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Salute: le multinazionali attentano alla vita dei popoli


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Riceratori inglesi, brasiliani ed australiani pubblicano su Lancet uno studio che più che una ricerca è un vero e proprio atto di accusa nei confronti delle multinazionali, ree, secondo i ricercatori, di sabotare le politiche dei paesi in fatto di salute pubblica adottando strategie di marketing scorrette ed oltremodo aggressive;
gli scienziati accusano i grandi gruppi operanti nel food and beverage di essere la causa principale e scatenante dell'epidemia di malattie come diabete e cancro ed altre patologie connesse alla cattiva alimentazione che si è abbattuta su tutto il mondo e su quello occidentale in particolare.

In pratica i grandi produttori starebbero adottando le stesse tecniche che l'industria del tabacco ha usato per anni per attentare la sanità pubblica, prima di essere inchiodata dai fatti alle proprie responsabilità (oltre che a riscarcimenti milionari);
a questa conclusione gli scienziati arrivano attraverso l'analisi di alcuni documenti interni alle stesse aziende.
Le multinazionali quindi si adoperano per manipolare le normative dei paesi in fatto di salute, al fine di evitare la regolamentazione normativa oppure di ammorbidirla, infiltrandosi attraverso gli investimenti nelle organizzazioni non governative e nelle agenzie di salute col chiaro intento di distorcere i risultati delle ricerche e di guadagnare favori politici.
E', in altre parole, il solito problema del conflitto di interessi, per cui uno studioso, finanziato in maniera più o meno diretta dalle multinazionali dell'agro-alimentare, porta avanti una ricerca tesa a dimostrare la genuinità di un prodotto o alimento giungendo immancabilmente ai un risultato che (nella maggior parte dei casi) è alterato dallo stesso ricercatore secondo le direttive della stessa azienda finanziatrice; il ricercatore, quindi, si piega alle esigenze delle multinazionali per non perdere quei finanziamenti che sono la linfa vitale della sua ricerca.
Il coordinatore dello studio, dott. Moddie, ci spiega come l'unico modo per evitare tutto questo sia adottare una normativa che escluda nella maniera più assoluta la partecipazione delle aziende dal circuito che si occupa di salute pubblica e sicurezza alimentare, che impedisca la collaborazione coi governi e vieti in generale alle multinazionali qualsiasi forma di finanziamento diretto o non nel campo della ricerca sulla salute.
Come potete vedere il problema del conflitto di interesse non è una questione puramente italiana ma riguarda tutto il mondo, noi come cittadini possiamo solo stare attenti, tenerci informati, e boicottare tutte quelle multinazionali pronte a sacrificare per il loro business la salute nostra e dei nostri figli.

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