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I disturbi alimentari


disturbi alimentari

Ci rendiamo perfettamente conto che per un sito dal nome unadieta.it affrontare il tema dei disturbi alimentari può sembrare un paradosso;
chi ci segue però, chi ci legge, sa bene l'accezione che noi diamo al termine "dieta" e come ci sforziamo di fare tutto questo con un'etica e dei principi che, sarà forse presunzione la nostra, non ci sembrano così diffusi, come invece ci piacerebbe, su molti altri siti internet "concorrenti".

Se siete arrivati a leggere questo articolo forse l'argomento vi tocca da vicino, siamo consapevoli di non potere con un singolo articolo trattare l'argomento dei disturbi alimentari in maniera totalmente esaustiva, quello che ci sforzeremo di fare sarà darvi una buona quantità di informazioni, speriamo utili, per aiutarvi in questo cammino difficile. Prima di entrare nell'argomento in maniera più oggettiva possibile, teniamo comunque a ritagliarci un piccolo spazio per le nostre opinioni che, inquanto tali, non hanno ovviamente alcun valore o rilievo "medico" ma che teniamo a condividere con voi.

Aldilà delle definizioni classiche, che andremo poi a sviscerare nel modo più chiaro e semplice possibile, l'idea che ci siamo fatti esaminando l'argomento per sottoporvelo è che, oltre le condizioni "patologiche" in senso stretto, i disturbi alimentari siano strettamente correlati a un disagio psicologico;
il malcostume, per intenderci, in fatto di alimentazione è fortemente diffuso e radicato nella nostra società, in questo senso intendiamo il termine dieta non come "regime dietetico" più o meno restrittivo teso alla perdita di peso, ma come uno stile di vita, scelto in maniera consapevole, che porti la persona non semplicemente a mangiare, ma a nutrirsi!
Il che non significa mangiare guardando solo agli alimenti e senza piacere, ne tanto meno assumere un quantitativo x di proteine, vitamine, etc etc al giorno;
mangiare è ed è giusto che rimanga un piacere, ma nutrirsi significa mangiare andando oltre il piacere, oltre l'aspetto fisico, oltre i canoni di bellezza dominanti, oltre le apparenze, nutrirsi è un modo di volersi bene, di avere cura di se stessi.
In questo senso, e per essere più chiari, una persona può essere in una conizione di forte sovrappeso, può essere obesa, ma, e ribadiamo si tratta di una nostra opinione, oltre alla condizione "patologica" di obesità, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista della salute, oltre questo ci sono i motivi per cui quella persona si trova in questa condizione;
si può essere obesi, ad esempio, a causa di stili di vita sedentari e abitudini alimentari sbagliate, ma questa condizione può essere superata attraverso il cambiamento dello stile di vita, delle abitudini, attraverso la formazione e la cultura ed in questo senso non crediamo che una persona obesa che si rispecchi nella condizione qui presentata non possa dirsi affetta da disturbi alimentari, o quantomeno non secondo l'accezione del termine che usiamo noi.
Ancora, l'obesità potrebbe essere data da una disfunzione metabolica, ormonale ed anche in questi casi vale quanto fin qui detto;
oppure, e qui si ritrova l'accezione del termine "disturbo alimentare" che noi utilizziamo, la persona potrebbe essere obesa perchè riversa nel cibo un proprio disagio psicologico, che può avere radici diverse (depressione, nervosismo, etc) ed in tal caso non c'è formazione, cultura o decisione radicale che possa reggere, in questo caso occorre un supporto adeguato.
L'esempio che possiamo farvi per essere ancora più chiari è di tutte quelle persone che pur non arrivando a pesare 35kg, pur non avendo "l'aspetto fisico" della persona affetta da anoressia hanno però un approccio al cibo "alterato" da atteggiamenti mentali scorretti, coloro che per esempio abusano di dolcificanti, saltano i pasti o comunque "tendono a dominare" la sensazione di appetito, chi vive un rapporto col cibo incentrato sulla rinuncia o vede al cibo come "una tentazione", chi non riesce a scrollarsi quella "dannata paura di ingrassare" che pur non essendo anoressico in senso lato porta in se quel "malessere", quel disagio psicologico che porta invece tante altre persone nel "baratro" dell'anoressia.
Abbandoniamo ora lo spazio dedicato alle nostre opinioni, passando a quanto di più rilevante possiamo dirvi sull'argomento non senza scusarci per l'abuso dei virgolettati fin qui fatto;
ma l'argomento è delicato e non intendevamo urtare la sensibilità di nessuno, speriamo di non averlo fatto.

Il primo problema che ci si è posto nello scrivere di disturbi alimentari stava nel fatto che ci sarebbe piaciuto presentarvi un elenco il più esaustivo possibile di siti internet relativi a strutture che affrontano il problema in maniera seria e professionale, in grado di darvi il supporto e le indicazioni di cui, se conoscete qualcuno o siete voi stessi affetti da uno di questi disturbi, avete certamente bisogno;
non esiste però un'associazione o una struttura capillarmente diffusa su tutto il territorio italiano che possiamo segnalarvi, esiste invece una grande varietà di realtà impegnate sui vari territori, in quantità così importante da renderci impossibile il fatto di segnalarvele in quanto non siamo nelle condizioni di verificarle tutte una per una e non intendiamo correre il rischio di segnalarvi associazioni, strutture o siti internet poco seri o addirittura inaffidabili.
Nel cercare una soluzione a questo problema siamo riusciti a reperire un sito di natura istituzionale, senza fini di lucro (non contiene pubblicità di alcun tipo) e che riporta il Numero Verde Nazionale SOS Disturbi Alimentari - 800180969, attivo 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì e completamente gratuito;
il sito dedicato ai disturbi alimentari, che nella pagina contatti riporta i riferimenti della AUSL 2 dell'Umbria, capofila del Progetto nazionale "Le Buone Pratiche di cura nei disturbi alimentari", offre la possibilità di ricercare strutture e associazioni su tutto il territorio nazionale che affrontano il problema dei disturbi alimentari in maniera assolutamente seria e professionale.
Noi dal canto nostro siamo felici di constatare, oltre la grande quantità di strutture e associazioni capillarmente diffuse e specializzate nell'affrontare questo tipo di problemi, la qualità e la bontà non solo del progetto ma anche del sito che è realizzato in modo davvero semplice ed essenziale, usabilissimo per chiunque, cosa non tanto comune per i siti internet delle istituzioni in generale e ancor di più per quelli a carattere sanitario.

Ma veniamo a dare qualche definizione, per quanto riguarda i disturbi alimentari possiamo distinguere cinque macroaree, che andremo ad affrontare una per una;
ci teniamo a precisare però che tale suddivisione è più che altro accademica, proprio per il carattere psicologico che ognuna di queste patologie ha per chi ne è affetto, gli stessi pazienti tendono a muoversi più o meno facilmente da un tipo (o da un sottotipo) a un altro, in relazione alla risposta alla terapia, alla natura del loro carattere etc.

Anoressia nervosa:

è uno dei disturbi alimentari più comuni insieme alla bulimia, caratterizzato da un prepotente rifiuto del cibo da parte del malato a causa della paura di ingrassare praticamente ossessiva;
non esiste ad oggi una terapia standard, valida per tutti e il trattamento farmacologico non da che un modesto beneficio al paziente, la cui cura non può prescindere dal supporto psicologico.
Occorre distinguere l'anoressia nervosa, che è una malattia, da quella che viene comunemente chiamata anoressia che invece non è una malattia ma un sintomo, una persona che presenta il sintomo dell'anoressia, in altre parole, una riduzione più o meno forte dell'appetito, può essere affetta da anoressia nervosa ma anche no;
le patologie che possono presentare il sintomo dell'anoressia sono diverse (tumore, depressione, tubercolosi ad esempio), per anoressia nervosa si intende, invece come già detto, quella condizione in cui il calo di appetito è riconducibile a una paura ossessiva di ingrassare.
Resta nostra opinione che, anche in mancanza della presenza delle condizioni fisiologiche (magrezza estrema, indice di massa corporea inferiore a 17,5, etc) le condizioni psicologiche che possono generare l'insorgere delle suddette condizioni fisiologiche non solo non vanno trascurate ma sono anche facilmente identificabili prima che si evidenzino in un dimagrimento estremo.

Bulimia nervosa:

come per l'anoressia nervosa anche la bulimia trova le sue radici nello stesso disagio psicologico, cioè la paura ossessiva di ingrassare;
se però nel primo caso questa paura si concretizza in un rifiuto estremo del cibo, nella bulimia il malato non rifiuta il cibo, tutt'altro, invece ne abuso onde poi ricorrere in maniera assidua a misure compensative più o meno spinte (come ad esempio l'uso di lassativi o la pratica del vomito indotto).
Lo stesso soggetto può quindi facilmente passare da uno stato all'altro, dall'anoressia nervosa alla bulimia, a seconda di come il suo disagio psicologico tende a manifestarsi.

Riprendendo l' inizio di questo articolo è esattamente per questo che vogliamo ribadire che prima che malattie questi disturbi alimentari siano da intendersi a loro volta come sintomi laddove invece la malattia vera e propria è il disagio psicologico che una persona somatizza nell'una o nell'altra forma.
A dirla tutta per noi un disagio psicologico non può essere definito malattia, il fatto che tale disagio possa condurre un individuo alla morte non è sufficiente a definirlo come tale, in tal senso anche la depressione viene definita malattia, infatti anche la depressione può condurre alla morte (ad esempio per suicidio), ma per noi anche la depressione non è che la rappresentazione di un disagio psicologico;
non è una polemica la nostra, ne un banale problema di definizioni, ma il modo in cui si percepisce qualcosa incide sul modo in cui quel qualcosa si approccia, ed approcciare un disagio di qualunque tipo come se fosse una malattia temiamo possa rivelarsi una strategia fallimentare.
Ci rendiamo conto che in questo caso il nostro modo di vedere la cosa differisce in maniera importante dai dettami della medicina, ma vorremmo invitarvi a fare una riflessione sulle seguenti definizioni delle due parole che potete estrapolare da un qualunque dizionario.

  1. Malattia: denominazione generica di qualsiasi alterazione dell’integrità anatomica e funzionale di un organismo
  2. Disagio: condizione o situazione incomoda

Nel caso dei disturbi alimentari il dimagrimento estremo non è di per se l'alterazione dell'integrità anatomica bensì la conseguenza di un disagio psicologico, cioè di quella situazione in cui un individuo può venirsi a trovare di mancata accettazione di se stesso;
quale condizione più incomoda per un individuo se non quella di non accettarsi?
Questa rimane ovviamente una nostra opinione, la comunità medico/scientifica attribuisce lo "status" di malattia sia all'anoressia nervosa che alla bulimia e noi non possediamo ovviamente nè le competenze nè le conoscenze necessarie a legittimare le nostre opinioni;
ma ricordate, prima di continuare, che uno psicologo non è un medico, il medico è lo psichiatra, anche a livello universitario la psicologia è comunemente un'emanazione della facoltà di scienze della formazione mentre la psichiatria è una branchia della medicina, lo psicologo è iscritto all'albo degli psicologi mentre lo psichiatra è iscritto all'albo dei medici.
La domanda, tutt'altro che banale è:
un bulimico, o una persona affetta da anoressia nervosa, trova maggior beneficio in un supporto di carattere psicologico o psichiatrico?
Ma andiamo avanti.

Disturbo da alimentazione incontrollata:

La definizione in questo caso crediamo basti a se stessa, come nella bulimia il soggetto si rifugia nel cibo senza però ricorrere alle stesse dinamiche compensative;
la persona affetta da disturbo da alimentazione incontrollata ha come unico pensiero quello di ingerire cibo al fine calmare le proprie ansie e può essere più o meno consapevole dei danni che tale comportamento può provocare alla sua salute.
Resta intuitivo come tale disturbo possa portare l'individuo a cadere nell'obesità.

Obesità:

è quella condizione in cui si accumula una quantità di grasso corporeo in misura tale da ingenerare effetti negativi sulla salute;
avendo trattato l'argomento dell'obesità in maniera più esaustiva in un altro articolo vi invitiamo, qualora vi interessi particolarmente, a dargli un'occhiata, se l'argomento vi interessa particolarmente.

Picacismo:

è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall'ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive (terra, sabbia, carta, gesso, legno, etc.);
ci spiace ma non intendiamo andare oltre nella discussione per quanto riguarda tale disturbo per motivi etici e di convinzioni personali inquanto entrare in argomento ci esporrebbe a fare valutazioni piuttosto forti che ci renderebbero attaccabili da un punto di vista legale cosa che ovviamente preferiamo evitare.
Ci limitiamo a rinviarvi sulla pagina wiki se l'argomento vi interessa;

Nel chiudere questo articolo ci limitiamo a dire, per libertà di pensiero, qualora non fosse già chiaro (vedasi in proposito i riferimenti continui dell'articolo alla differenza sostanziale che sottostà nelle parole "malattia" e "disagio"), che diffidiamo, in qualità di liberi cittadini, nella maniera più assoluta dai "dettami" del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders / Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e vi invitiamo a fare una ricerca in proposito perchè possiate farvi un'opinione vostra su questo "manuale" che ha all'insaputa di molti una rilevanza nella quotidianità di tutti che troppo spesso viene ignorata;
e non andiamo oltre non solo perchè non abbiamo i "titoli" per farlo, ma per evitare di cadere in un inevitabile turpiloquio che durerebbe almeno un paio di pagine.
Certi che tutti i liberi cittadini che hanno un livello di conoscenza sufficiente per capire queste ultime righe non potranno che condividere ed apprezzare quanto detto, speriamo di essere riusciti ad affrontare il tema dei disturbi alimentari in maniera sufficientemente esaustiva e nel rispetto delle sensibilità di tutti e soprattutto di coloro che sono toccati in maniera diretta da questi argomenti.

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