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Donne e salute: i risultati di ONDA


salute donneL'Onda (osservatorio nazionale sulla salute della donna) in collaborazione con Farmaindustria e l'Osservatorio sulla Salute nelle Regioni Italiane dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma pubblica il libro "la salute della donna: analisi e strategie di intervento"; nel testo si mette in evidenza come la crisi economica abbia influito negativamente sulla salute delle donne italiane, una su quattro infatti, secondo i dati di Onda, rinuncia a screening e prevenzione dando priorità alle necessità dei figli.

Le donne italiane in pratica si "immolano" alla famiglia col risultato di generare una tendenza che, negli ultimi anni, ha portato ad un sensibile aumento dell'incidenza delle patologie di genere (disturbi cardiovascolari e tumori soprattutto).
Il testo presentato a Roma ha come finalità quella di scattare una fotografia dell'attuale situazione clinica-epidemiologica relativa alle patologie che hanno maggior impatto sul mondo femminile al fine di consentire lo sviluppo di strategie tese a soddisfare al meglio le esigenze in fatto di salute e prevenzione delle donne italiane migliorando tanto la qualità quanto l'accessibilità dei servizi erogati dal sistema sanitario nazionale.
Il testo evidenzia inoltre come, nonostante i risultati dell'ultima indagine Istat dimostrino un incremento della vita media delle donne di oggi a questa longevità ottenuta non si accompagna troppo spesso un eguale miglioramento della qualità della vita;
emerge in particolare prepotentemente il ruolo cruciale che le donne italiane hanno nelle famiglie durante i periodi di crisi, esse infatti vivono in maniera molto forte il loro ruolo sociale e spesso, quando le risorse scarseggiano, antepongono le loro necessità a quelle della famiglia, ciò porta a una riduzione degli screening e al calo di attenzione rispetto alle abitudini tese alla prevenzione delle più comuni malattie come si deduce infatti nella minor adesione da parte delle donne rispetto agli anni passati alle grandi campagne di prevenzione nazionale.
Migliorare quindi la qualità e la quantità degli studi di genere per migliorare la qualità di vita delle donne è un modo ottimo per ridurre le discriminazioni che ancora oggi permeano la società italiana, in campo medico ma non solo, che ancora troppo spesso tende a trascurare il mondo femminile o comunque a trattare come prioritario quello maschile.
Migliorare la qualità della vita delle donne italiane attraverso un miglioramento dell'offerta di genere relativa alla salute va considerato, oltre che iniziativa di interesse nazionale visto i costi della sanità italiana e appurato il fatto che la prevenzione costa sempre e comunque meno della cura, un elemento etico di rilevanza fondamentale;
non esiste infatti modo migliore di rendere omaggio da parte di una nazione che attraversa un momento di forte crisi economica alle donne italiane che, da sempre, nei momenti di crisi, si mettono sulle spalle le proprie famiglie e con esse tutto il paese per far fronte alle difficoltà contingenti.
Un atto doveroso che spetta alla società e a noi uomini, piccoli gesti quotidiani che spettano anche alle istituzioni, non solo sanitarie, per rendere omaggio e merito alle nostre madri, alle nostre mogli, sorelle e figlie, alle donne italiane che sono un patrimonio inestimabile di questo paese.

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