essere sia sierosa (nelle prime fasi) o secca (quando il disturbo è già in stadio avanzato e il liquido contenuto dalla borsa sinoviale è stato riassorbito perdendo così la sua capacità di attutire attriti ossei e urti).

Informazioni generali sull’anatomia del trocantere del femore

Fin qui ci siamo concentrati a dare una prima definizione di cosa sia una trocanterite, ma ci siamo fermati quasi subito nel tentativo di spiegare nella maniera più semplice possibile cosa sia una borsa sinoviale e il significato del termine “borsite”. Prima di entrare nel vivo di questo post, però, dobbiamo prenderci ancora una piccola pausa per fornire alcune basilari ed indispensabili nozioni di carattere anatomico sul grande trocantere del femore. Parliamo quindi di una sporgenza ossea del femore, uno degli ossi più lunghi del nostro corpo, presente in numero di due (uno per ognuno degli arti inferiori), posto nella coscia, si allunga a partire dall’articolazione dell'anca fino a raggiungere quella del ginocchio. Su ognuno dei due femori possiamo constatare una coppia di sporgenze ossee che vengono definite grande trocantere (essendo il più voluminoso, è posizionato lateralmente rispetto al collo del femore) e piccolo trocantere (posizionato sul lato interno).

Le principali cause della borsite trocanterica

Adesso che abbiamo più chiaro l’argomento di questo post possiamo finalmente entrare più nel dettaglio delle peculiarità di questa patologia iniziando per prima cosa a definire quali siano le possibili cause di una trocanterite; a seguire, quindi, proponiamo un breve elenco in cui schematicamente andremo ad esaminare l’eziologia di questa particolare forma di borsite:

  1. Traumi: sono tra le cause più comuni di questo disturbo, soprattutto per quanto riguarda gli sportivi
  2. Micro-traumi: sono particolarmente subdoli, si formano poco alla volta in seguito ad un allenamento non corretto è alla fine evolvono in borsite
  3. Attività sportiva: può sembrare paradossale ma l’attività sportiva è un fattore di rischio importante per questa patologia, non solo perché aumenta il rischio di traumi ma soprattutto perché spesso gli sportivi amatoriali tendono a strafare, allenandosi in maniera eccessiva o eccedendo nell’agonismo durante la pratica sportiva
  4. Errori posturali: generalmente una postura scorretta può provocare tutta una serie di conseguenze tra le quali, appunto, anche la borsite

Trocanterite: i sintomi principali

Il principale sintomo di una trocanterite è il dolore, cosa del resto comune a tutte le sindromi dolorose; ovviamente è possibile riconoscere un disturbo di questo genere in virtù di dove il dolore sia localizzato e della risposta alla palpitazione, tuttavia queste sono valutazioni che dovrebbe fare il medico, per quanto riguarda il paziente è necessario semplicemente che sia in grado di distinguere un semplice dolore passeggero da una borsite di modo da recarsi tempestivamente dal medico di fiducia.

Diagnosi della borsite trocanterica

Il medico (soprattutto quello specialista), riesce a diagnosticare questo genere di disturbo semplicemente con una visita ambulatoriale; come accennato nel paragrafo precedente, infatti, il dolore da trocanterite si manifesta in zone ben precise e si presenta sempre quando il medico esegue determinate manovre sul paziente. Ovviamente il fatto che il medico riesca a riconoscere il disturbo anche con una semplice visita ambulatoriale non vuol dire che non ci sia la necessità di ricorrere comunque ad esami che permettano una diagnosi puntuale della borsite trocanterica; in questi casi, quindi, il medico può ricorrere alla radiografia per assicurarsi che non ci siano patologie a carico delle ossa.

Quando rivolgersi al medico

Sarebbe bene rivolgersi al medico di fiducia non appena dovessimo realizzare che il dolore che avvertiamo non è passeggero ma si presenta con una certa ricorrenza; ovviamente questo genere di disturbi non insorge dalla sera alla mattina, per cui chi ne soffre dovrebbe essere perfettamente in grado di comprendere che il dolore che avverte non è un banale acciacco ma il sintomo di una patologia che deve necessariamente sottoporre alle attenzioni del medico.

Cura e trattamento della borsite trocanterica

Il primo approccio nella cura della trocanterite è quasi sempre di tipo conservativo, per cui il paziente viene messo a riposo totale e, nella maggior parte dei casi, il disturbo rientra da se; questo ovviamente è vero fintanto che ci si rivolge al medico con tempestività, ma dato che spesso questo genere di disturbi vengono trascurati ecco che non è raro che il semplice riposo si riveli non sufficiente a pervenire a un pieno recupero. In questi casi, quindi, il medico può valutare la somministrazione di farmaci (principalmente antinfiammatori) e, nei casi più rilevanti, suggerire il ricorso a trattamenti complementari come la terapia tecar e quella al laser, oltre che gli ultrasuoni e il ricorso a un osteopata preparato e competente. L’uso di plantari e solette, poi, si mostra indicato solo in particolari casi, mentre l’esercizio fisioterapico è quasi sempre suggerito per risolvere gli errori di postura che in linea di massima abbiamo tutti e che inevitabilmente gravano di uno stress aggiuntivo l’articolazione.

Trocanterite: rimedi naturali

Per ridurre l’infiammazione si può ricorrere a numerose pomate e unguenti naturali (tipicamente l'arnica montana è l'erba più impiegata per trattare questo genere di infortuni); i principi attivi che possono essere utili allo scopo sono diversi, per la scelta della pomata più indicata alle tue esigenze ti suggeriamo di chiedere consiglio al medico di fiducia o, in alternativa, direttamente in erboristeria.

Rischi e Complicazioni

Il principale rischio della borsite trocanterica è che venga trascurata finendo così per diventare cronica; col passare del tempo, infatti, questo disturbo diventa sempre più complicato da trattare fino ad arrivare al punto che, se tutti i vari approcci fin qui descritti si rivelassero inadeguati, la sola strada percorribile per curare questa patologia sarà di tipo chirurgico. Ovviamente è sempre preferibile evitare, fin quando possibile, di ricorrere alla chirurgia per risolvere questo genere di problemi, a maggior ragione è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico di fiducia sin dalla comparsa dei primi sintomi. Altro rischio non trascurabile nei pazienti affetti da trocanterite è che possano finire con l’abusare di farmaci da banco (antinfiammatori, ma soprattutto antidolorifici) senza consultarsi in alcun modo col medico di fiducia; in questo caso non solo la borsite tenderà comunque a peggiorare nel tempo ma il rischio di danneggiarsi attraverso un’assunzione smodata di farmaci è tutt’altro che scarso.

Conclusioni

Tiriamo le somme su questo post partendo dalla constatazione che, ancora una volta, la scienza medica si diverte a confonderci le idee, per questa patologia abbiamo infatti tre nomi differenti; che si parli di “trocanterite” o di “borsite trocanterica” o di “sindrome dolorosa del grande trocantere” stiamo in pratica parlando sempre dello stesso disturbo. Capito questo, e compreso che ad attutire gli attriti e gli urti cui sono soggette le articolazioni intervengono delle piccole sacche chiamate borse sinoviali, abbiamo già fatto molta strada, sappiamo infatti che stiamo parlando di un’infiammazione a carico della borsa sinoviale del grande trocantere. Le cause di questo disturbo possono essere molteplici e vanno dai traumi e microtraumi, passando per gli eccessi nella pratica sportiva e nell’allenamento fino ad arrivare, come quasi sempre accade in questi casi, ai soliti errori di carattere posturale. La cura, a patto che il disturbo sia riconosciuto tempestivamente, è sostanzialmente di tipo conservativo, si basa quindi sull’assoluto riposo e, eventualmente, sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori; l’uso di solette e plantari è riservato a un numero ristretto di casi, mentre la fisioterapia è normalmente quasi sempre di giovamento. Il ricorso a tecniche complementari come la laserterapia, gli ultrasuoni e la tecar può essere comunque suggerito nei casi più complicati da trattare.

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