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Raggi X: inquietanti i risultati di una ricerca belga


Raggi x e cancro: quali relazioni

Arriva dal Belgio in questi giorni una notizia alquanto inquietante sull'esposizione ai raggi X a cui veniamo esposti durante alcuni esami medici;
L'AFCN (agenzia federale per il controllo nucleare del Belgio) denuncia attraverso un comunicato stampa come l'irradiazione da raggi X modifichi il DNA e possa, potenzialmente, causare il cancro.
La denuncia prende spunto dallo studio del professor Hubert Thierens, docente presso l'università di Gent, che ha appunto dimostrato come queste irradiazioni siano potenzialmente pericolose anche a piccolissime dosi. Lo studio tuttavia si basa su un campione di soli 100 bambini ed è quindi abbastanza ridotto per essere considerato rilevante.

Senza entrare troppo nel merito dello studio che le irradiazioni da raggi X fossero cancerogene e pericolose per la salute umana è cosa risaputa da tempo, ciò che però spiazza di questo studio è il fatto che sembra dimostrare che i danni riportati da cellule e tessuti inseguito all'irradiazione da raggi x non diminuiscono in maniera proporzionale al ridursi dell'esposizione, i danni infatti sembrano non essere direttamente correlati alla quantità dell'esposizione ma, a quanto pare, in alcuni casi sono addirittura aumentati.
Il rischio di cancro, secondo il professore belga, sarebbe quindi molto più alto di quanto fin qui ipotizzato, ma mentre in Belgio, anche grazie alle raccomandazioni delle istituzioni, l'uso degll'imaging medico è andato riducendosi, e di molto, negli ultimi anni, così come la quantità di raggi x emessi per ogni singola radiologia dubitiamo sinceramente che lo stesso trend possa essere in corso anche in Italia (ma non abbiamo dati precisi in questo senso da fornire).
L'esposizione da raggi X inoltre sembra avere una forte correlazione con l'insorgenza, in particolare, di leucemie, e a questo punto iniziamo a chiederci anche (da buoni italiani) se esista nel nostro paese uno screaning serio delle attrezzature usate, se queste vengano effettivamente costantemente manutenute e monitorate cosa di cui, francamente, tendiamo a dubitare anche perchè viviamo in un paese dove il malaffare (è incontestabile) si è diffuso a macchia d'olio come una cancrena in tutti i settori produttivi del paese ed in particolar modo nella sanità.
Ricordate ad esempio gli scandali abbastanza recenti relativi all'uso da parte di alcune strutture sanitarie convenzionate in Lombardia di valvole cardiache difettose, beh, cosa ci garantisce allora relativamente alla manutenzione di strumenti il cui cattivo funzionamento non sarebbe comunque immediatamente percepibile da parte dei pazienti?
Occhi aperti dunque ed evitate le radiologie a meno che non sia strettamente indispinsabile.

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