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Impetigine: sintomi, cause e cura dell’infezione


Che cos'è l'impetigine? scopriamolo insieme

Dell’impetigine occorre dare per prima cosa una definizione (chi ci segue sa che è sempre questo il nostro approccio quando scriviamo un post su una qualche patologia); l’impetigine, quindi, è un’infezione tipica dell’età pediatrica che ha un’incidenza stimata di circa il 3% (colpisce quindi mediamente tre bimbi ogni cento).
L’ impetigine riguarda generalmente bambini di età compresa fra i due e i sei anni anche se si riscontrano casi di impetigine già a partire dai sei mesi di vita e fino ad un’età massima di dodici anni.


Quest’infezione ha origine batterica (vedremo nel prossimo paragrafo quali sono i batteri coinvolti) e colpisce gli strati superficiali della pelle; segnaliamo subito che questa malattia è molto contagiosa, vanno quindi prese alcune piccole accortezze (tipiche d’altro canto di qualunque altra malattia infettiva).
Le accortezze contro il contagio dell’impetigine, che vedremo più avanti in un paragrafo ad hoc, diventano ovviamente ancora più importanti nelle famiglie con più bambini in cui è necessario evitare che si infettino anche gli altri fratelli;
nei prossimi paragrafi entreremo più nello specifico di quali siano le cause dell’ impetigine (abbiamo già detto che è un’infezione batterica), oltre che definire i sintomi di questa malattia e le cure normalmente adottate contro l’ impetigine.

Quali sono le cause dell’ impetigine

Iniziamo subito col dire, visto che abbiamo accennato il fatto che l’ impetigine è un’infezione di tipo batterico, quali sono gli agenti patogeni coinvolti nell’insorgenza di questa malattia:

  1. Stafilococco: è un batterio che trova nella pelle il suo terreno di coltura naturale, tende a proliferare negli ambienti caldi ed umidi
  2. Streptococco: più precisamente il tipo di streptococco beta-emolitico di gruppo A è generalmente presente nelle vie aeree dell’uomo ed è un batterio potenzialmente molto più pericoloso dello stafilococco perché le infezioni dovute a streptococco possono portare, se non trattate in maniera idonea, setticemie anche gravi

Diciamo questo anche per tranquillizzare quei genitori, e non sono pochi, che temono di aver peccato in qualche modo nel curare l’igiene del proprio bambino;
l’impetigine infatti, come abbiamo appena visto, dipende da batteri che sono tipici dell’essere umano e non è un caso che questa malattia si manifesti prevalentemente d’estate, perché la proliferazione batterica che è alla base della sua insorgenza trova esattamente nell’elevata temperatura e umidità che è tipica della pelle in estate le condizioni ideali di coltura.
Chiudiamo quindi questo paragrafo sulle cause dell’impetigine segnalando che esistono due differenti tipi di impetigine, che vediamo subito nel dettaglio

  1. Impetigine: il tipo bolloso

    E’ la forma di impetigine meno frequente (ha infatti un’incidenza inferiore al 30% sul complessivo di casi di impetigine) ma è quella più contagiosa;
    l’impetigine bollosa è caratterizzata, come suggerisce anche il nome, da delle bolle (piene di pus) che possono comparire in vari punti del corpo (vedremo più avanti nel paragrafo dedicato ai sintomi dell’impetigine più nel dettaglio dove). Sostanzialmente è proprio la presenza delle bolle a rendere più contagiosa questa forma di impetigine perché tendono facilmente a rompersi rilasciando il pus che è molto contagioso (attenzione quindi alle asciugamano per fare un esempio banale, ma anche a lenzuola, federe e cuscini).
  2. Impetigine: il tipo non bolloso

    E’ la forma di impetigine più comune e, per esclusione rispetto quanto detto prima, anche la meno contagiosa (perché infetta la cute in presenza di ferite e microlesioni preesistenti);
    questo tipo di impetigine evolve molto velocemente e i segni tipici che rimangono sulla cute inseguito alla formazione delle vescicole dovute a impetigine si risolvono generalmente nel giro di una settimana

Quali sono i sintomi dell’impetigine

Adesso che conosciamo le cause dell’impetigine andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i sintomi e come riconoscere questa malattia;
l’impetigine (specie nella forma più frequente) evolve abbastanza velocemente ed è una malattia abbastanza semplice da riconoscere.
Al primo stadio infatti notiamo come l’impetigine si manifesti attraverso una serie di puntini rossi (in rilievo, come delle piccole punture d’insetto), tuttavia queste rapidamente tendono a diventare delle vesciche che, una volta rotte (sono molto fragili) lasciano il posto ad una crosta dal caratteristico colore giallastro.
Generalmente le prime parti del corpo ad essere attaccate dall’infezione sono la pelle intorno al naso e alla bocca, poi normalmente la malattia si estende e colpisce altre zone come ad esempio il collo, le mani, le braccia.
Come abbiamo accennato, però, l’impetigine può portare anche a gravi complicazioni, se non adeguatamente trattata, perché i batteri riescono a penetrare la pelle ed arrivano ad intaccare alcuni organi interni (come ad esempio i reni);
i sintomi più comuni in questi casi, oltre alla proliferazione delle bolle (che è comunque un sintomo rilevante dell’evolversi e aggravarsi dell’impetigine) sono la febbre (anche superiore ai 38°), il gonfiore del viso e delle gambe, nausea e mal di testa.

Come si diagnostica l’impetigine

L’impetigine è una malattia abbastanza semplice da diagnosticare anche se può presentare qualche difficoltà, specie ai primissimi stadi, perché la sintomatologia (i caratteristici segni cutanei) può essere facilmente ricondotta ad altri disturbi (altrettanto caratteristiche dell’età pediatrica).
Va considerato inoltre che l’impetigine non presenta, nei primi stadi, accessi febbrili e questo può portare anche i genitori a sottovalutare, erroneamente, questo disturbo, imputandolo ad altro e non segnalandolo opportunamente al medico (o al pediatra);
questo è un rischio perché l’impetigine, se non adeguatamente trattata, può portare (come abbiamo già detto) a complicazioni anche gravi, andando ad intaccare i reni e (nei casi più gravi) alcuni linfonodi.
E’ importante quindi che i genitori consultino il medico sin dalle prime manifestazioni della malattia, che, una volta diagnosticata, può essere risolta facilmente in una settimana circa.

Evitare il contagio dell’impetigine

Per capire come evitare il contagio dell’impetigine è importante prima di tutto comprendere come questa malattia si trasmetta da una persona all’altra, diciamo quindi subito che l’impetigine si contagia attraverso il contatto con le lesioni anche indiretto; questo vuol dire che ci si può infettare anche attraverso gli asciugamani, i vestiti, le lenzuola e le federe (come abbiamo già accennato).
Altra cosa importante da rilevare, sempre fra le modalità di trasmissione dell’impetigine, è che la malattia si diffonde più facilmente se la cute presenta delle lesioni (anche minime).
Detto questo possiamo facilmente stabilire alcune semplici regole per evitare il contagio, vediamo quali sono

  1. Lavare le mani: è fondamentale lavarsi frequentemente le mani per evitare di contagiarsi da soli
  2. Asciugamani: gli asciugamani vanno divisi, necessariamente, e cambiati di frequente, andrebbe evitato di tenere gli asciugamani usati (specie se molto umidi) in giro per casa (meglio lavarli subito)
  3. Lenzuola e biancheria: il bucato a 90° non sarà ecologico ne economico, ma è sicuramente igienico, meglio non risparmiare in questo se tuo figlio si è ammalato di impegite
  4. Basta grattarsi: grattarsi è una pessima abitudine, occorre fare attenzione perché il bambino (ad esempio) può infettarsi un’altra zona del corpo grattandosi (spostando quindi l’infezione dal naso al collo, per esempio) e l’adulto che bada al bambino può anche lui ammalarsi semplicemente grattandosi

Per i bambini in età scolare, inoltre, sarebbe sempre bene sospendere la scuola fino a pieno recupero, qualora in casa fosse presente un altro bambino sarebbe preferibile allontanarlo per la durata della malattia (che come abbiamo detto è molto infettiva); gli adulti, infine, devono prestare attenzione ad eventuali ferite o irritazioni cutanee che andrebbero coperte, anche con una semplice garza, per evitare il contagio

Cure e trattamenti contro l’impetigine

Sin dal manifestarsi dei primi sintomi, come detto, la malattia andrebbe segnalata immediatamente al medico il quale facilmente saprà diagnosticarla e potrà di conseguenza prescrivere (come succede nella maggior parte dei casi) una pomata ad azione antisettica e/o antibiotica;
questa è la cura più comune contro l’impetigine se segnalata opportunamente e per tempo.
Qualora però l’impetigine risulti particolarmente estesa (con più bolle sparse su diverse parti del corpo) o in presenza di sintomi più gravi (febbre, gonfiori, difficoltà urinarie) o per qualunque altro motivo il medico reputi opportuno, si può prescrivere una terapia antibiotica ad uso orale anche associata all’uso topico di una pomata.

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