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Lorenzin: chiacchiere ed interviste, così si fa il ministro in Italia


keep calm and blablabla

Oggi vogliamo dedicare un pò di tempo a quest'articolo apparso sul messaggero, si tratta di un'intervista al Ministro Lorenzin su come cambierà la sanità italiana, oppure meglio, su quali siano le azioni che il ministero della salute intende porre in atto per migliorare la sanità italiana.
Ci esponiamo subito ed iniziamo con il definire l'articolo in questione come una via di mezzo fra la propaganda di stato e il blaterare a vanvera;
il chiacchiericcio isterico di fondo riprende le note, stonate, di tutto il bla bla bla di stato che da anni ci ammorba le giornate, in pratica non c'è un vero programma, nero su bianco, ma si continua a blaterare di risparmio, innovazione e digitalizzazione.

Di questi tempi sembra che la digitalizzazione sia la soluzione di tutti i mali, ma dire "dobbiamo digitalizzare" non significa niente, ci piacerebbe capire "come intendano digitalizzare" la sanità italiana, tanto per iniziare, e in che modo si intenda favorire il rientro dei debiti delle regioni in fatto di sanità.
Nell'intervista il ministro sostiene che ogni euro risparmiato verrà reinvestito, qui il salto mortale dialettico è meritevole di una medaglia d'oro alle olimpiadi, il ministro sarà infatti al corrente che il risparmio, quando si parla di sanità, si fa con gli investimenti e non il contrario;
ci spieghiamo meglio, qualche tempo fa abbiamo pubblicato un articolo in cui parlavamo di come la prevenzione produca per ogni milione di euro investito risparmi per tre milioni.
Sempre noi, in tempi non sospetti, parlavamo di come l'educazione alimentare, se portata nelle scuole, potrebbe divenire un fattore di sostenibilità straordinario per il sistema sanitario nazionale;
nei mesi che sono passati dalla scrittura di quel post le persone che la vedono come noi sono aumentate esponenzialmente, si è avviata una petizione online su change.org e si inizia a parlare sempre più di questa possibilità, tuttavia il governo non solo non presta ascolto ai suggerimenti che arrivano dal "basso" ma continua a blablablare e a raggirarci con concetti vuoti e discorsi da campagna elettorale.
Ad esempio nell'intervista del messaggero la Lorenzin parla di risparmio e riorganizzazione ma non fa alcun riferimento al ruolo che le farmacie delle AUSL potrebbero avere nella distribuzione delle medicine;
queste infatti pagano i farmaci con sconti fortissimi dovuti a convenzioni internazionali, basterebbe quindi che i medicinali arrivassero ai cittadini da queste farmacie invece che da quelle private per risparmiare qualche miliardo nell'acquisto di farmaci.
Tuttavia ci rendiamo conto che strutturare a livello nazionale la consegna a domicilio dei farmaci a partire dalle strutture pubbliche andrebbe interamente a discapito dei farmacisti e questo, in soldoni, nuocerebbe di molto all'immagine del governo che di certo potrebbe fare croce sul voto degli appartenenti a questa categoria.
Il problema, come al solito, è sempre lo stesso, per riformare e rilanciare il paese bisogna minare i privilegi di intere categorie, dai taxisti ai farmacisti per esempio, non solo quelli dei politici (con buona pace dei 5 stelle), e questo farebbe perdere una caterva di voti a qualunque forza politica decidesse di muoversi lungo questo tragitto così poco battuto negli ultimi 150 anni di storia italiana.
Di conseguenza, in mancanza di un popolo capace di vedere l'interesse collettivo prima di quello personale (e vale per tutti, dai politici fino all'ultimo dei cittadini) ci toccherà continuare a sentire l'eco dei bla bla bla di stato con cui la classe politica spaccia l'idea di un'Italia nuova che sarà sempre e comunque troppo simile a quella vecchia.
E questo è il nostro punto di vista, più o meno condivisibile, ma ci piacerebbe che il ministro Lorenzin fosse in grado, coi fatti invece che con le parole, di farci cambiare idea;
ne sarà mai capace?

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